ANNO XVII. - N. 11.   Esce una volta al mese.   NOVEMBRE 1893.

BOLLETTINO SALESIANO

DIREZIONE nell'Oratorio Salesiano - Via Cottolengo, N. 32, TORINO

SOMMARIO. UNA LETTERA DEL S. PADRE LEONE XIII al Sac. Michele Rua, Rettor Maggiore della Pia Società Salesiana.

Altro prezioso documento.

Un nuovo drappello di Missionari Salesiani.

Amici che non si debbono dimenticare. INGHILTERRA - I Salesiani di D. Bosco a Londra.

SPAGNA - Una nuova Casa a Rialp.

NOTIZIE DEI NOSTRI MISSIONARI: -Dalla Colombia,

Patagonia, Equatore, Terra del Fuoco ed Argentina. Grazie di Maria Ausiliatrice. Notizie varie.

L'adorazione quotidiana universale a Gesù Sacramentato.

BIBLIOGRAFIA: Dante, Tasso ed Ariosto.

Cooperatori defunti.

UNA LETTERA DEL S. PADRE LEONE XIII

AL SACERDOTE MICHELE RUA RETTOR MAGGIORE DELLA PIA SOCIETÀ SALESIANA.

Con l'anima ricolma di santa esultanza verso il Signore e di gratitudine verso il Gran Pontefice, che guida in mezzo ai turbini del nostro secolo la mistica navicella di Pietro, annunziamo ai nostri benemeriti Cooperatori e zelanti Cooperatrici, come il S. Padre Leone XIII si degnò, per tratto di sua squisita bontà verso di noi e verso l'umile nostra Pia Società, d'inviare una preziosa Lettera che oggi abbiamo l' onore di pubblicare.

E questa la prima volta che, dopo la morte del venerato nostro Fondatore D. Bosco, il Santo Padre, indirizzandoci l'amorevole sua parola, la rende più preziosa dall'augusta sua firma. Per questo motivo ancora la nostra riconoscenza non avrà confine, come sarà eterno fra noi il ricordo della paterna approvazione di quel poco che si fa da noi con l'aiuto di Dio.

E come D. Bosco ci soleva raccomandare, e ce ne dava solenni esempi, che riguardassimo nel Papa la nostra Guida e l' Infallibile Maestro, così le parole di Leone XIII devono mettere nel cuore di tutti i nostri Cooperatori conforto e certezza che Dio è con noi, e che benedice le umili nostre imprese. - Grazie, o Santo Padre !

Dio ascolti le nostre preghiere e quelle che si fanno da tutto il mondo per Voi ; ed il Vostro Pontificato, già così glorioso, passerà alle future generazioni incoronato di opere sante, di generose fatiche, e di splendidi frutti per la gloria di Dio e per la salute dei popoli.

W. LEONE XIII ! W. IL PAPA !

MICHAËLI RUA SACERDOTI

RECTORI MAJORI PIAE SOCIETATIS S. FRANCISCI SALESII AUGUSTAM TAURINORUM

LEO P.P.XIII

Dilecte Fili, Salutem et Apostolicam Benedictionem,

SOCIETATI Vestrae, cujus tu, recenti epistola, et gratulantis pietatem exhibuisti et Deo laborantis renuntiasti progressus, perlibenter Nos paterni animi signifìcationem tribuimus. Magna quidem Deo habenda est laus, quo excitante et ducente, insignis illo Sacerdos, vestrae auctor Farniliae, tara multa tamque utilia in eius nominis gloriam, in commoda iuventutis, in Salutem animarum molitus est feliciterque tota vita perfecit. Id vero maiore in dies cum gratia praestari decet, eo quod eiusdem viri spiritus, in te atque in Societate universa integer vigens, ad nova semper properet benefacta, quibus res sacra et civilis optime adjuventur. Nosmetipsi, quantum vostro in hanc Apostolicam Sedem obsequio delectemur et quantum operae vestrae conidamus, saepius patefecimus, maxime quum alias vobis provincias inter exteras gentes pro auctoritate credidimus, ad christianam fidem itemque ad humanum culturn, ut instituistis alacres, adducendas.

De ceteris autem vestrorum officiorum partibus, praecipue Nos recreant uberes ii fructus, quos late habetis in iuventute excolenda; dura quotidie pericula ingravescunt, quibus aetas credula et mollis miserrime cingitur et conflictatur. Quapropter illud etiam gratissimum est, ampiam vos domum in hac ipsa urbe, continentem aedi Sacro Cordi Jesu a vobis ipsis dicatae, nuperrime absolvisse, in qua liceat multos litteris et artificiis, et, quod caput est, religione et moribus recto probeque instruere. Huic igitur coopto et ceteris consiliis laboribusque Societatis, omnis auspex et effector boni, adsit Deus et faveat : a quo Nos tibi in primis, dilette fili, atque sodalibus universis, sacrisque Virginibus eiusdem Societatis, eisque cunctis qui vobiscum quoquo modo conferunt operam, Apostolicam benedictionem magna caritate impertimus.

Datum Romae, apud S. Petram, die XVIII Septembris anno MDCCCXCIII, pontificatus Nostri sextodecimo.

LEO P.P. XIII.

Diletto Figlio, Salute ed Apostolica Benedizione,

MANIFESTIAMO con assai piacere i sentimenti del paterno Nostro cuore verso la vostra Società, di cui mi comunicasti testè con lettera, i pietosi rallegramenti ed i progressi nelle fatiche per il Signore. Certamente hannosi a rendere molte lodi a Dio, perchè sotto la sua ispirazione e consiglio, quell'insigne Sacerdote, che fu il Fondatore della vostra famiglia, potè metter mano a così numerose e tosi utili imprese per la gloria del suo nome, pel bene della gioventù, per la salute delle anime, e perseverando tutta la vita condurle felicemente a termine. E poi bene che di giorno in giorno con maggior fervore ciò si faccia, perchè lo spirito di lui, mantenendosi intiero in Te ed in tutta la Società, continui a produrre sempre nuovi frutti, onde mirabilmente s'avvantaggi la società religiosa e la civile. Noi stessi, quanto ci tornasse grato il vostro ossequio verso questa Sede Apostolica e quanto confidassimo nell'opera vostra, più d'una volta l'abbiamo dimostrato, specialmente quando vi affidammo di Nostra Autorità altre provincie fra popoli lontani per guidarle, come avete di buona voglia incominciato, alla conoscenza della fede e del retto vivere sociale. Fra tutte le opere vostre Ci è di sommo conforto il frutto abbondante che qua e là riportate nella educazione della gioventù, mentre ogni giorno più si fan gravi i pericoli, onde questa tenera ed inesperta età si circonda e combatte. Per la qual cosa Ci è di grande soddisfazione, che siasi testè condotta a termine in questa stessa Roma l'ampia casa, annessa al Tempio che voi dedicaste al Sacro Cuore, ove molti si potranno santamente istruire ed educare alle lettere ed alle arti, e ciò che più Ci preme, alla religione ed ai buoni costumi.

Perciò, come quest'opera, così tutti i desiderii e fatiche della iutiera Società, Dio, inspiratore e facitore d'ogni buona impresa, benedica e renda prospere, mentre da Lui con grande effusione di cuore invochiamo dapprima su Te, o diletto Figlio, e poi su tutti i Confratelli, sulle Sacre Vergini della medesima Società e su tutti quelli che in qualunque nodo prestano l'opera loro, l'Apostolica Benedizione.

Dato a Roma, presso S. Pietro, addì 18 Settembre 1893, decimosesto del Nostro Pontificato.

LEO P.P. XIII.

ALTRO PREZIOSO DOCUMENTO

È questo la risposta che l'Eminentissimo Cardinale M. Rampolla, Segretario di Stato di Sua Santità, per incarico avutone dal Papa, mandava all' Indirizzo spedito all' Augusto Vicario di Gesù Cristo dal Congresso Salesiano, tenutosi il settembre scorso in Valsalice, come già ricordammo nell'ultimo numero del Bollettino: risposta indirizzata all'amatissimo nostro Superiore D. Michele Rua, e che noi siam lieti di qui pubblicare per recarla a conoscenza di tutti i Direttori Diocesani e Decurioni dei nostri benemeriti Cooperatori. Eccola:

MoLTo REv. SIGNORE,

Mi recai a premura di presentare al S. Padre l' indirizzo con l' offerta per l'Obolo di S. Pietro che i Direttori Diocesani dei Cooperatori della Pia Società di S. Francesco di Sales, riuniti in congresso a Valsalice, prima di separarsi, vollero per di Lei mezzo far pervenire nelle auguste Sue mani.

Tali sentimenti di devozione ed affetto figliale tornarono oltremodo graditi al Venerando Gerarca, il quale, sempre prediligendo l'opera fondata a gloria di Dio e della Sua Chiesa dall'indimenticabile Sacerdote D. Bosco, mi diè il grato incarico di manifestarle anche una volta in tale occasione il Suo più vivo gradimento, impartendo di tutto cuore una speciale Benedizione a Lei, benemerito Superiore Generale, ed ai singoli firmatarii dell' accennato indirizzo.

Colgo in fine la nuova opportunità per confermarle i sensi della mia più sincera stima

Di V. S.

Roma, 23 Settembre 1893.

Aff.mo per servirla

M. Card. RAMPOLLA.

UN NUOVO DRAPPELLO DI Missionari Salesiani.

Nel Seminario delle nostre Missioni in Valsalice presso Torino si sta con fervore preparando un nuovo drappello di Missionari Salesiani per l'America, per l'Africa e per l'Asia. La funzione di partenza avrà luogo nella Chiesa di Maria Ausiliatrice, il giorno 30 novembre, festa dell'Apostolo S. Andrea, alle 3 1/2 pom. Insieme con questi Missionari partirà pure un buon numero di Suore di Maria Ausiliatrice, le quali sono un aiuto potentissimo, anzi quasi indispensabile , per fare tra le donne e le fanciulle ciò che i Missionari fanno tra gli uomini ed i ragazzi.

Per dove siano destinati questi nuovi Missionari e per quali motivi siasi indotto il Successore di Don Bosco, il Sacerdote D. Michele Rua, ad allestire quest'altra spedizione in quest' anno, è brevemente da lui esposto nei sei numeri seguenti della circolare che in data 21 ottobre p. p. indirizzava a tutti i Cooperatori e le Cooperatrici Salesiane

1) L'anno scorso con la grazia del Signore si aperse una Casa nel Messico; ma questa era assai piccola. Nel corso dell'anno alcuni buoni Cooperatori di colà provvidero terreno più ampio, fabbricarono per metà una casa, che finita potrà contenere 500 giovani. Ora si apriranno varii laboratorii, e di quest' anno i giovani potranno ascendere a circa 250 interni, senza calcolare gli esterni e l'oratorio festivo; il personale perciò di quella casa va più che duplicato, sia per riguardo agli insegnanti ed assistenti, sia riguardo a' capi d'arte e coadiutori.

2) Mons. Lasagna, ritornato Vescovo questa primavera nell'Uruguay e nel Brasile, diede impulso così grande a quelle missioni, che è necessario mandargli in aiuto buon numero di operai evangelici. In particolare iniziò le missioni nello Stato di Matto Grosso, la parte forse più bisognosa del Brasile, e queste missioni bisogna sostenerlo.

3) Nella Repubblica Argentina, la grande crisi monetaria e le intestine guerre di quest'anno fan sì, che il numero dei fanciulli abbandonati è duplicato, ed è impossibile rimanere apatici a tanto strazio : si dovettero ingrandire le case per accettare un numero più grande di derelitti, ed in conseguenza bisogna colà aumentare il numero dei preti, dei maestri, dei sorveglianti.

4) Mons. Cagliero l'anno scorso è venuto espressamente in Europa per cercare missionarii per la sua Patagonia : ora deve partire e condurre con sè le reclute fatte. In quest'anno i nostri missionarii penetrarono fin nel Chubut in Rawson, capoluogo della Patagonia Centrale; là pure occorre aumentarne il numero e somministrar mezzi, di cui si trovano affatto sprovvisti.

5) In Africa già da due anni si lavora, specialmente in Orano nell'Algeria. Ora pare il tempo di darsi all'educazione diretta degli Arabi e si procurò per questo scopo casa apposita. Alcuni dei missionarii della spedizione che si prepara sono diretti a quella volta. Un drappello pure di Suore di Maria Ausiliatrice si recherà a Mers-el-Kebir pure in Algeria chiamatevi per una numerosa colonia in gran parte di poveri Italiani.

6) In Palestina occorre rinforzare il personale colà già spedito, specialmente per quanto concerne i coadiutori, per la coltivazione della terra e per l'insegnamento pratico dell'agricoltura ai ragazzi che la Divina Provvidenza colà ci affida.

Per provvedere a tutte queste missioni si richiede non solo un buon personale, ma ben anche spese gravissime; ed il nostro amato Superiore si raccomanda tanto tanto alla sempre generosa carità dei buoni Cooperatori e delle pie Cooperatrici Salesiane. -

Chi non si commoverà, egli dice, al vedere migliaia e migliaia di ragazzi in paesi barbari correre la via della perdizione ? Al vedere tanti popoli che ancora seggono nelle tenebre e nell' ombra di morte ? - Nei paesi di missione si tratta di far conoscere per la prima volta Gesù Cristo, senza del quale non vi è salute; si tratta di gettare il primo seme del Vangelo, affinchè cresca in grand'albero, per raccogliere sotto l'ombra sua benefica le presenti e le future generazioni. Quando il padre e la madre, quando una famiglia, quando una tribù abbia ricevuta la Religione cattolica, questa, come un prezioso retaggio, sarà per secoli e secoli tramandata di padre in figlio, di famiglia in famiglia, di generazione in generazione; ed allora quante anime si salveranno ! Altrimenti quei popoli ed in presente ed in futuro continueranno a sedere nell' ombra di morte e a cadere irreparabilmente nella notte eterna. Se gli Apostoli, se i primi loro discepoli, se i Missionarii cattolici fin dai primordii del Cristianesimo ed in appresso non avessero illuminati i nostri antenati, non è egli vero che noi saremmo tuttavia pagani? Ed invece quanti milioni d'anime si sono già salvate nei trascorsi secoli, e quante si salveranno nei secoli venturi ! - In tanti paesi si tratta inoltre di soccorrere migliaia e migliaia di nostri connazionali, che, dispersi in quelle immense lande dell'America e d'altre regioni, si dimenticano di Dio e dell'avita Religione, perchè non trovano più un prete che loro spezzi la parola di Dio e richiami alla memoria i doveri del cristiano. »

Don Rua da questi riflessi spinto e dalle esortazioni pubbliche e private del Santo Padre Leone XIII, avendo, grazie a Dio, trovati parecchi individui, zelanti della gloria di Dio e pronti ed indonei ad intraprendere le sacre spedizioni, li ha incoraggiati, secondo il consiglio del S. Padre stesso; ed ora si appella al buon cuore dei Benemeriti Cooperatori e delle Benemerite Cooperatrici Salesiano, perchè vogliano aiutare questi valorosi giovani nell'assecondare la sperimentata loro vocazione. E voi, o buoni Cooperatori e pie Cooperatrici, e voi tutti, o lettori e lettrici, non lasciatevi sfuggire questa nuova occasione di farvi del bene; ma, persuasi di fare opera sommamente accetta a Dio, trattandosi della salute delle anime, per le quali ha sacrificato l' Unigenito suo Figliuolo : sommamente gradita al suo Vicario in terra, il quale più volte ha fatto sentire il desiderio che arrecassimo alle sacre missioni gli aiuti in uso nei primordii della Chiesa, quali sono la preghiera e l'elemosina: e sommamente vantaggiosa alle anime vostre , perchè « animam salvasti , animam tuam praedestinasti », chi aiuta a salvar anime, efficacemente contribuisce a salvare la propria; mostriamoci veramente generosi. Ed il buon Dio, giusto rimuneratore di quanto facciamo per amor suo, saprà darcene adeguata ricompensa in questa e nell'altra vita.

AMICI CHE NON SI DEBBONO DIMENTICARE.

Qual gioia non fu per Noè, quando vide la colomba che tornava nell'arca con un ramo d'olivo in bocca. Portava l'annunzio che l'ira di Dio era tramontata. - Colombe celesti discendono ogni dì nel Purgatorio ad annunziare alle anime colà sofferenti la sospirata liberazione : sono gli Angeli di Dio che discendono a chiamare all'eterna gloria quei fortunati spiriti, pei quali già sono interamente soddisfattii i debiti colla divina Giustizia. Oh istante bramato! Oh tempo d'ineffabile gioia! E chi potrà aflrettarlol

Siamo noi, o pietosi lettori, siamo noi che ancor viviamo sulla terra. Siamo noi colle nostre preghiere, colle elemosine e con altre buone opere. E non ne abbian forse sacro dovere l E non ne abbiamo dato solenne parola l Il letto di morte è pur sempre ed ovunque un teatro di grandi promesse: i moribondi ne sentono da tutti che li circondano. Si promette memoria imperitura, , suffragi d'ogni maniera. - « Non vi scorderemo giammai, metteremo in pratica i vostri consigli , penseremo sempre a voi, vi suffragheremo con la massima generosità, statevene sulla nostra parola ». E poi ?... indifferenza, dimenticanza, e Dio non voglia anche di peggio; l'amore alle ricchezze rende talvolta persin ingiusti e crudeli coloro stessi che ne ebbero lauta eredità.

S. Monica morendo lungi dalla patria diceva a suoi figli: « Poco mi curo del mio corpo, seppellitemi pure qua; ma vi raccomando per suffragi l'anima mia, specialmente all'altare di Dio ». Altrettanto ci dicono a noi, o benevoli lettori, le Anime sante del Purgatorio.

I più raccomandati.

Ma tra tante anime che attendono i suffragi vogliamo specialmente qui ricordare i nostri Salesiani, le Suore di Maria Ausiliatrice, i Cooperatori e le Cooperatrici defunte. Sono anime, colle quali lavorammo già per molti anni forse nel vasto campo delle Opere Salesiane: anime unite a noi nella medesima missione; è ben giusto che ora non siano dimenticate, mentre sospirano il celeste premio.

Coraggio adunque, o buoni Cooperatori e pie Cooperatrici, raddoppiamo ora il nostro fervore e moltiplichiamo le opere buone in suffragio di tanta parte della nostra Associazione. Queste care anime, così da noi beneficate, ne serberanno certamente perenne memoria e ce ne imploreranno da Dio ampia ricompensa..

Mezzi di suffragio.

La preghiera, la Messa, la Comunione, le Indulgenze, la elemosina ed altre opere di carità e di religione sono i mezzi efficacissimi, coi quali possiamo recar sollievo e liberazione alle Anime del Purgatorio.

Tutti sanno e possono pregare; e la preghiera è un sacrificio lievissimo, anzi, se è ben fatta, è piena di dolcezza e soavità, e per le Anime del Purgatorio torna di sommo refrigerio.

Ma la preghiera non basta. Il paralitico della probatica piscina diceva al Divin

Redentore, che non gli era mai capitato un uomo, il quale l'avesse gettato a tempo opportuno in quelle vicine onde miracolose - Hominem non habeo! - esclamava commosso fino alle lacrime. Noi invece questo provvido liberatore l' abbiamo , ed è l'Uomo-Dio, il nostro Signor Gesù Cristo stesso , che nella Messa e nella Comunione ponesi a nostra disposizione per noi e pei nostri defunti.

Abbiamo inoltre le Indulgenze, l'elemosina ed altri mezzi copiosi, che la Chiesa ci addita per suffragare le Anime del Purgatorio. Fa d' uopo quindi ravvivare la nostra pietà, e metterci di buon volere all'opera, memori dei doveri che abbiamo verso i defunti, dei dolori acerbi in cui giacciono tante anime a Dio carissime e della ricompensa che noi avremo dalla potente e perenne loro riconoscenza.

L'Opera del Sacro Cuore di Gesù.

L'opera Salesiana, instituita nella Basilica del Sacro Cuore di Gesù in Roma, che offre in compenso agli oblatori la celebrazione quotidiana perpetua di sei Messe, quante Anime avrà già liberate dalle pene del Purgatorio e quante ne andrà suffragando ogni giorno ! Restano quindi legate a quella santa Basilica come tre grandi famiglie: la prima delle anime che furono già per tal modo liberate ed ora godono la felicità eterna in Cielo; la seconda delle anime che ogni giorno ricevono suffragi e sollievo nel Purgatorio; e la terza di coloro che, militanti ancora in terra, ricevono già il frutto di quelle sante Messe, che attirano anche sopra i vivi copiose grazie e benedizioni.

Raccomandiamo quindi nuovamente tale Opera allo zelo dei nostri Cooperatori e pie Cooperatrici. Nel fare il bene non fermiamoci mai, ma andiamo sempre avanti con lena da Santi e ne avremo da Dio i frutti meritati (1).

(1) Per programmi, ricordi e quant'altro riguarda l'opera del Sacro Cuore di Gesù, rivolgersi al Rettore della Basilica del Sacro Cuore di Gesù, Via Porta S. Lorenzo , Roma , od alla Direzione del Bollettino Salesiano in Torino.

INGHILTERRA

I Salesiani di D. Bosco a Londra.

Ricaviamo dall' Italia Reale (1), questo breve articolo sulla nuova chiesa Salesiana di Londra:

Nel 1887 , così il benemerito giornale, due mesi prima della sua morte, Don Bosco inviava in Inghilterra alcuni dei suoi sacerdoti. Essi si stabilirono in un quartiere poverissimo del Popoloso sobborgo di Battersea, dove una nobile e generosa signora, la contessa di Stackpoole, aveva fondata co' suoi danari la chiesa per la parrocchia del Sacro Cuore di Gesù, che conta 20000 anime, delle quali 2000 cattolici, la maggior parte Irlandesi.

» La chiesa che trovarono i sacerdoti di Don Bosco non era che una specie di tettoia di legno e ferro , coperta da lastre di zinco tutto dava segno di cosa provvisoria; epperciò, dopo di aver tollerato molto al di là dei limiti ordinarii la durata di tal genere di costruzione, il Municipio di Londra dovette per l'anno scorso prescriverne irrevocabilmente la distruzione.

» Questa decisione, d'altronde preveduta e perfettamente giusta , fu pel successore di D. Bosco, R. D. Michele Rua, come un ordine della Provvidenza. Senza perdere un momento, egli diede ordine di edificare rapidamente una chiesa in pietre , abbastanza vasta pei bisogni della popolazione cattolica e conveniente anche per impressionare favorevolmente ed attirare i protestanti stessi, sperandone i mezzi dalla pubblica carità,.

» La chiesa del S. Cuore di Gesù a Battersea (Londra), ora finita, realizza a meraviglia il doppio fine di D. Rua. Lunga 42 metri su 33 di larghezza., essa presenta un modello ben riuscito di stile romanico di transizione, essenzialmente religioso e capace di ricevere una decorazione in armonia coll'assieme delle linee. Un bel campanile elevandosi al di sopra dell'atrio, concorre a dare all'edificio un carattere monumentale.

Il successore di D. Bosco, il Rev.mo Sig. D. Rua, e S. E. Mors. Cagliero, Vicario apostolico della Patagonia, si sono recati a Londra pel 14 ottobre, giorno stabilito per la consacrazione della nuova chiesa.

» Un certo numero di benefattori di D. Bosco, recatisi colà dall' Italia, dalla Francia, dal Belgio e dall' Olanda prendono parte a quelle grandiose solennità salesiane.

» È un nuovo passo che la Fede cattolica fa nell'Inghilterra, chiamata già un tempo l'Isola dei Santi. »

Le notizie avute in in seguito da Londra ci dicono che le feste colà celebratesi per la consacrazione della nuova Chiesa Salesiana del Sacro Cuore di Gesù, riuscirono, grazie a Dio, splendidamente e con universale soddisfazione. Noi ne daremo dettagliata relazione nel prossimo Bollettino. Per ora ringraziamo commossi la Divina Provvidenza, che rese compiuti i voti dei Salesiani e dei loro parrocchiani di Battersea. Nel prossimo inverno quei nostri confratelli e loro buoni fedeli sentiranno meno crudelmente il freddo nel compiere i doveri religiosi, e godranno anch'essi di poter celebrare più decorosamente le sacre funzioni di nostra santa religione. Chiese sìffatte sono monumenti religiosi fecondi di frutti consolanti e continui. Ne vadano quindi lieti e contenti quanti concorsero o vi concorreranno colla loro carità in così nobile impresa.

(1) Questo benemerito giornale , che succedette in Torino all' Unità Cattolica, dopo che questa fu trasferita a Firenze, è uno dei migliori giornali cattolici della nostra Penisola. Va quindi raccomandato a tratti e merita per ogni riguardo di essere largamente aiutato con generosi appoggi materiali e morali. Il soccorrere la stampa cattolica è diventato oggi un dovere indispensabile.

SPAGNA

Una nuova Casa in Rialp.

Sono appena due lustri che l'Opera Salesiana fu portata in Ispagna, ed è cosa ben consolante vederla anche là come il grano di senapa andar crescendo, e da tenero virgulto farsi albero che alto s'innalza verso il cielo e spande lunghi e vigorosi i suoi rami.

Alla Casa di Utrera (collegio all' altezza dei principali governativi della nazione) s'unì prima quella di Sarrià con umili principii , che ben presto aumentarono tanto, da farne uno dei primi stabilimenti di educazione di Catalogna. A questa nel 1890 s' aggiunsero le Scuole per esterni e l'Oratorio festivo di Barcellona, frequentatissimo di giovanetti. L'anno seguente (1891) si prese la direzione della Colonia agricola di Gerona, la quale da, piccola cascina ora è convertita in un importante stabilimento agricolo , con casa nuova appositamente costretta sotto il modello dell' arte e i dettami dell' agricoltura. Nel 1892 s'incominciò l'Oratorio di Santander, dove in poco tempo già si ammirano progressi indicibili. E nello scorso anno scolastico in Siviglia, la bella patria del Murillo, s'aprì una nuova Casa con tali auspici e con tanta benedizione di Dio, che in pochi mesi già si contano a 350 i giovanetti che frequentano le Scuole e l'Oratorio festivo.

A queste fondazioni una settima doveva aggiungersi in quest'anno e proprio nella bella cordigliera dei Pirenei. A Rialp, ameno ed importante paese nella provincia di Lerida, un buon Signore, certo Sempau Antonio, volendo dare un segno di sua affezione verso il paese nativo, non seppe trovare opera migliore che d'impiantare ivi uno stabilimento salesiano. A questo effetto regalò una bella e comoda casa nel suddetto Comune, e poi tanto si adoperò, che ora l'Istituto salesiano può dirsi un fatto compiuto.

Prima di conchiudere le trattative si recò a visitare quella località l' Ispettore delle Case nostre di Spagna, il M. R. D. Filippo M. Rinaldi. Il suo viaggio da Barcellona a quell'alpestre paese ci si dice che fu quale un trionfo. Da Tramps a Rialp egli passò per quattro villaggi , accolto in ciascuno di essi dalla popolazione festante ed ossequiato dalle Autorità. In Sort tutta la popolazione gli fu incontro e lo accolse con acclamazione nella piazza principale. Al suo ingresso in Rialp le campane suonarono a festa, e tutto il Consiglio Municipale ed i notabili del paese, nei loro classici e pittoreschi costumi, coll' indispensabile fascia e berrettina catalana, preceduti dalla banda locale, andatagli incontro per buon tratto di strada, fra gli evviva dell' intera popolazione, lo accompagnarono alla nuova casa preparata pei Salesiani. Quindi passarono alla rettoria, dove ad attendere per ossequiare D. Rinaldi si trovavano radunati quindici alcaldes e rappresentanti di varii Comuni della vallata.

Non diremo poi delle gentilezze usate da quel buon Parroco inverso di questo figlìo di D. Bosco. Egli si ebbe a grand'onore, per usar di una sua espressione, di ospitarlo in casa sua e di farsi in mille per dargli una pallida idea dell'affetto, stima, e venerazione, onde saranno circondati i Salesiani in quel villaggio.

D. Rinaldi, impressionato non tanto da queste splendide accoglienze, quanto dal bisogno che vi scorse di un Istituto per la gioventù di quello e dei paesi circostanti, conchiuse le pratiche aderendo al desiderio di quei valligiani. Ed ora, mentre noi scriviamo, già si trovano in Rialp alcuni Salesiani, ed i genitori della vallata accorrono a fare iscrivere i loro figli, pei quali si apriranno tosto le scuole diurne e serali e le porte di un Oratorio festivo.

Possano i nosti fratelli frammezzo a quei robusti abitanti dei Pirenei allevare degli esperti agricoltori, dei ferventi cristiani e degli infaticabili operai evangelici.

NOTIZIE DEI NOSTRI MISSIONARII

DALLA COLOMBIA Don Michele Unia.

Come annunziammo nel numero di Agosto, il nostro caro Missionario D. Michele Unia, cappellano dei lebbrosi di Agua de Dios, cadde in una grave e penosa malattia, per cui fu dai medici consigliato di recarsi a Bogotà. - Vi andò infatti, e, grazie a Dio, colle cure usategli nel collegio salesiano di quella capitale, e più ancora noi crediamo mercè le preghiere di tanti nostri buoni Cooperatori e Cooperatrici , in pochi mesi potè riaversi e riprendere alquanto le indebolite forze. Allora alcuni Benefattori di Bogotà e specialmente quell' Ecc.m° Arcivescovo gli suggerirono di intraprendere uri viaggio di salute e di riposo fino all'Italia. Ma a D. Unia rincresceva assai allontanarsi troppo dai suoi diletti lebbrosi; tuttavia alle replicate istanze dovette cedere. E noi di questi giorni speriamo di rivederlo e riabbracciare nell'Oratono, dove lo sentiremo con piacere a raccontarci le commoventissime scene dei suoi infelici. - In questo frattempo in Agua de Dios ha lasciato a fare anche le parti sue il Sacerdote D. Raffaele Crippa col confratello Lusso, i quali sul principio dì quest'anno eransi colà recati per tenergli compagnia.

DALLA PATAGONIA Missioni fra le Cordigliere.

Il nostro missionario D. MATTEO GAVOTTO da Chosmalal ci invia una succinta relazione di altri settanta giorni di missioni da lui date, sulla fine dello scorso anno, al sud delle Cordigliere Chilene.

Egli partiva da quella residenza, solo , senza Catechista nè guida, non avendone potuto trovare, la mattina di S. Matteo (21 settembre), dopo aver celebrata la S. Messa implorando da Dio, per l'intercessione del Santo Apostolo suo Patrono, gli aiuti necessari per toccare anche i cuori più induriti e convertirli a penitenza.

Ma il buon Dio, il quale mandando gli Apostoli a predicare, era solito inviarli a due a due, dopo venti giorni di missione gli provvide un compagno nella persona di un buon giovinotto chileno, certo Manuel Ièsus Espinoza, in sui ventidue anni, il quale, mosso a compassione delle fatiche che doveva sopportare il missionario da solo , si decise di prestargli il suo aiuto seguendolo dovunque andasse, e poi, tocco dalla grazia di Dio, finì per risolversi a rimaner sempre coi Padri Missiònarii.

I punti più importanti toccati stavolta da D. Gavotto sono Taquimilan, Colipille, Agrio, Campana Mauvida, Haurichenque, Codihue, Salquicol, Laquita, Carreres, Norquin, Llamada, Trucuman. Le fermate più lunghe furono di cinque o sei giorni.

I risultati ottenuti sono 117 Battesimi, 400 Comunioni e 12 Matrimonii, senza contare le innumerevoli Confessioni ascoltato.

Ne sia lode a Dio !

La Missione del Chubut

REV.mO SIG. DON RUA,

Rawson (Chubut), 10 Luglio 1893.

A Buenos-Aires mi annunziano che presto arriverà qui il caro D. Milanesio , perchè è da un po' di tempo in viaggio a questa volta. Oh ! giunga presto il momento di vederlo, di abbracciarlo. È omai quasi un anno che stiamo aspettando qualcuno che venga a rallegrarci, ad incoraggiarci, a consigliarci in questa povera missione.

Dopo sei mesi di fatiche, finalmente, grazie a Dio, incominciamo a provare qualche conforto. Durante il mese di giugno, che consacrammo al S. Cuore di Gesù, potemmo ottenere che quasi tutta la gioventù cattolica maschile venisse alle nostre scuole. Non bisogna però credere che sia molto numerosa : sono alcune decine di fanciulli e pochi giovanotti operai. I più avanzati fanno la terza classe elementare. Abbiamo pure incominciata la scuola serale per i giovanotti operai ; ma non vuole ancora attecchire, stante la considerevole distanza delle varie famiglie cattoliche dalla nostra residenza.

La nostra chiesuola, fatta abbellire con alcuni semplici dipinti, riuscì assai decente. Nei giorni festivi è sempre frequentata, ed i cattolici ci si vanno vieppiù affezionando, perchè dicono che la teniamo pulita e decorosamente adorna nelle feste. Nella nostra povertà facciamo le funzioni colla maggior pompa possibile, e gli Italiani, che qui trovarsi, si vanno risvegliando nella fede e nei costumi dei loro padri.

Nello scorso mese si tennero pure le sante Quarant' Ore, come prescrisse a tutte le chiese dirette dai Salesiani il nostro amato Mons. Cagliero. E fu cosa veramente consolante vedere come il regno di G. Cristo si va estendendo in questo territorio. In un paese di non più di duecento cattolici, Gesù Sacramentato non fu mai lasciato solo; che anzi in alcune ore vi ebbe tale affluenza, che non mi sarei mai immaginato l' eguale. E le benedizioni sparse dall' adorabile Gesù sopra di questo popolo furono tante e grandi.

Solo nell'ultimo giorno si distribuirono cinquanta comunioni, e fra i comunicandi si notarono di quelli che da sedici, venti e più anni non si erano accostati a questo gran Sacramento. Si aggiustò anche qualche matrimonio e si son tese le reti del buon Gesù per accomodarne degli altri.

Queste S. Quarant'Ore per essere le prime si celebrarono con abbastanza di solennità, e la povera eresia, che ci attornia e spia, fu testimone della più consolante fede delle anime cattoliche nel vere, realiter et substantialiter Deus nobiscum. Oh ! voglia il buon Gesù, questo eterno sole di giustizia, dissipare le tenebre dell'errore tra i nostri fratelli dissidenti; voglia soffocare i fuochi fatui e miasmatici di questo cadavere di protestantesimo, frantumato anche qui in tante e sì svariate sétte; voglia formare di noi e di loro un solo gregge, sotto la guida e la dipendenza del suo Vicario il Papa!

Ma, o mio amato Padre D. Rua, sarà però conveniente, anzi necessario , mandarci pel nuovo anno un buon rinforzo di personale, e, quel che più preme, un sacerdote inglese, per poterci più facilmente mettere in relazione coi protestanti, i quali sono in numero di circa quattromila e quasi tutti originarii di Galles.

In questi mesi scorsi abbiamo anche pensato ad un modesto teatrino. Ci aiutarono a dipingere le tele un esploratore italiano ed un antico allievo del collegio salesiano di Lanzo Torinese. Il lavoro è riuscitissimo. Alla prima rappresentazione intervennero ad onorarci della loro presenza le Autorità ed il fior fiore del paese. Vi presero anche parte quattro famiglie protestanti, permettendo alle loro figliuole di rallegrare la nostra festa colle loro abilità musicali. Il pianoforte ci fu gentilmente imprestato da un signore genovese, la cui consorte frequenta la nostra chiesa . - Tutti gli intervenuti furono soddisfatti della festicciuola, ed il risultato fu un aumento di giovani alle nostre scuole.

Degli Indii, con mio gran dispiacere, non ho ancor potuto occuparmi. Essi saranno almeno un seicento, e presentemente si trovano all' ovest, alle falde delle Cordigliere. Va tanto bene che venga D. Milanesio; egli, che parla la loro lingua, potrà incominciarne l'opera, ed io mi metterò ai suoi ordini per tutto quello che le mie deboli forze mi permetteranno.

Amatissimo Padre, mi raccomandi al Signore nelle sue preci , perché, nella solitudine in cui mi trovo, ne ho tanto di bisogno ; preghi e faccia pregare anche per questa povera missione. Mi benedica e con me anche i due confratelli che mi fanno compagnia e mi creda tutto suo

Dev.mo Obb. figlio

Sac. BERNARDO VACCHINA Miss. Salesiano.

In Missione alla volta del Chubut

R.m° SIG. D. RUA,

Coral-Chico, 28 Luglio 1803.

LE scrivo da Coral-Chico, villaggio situato

25 leghe sopra di Balcheta. È un mese e mezzo che ho intrapresa questa nuova missione, dopo il mio ritorno dall' Italia; e vado avvicinandomi al Chubut, per trovare anche il povero D. Vacchina e gli altri due confratelli colà stabiliti fin dallo scorso dicembre.

I Battesimi fin qui da me amministrati sommano a 53, quasi tutti di Indii, giovani e vecchi. Tra questi ve ne fu uno di ottant'anni; fu una vera grazia di Dio l'essersi ora convertito, dopo molti anni di resistenza.

A Dio piacendo, domani mattìna ci inoltreremo negli accampamenti degli Indii; ma siccome sono sparsi in varii punti, distanti gli uni dagli altri, così dovremo impiegarci molto tempo per visitarli tutti e far loro quel bene che sarà del caso. Dovranno quindi avere un po' di pazienza i confratelli del Chubut, i quali sappiamo che ci aspettano ansiosamente.

Faccia pregare, o amatissimo Padre, perchè Iddio benedica questa missione; poichè è proprio qui il caso di dire : Nisi Dominus aedificaverit domum, invanum laboraverunt qui aedificant eam. La conversione degli Indii è senza dubbio un' opera sublime, ma Iddio solo la può condurre a compimento. Fortunati noi, se saremo umili strumenti nelle sue mani !

Il mio cuore in questi giorni è innondato da indicibile gioia. Questa mattina ancora otto giovanotti, battezzati solo ieri sera, ricevettero la S. Comunione e la Cresima con un contegno edificantissimo.

Ogni giorno più vado notando negli Indii della Patagonia , e specialmente tra quelli di razza Araucana oriundi dal Chili , una propensione assai naturale verso del Cristianesimo. Peccato che non abbiamo sempre i mezzi necessaria per impiantare chiese nelle maggiori radunanze di indii, e tanto meno il personale per stabilire in ciascuna di esse Sacerdote e Catechista. Speriamo però che Mons. Cagliero non partirà d'Europa, senza aver prima assoldato un nuovo drappello di generosi atleti per questa povera Patagonia; ed ella, Sig. D. Rua, preghi ancora a nome nostro i buoni Cooperatori e le pie Cooperatrici Salesiane, che vogliano continuarci il loro aiuto, perchè appunto al ritorno di Mons. Cagliero vedremo di stabilire altre stazioni cotanto necessarie per consolidare quel poco di bene che andiam facendo in queste varie escursioni.

Non le parlerò, o amatissimo D. Rua, delle peripezie di questa missione, perchè sono tante e non nuove. Tuttavia di passaggio dirò che in questo mese abbiam quasi sempre dormito a ciel sereno, e che nella traversata di Balcheta fummo bagnati dalla pioggia ; che il nostro cibo è solo carne arrostita (asado), sostituita qualche volta da un buon lesso ; il nostro vino è acqua fresca e alle volte non tanto salubre , la quale tal fiata suole mancarci ; ma non per molto tempo , perchè la Provvidenza è tanto buona e distribuisce sì bene i suoi doni, che or ci previene con acqua piovana ed or con quella di ruscello o di laguna o di fiume. Che Iddio sia sempre benedetto ! - Nè tacerò che, per poter continuare la missione, trovandomi il borsellino floscio floscio, ho dovuto firmare due Pagherò , ammontanti a più centinaia di lire, da riscuotersi a Viedma; ne ho già dato avviso a quel Direttore, il carissimo confratello D. Mario Migone.

Ma, basta; finirò col raccomandarmi nuovamente alle preghiere sue, o amato Padre, e a quelle dei giovanetti delle nostre Case e de' Cooperatori e Cooperatrici Salesiane, ai quali porgo le mie più sentite azioni di grazio per le cordiali accoglienze fattemi dovunque nel mio breve soggiorno in Europa e più ancora per la generosità addimostrata inverso delle nostre Missioni. Li assicuri , o R.mo Sig. D. Rua, che gli Indii della Patagonia e quei della Terra del Fuoco pregano ogni giorno per loro. Che Iddio li benedica.

Con stima mi professo Della S. V. R.ma

Dev.mo Ubb.mo in G. C.

Sac. DOMENICO MILANESIo

Miss. Salesiano.

DALL'EQUATORE Le prime feste Salesiane nella capitale dell'Aznay.

VENERATISSIMO PADRE D. RUA, Cuenca, 25 Luglio 1893.

ANCHE noi figli di Don Bosco e di Maria Ausiliatrice, in questo primo anno della nostra fondazione in questa città di Cuenca, abbiamo voluto celebrare la festa della nostra Celeste Madre con la maggior solennità possibile, e riuscì davvero splendida e divota. La cappella pubblìca del palazzo vescovile, nostra casa provvisoria, era tappezzata con buon gusto. Sotto un ricco baldacchino celeste, tempestato di stelle, campeggiava circondato da raggi di luce un piccolo quadro di Maria, che più tardi sarà surrogato da una pittura in tela. Ci preparammo alla festa con una fervorosa novena, durante la quale i nostri cari quindici alunni fecero una bella corona di comunioni. Vi presero parte anche molte persone del vicinato.

Monsignor Vescovo della Diocesi celebrò la Messa della Comunione generale, durante la quale tenne un bellissimo fervorino, esortando tutti alla divozione e confidenza in Maria Ausiliatrice, aiuto potente dei Cristiani e Patrona speciale della Congregazione Salesiana, destinata a riformare la società moderna salvando la povera gioventù dall'ozio e dal mal costume.

Alle 10 1/2 si cantò Messa solenne in musica. Era la prima volta che i nostri cari figliuoli morlacchini facevano sentire le loro belle vocine modulate alle note della nostra musica italiana. Si eseguì la simpatica messa di S. Infanzia del nostro Mons. Cagliero. Oh come quelle armonie infantili mi ricordavano gli anni felici dei miei primi fervori nel caro Oratorio di Torino ! Abbiamo tenuto esposto tutto il giorno Gesù in Sacramento, che ebbe continuamente un buon numero di adoratori.

La sera, dopo la solenne benedizione, impartita dal Vicario della Diocesi , il nostro carissimo Don Matovelle tenne una preziosa Conferenza Salesiana.

Questo santo sacerdote e nostro grande amico, dopo aver parlato, con quella eloquenza e zelo che tanto lo distinguono, della eccellenza della carità cristiana e del bisogno di aiutare con ogni mezzo l' opera nascente di D. Bosco in questa città, esclamava: - In questo momento, o Signori, mi pare che si apra davanti a me un vasto orizzonte, che ben presto sarà illuminato dalla nuova luce di grazia che parte dal trono della Madre delle misericordie. Non passerà molto tempo, che vedremo innalzarsi sulle rive del nostro rio Masadero un gran tempio, dove la Vergine di D. Bosco, Maria Ausiliatrice, spargerà le sue grazie a piene mani, e stendendo il materno suo manto anche a quei poveri figli della foresta, li chiamerà tutti ai piedi del suo trono di grazia, formandone un glorioso trofeo dei suoi trionfi. - Voglia il Signore, per l'intercessione di Maria sua Madre, realizzare davvero questo pio desiderio.

Ora stiamo aspettando qualche confratello da Quito, che venga ad unirsi a qualcuno di noi per marciare alla volta della foresta di Gualaquiza. Speriamo di averlo tra noi verso la fine del prossimo agosto. Noi uniremo le nostre preghiere a quelle tanto fervorose, che s' innalzeranno da cotesti cari giovanetti dell' Oratorio nel Santuario di Maria Ausiliatrice, per la buona riuscita di questa Missione. L' inferno ha già fatto e forse farà ancora mille sforzi per impedircene l'ingresso; ma Iddio e Maria Ausiliatrice, speriamo, gli schiacceranno il capo, strappandogli quelle anime infelici che da tanto tempo gemono sue schiave.

Frattanto lei, o buon Padre, prepari un bel numero di valenti operai, che vengano presto a raggiungere i primi, che sono molto pochi relativamente ai bisogni della missione.

In quanto a questa nuova casa, dobbiamo ringraziare davvero la D. Provvidenza che ci assiste sempre. Malgrado l'attuale povertà e miseria del paese, andiamo avanti abbastanza bene ; il necessario non ci manca mai. Però quante più bene potremmo fare se fossimo di più! Ma pazienza. Confidiamo nella bontà sua, o amatissimo Signor D. Rua, che vorrà mandarci gli aiuti necessarii, mentre coi sentimenti della più profonda venerazione io godo raffermarmi suo

Dev.mo Obbl.mo Figlio

Sac. AGOSTINO BRUZZONE.

In procinto per la foresta. VENERATISSIMO PADRE D. RUA,

Cuenca, 20 Agosto 1893.

FINALMENTE è giunto da Quito il confratello Giacinto Pancheri, il quale fra pochi giorni si unirà al nostro caro D. Spinelli per incominciare l'esplorazione della foresta di Gualaquiza.

Oh! se fosse vissuto il povero D. Savio, certo non avremmo aspettato finora ad incominciare quest' escursione; oh! se vivesse ancora, senza dubbio, non ci troveremmo cotanto imbrogliati. Ma pazienza; sia sempre fatta la volontà di Dio !

Fino al territorio di Gualaquiza probabilmente li accompagnerò anch'io. Il mio viaggio però sarà di 15 giorni o al più di un mese, non potendo lasciare per lungo tempo questa casa di Cuenca che tuttavia sta formandosi. Essi dovranno forse impiegare alcuni mesi nell'esplorazione delle regioni più vicine a Gualaquiza. Speriamo che saranno assistiti nei loro viaggi pericolosi dalle preghiere di tutti i nostri confratelli e giovani, e colla protezione di Maria Ausiliatrice ritorneranno sani e salvi.

Molti ci consigliano d'incominciare la prima nostra escursione nella valle di Mendez, che ci decantano come un paradiso terrestre, i cui abitanti, benchè selvaggi, son più docili e disposti ad accogliere il sacerdote. Se mai non si potrà penetrare fra i Jìvaros per la porta di Gualaquiza, si tenterà allora d' introdursi per quella di Mendez.

Dobbiamo supplicare continuamente il Padrone della Messe che mandi molti operai in messem suam. Questi nostri fratelli son disposti a qualunque sacrifizio , coll' aiuto della divina grazia; ma attendono altri di Europa più valenti e robusti per aiutarli nell'ardua impresa della conversione di quei selvaggi, già tante volte convertiti e altrettante pervertiti dai mali esempi e scandali dei falsi missionari del traffico.

Dunque fin da quest' anno si apre a noi il vasto campo delle missioni dell'Oriente Equatoriano; ma quando mai si potrà dire di aver convertiti tutti quegli Indii ? Oh! voglia il buon Dio accelerarne il momento !

Intanto ella, o buon Padre, ci raccomandi tutti al Signore ed a Maria Ausiliatrice , ci benedica tutti e in modo particolare il suo

Aff.mo in G. e M. Sue. AGOSTINO BRUZZONE.

DALLA TERRA DEL FUOCO

Missione di S. Raffaele.

REV .m° SIG. D. RUA,

Isola Dawson, 13 Agosto 1893.

Dopo essere stato circa tre mesi alla casa di Puntarenas, fui di nuovo rimandato alla Missione di quest'isola per l' istruzione ed educazione dei ragazzetti indii. Con mio gran piacere debbo confessare che tutte le speranze di questa missione si fondano sui ragazzi. Ci sono delle difficoltà per vincere quella ritrosia quasi innata al lavoro ed alla disciplina ; tuttavia questi poveri indicai danno maggiori soddisfazioni che non tanti dei civilizzati di altre missioni.

Quelli che frequentano presentemente la scuola sono diciotto e sanno già bene quasi tutto il catechismo piccolo di 31 pagine. Di aritmetica già recitano a memoria la tavola della moltiplicazione; a memoria apprendono altresì capitoli di istoria sacra e varie lezioni di lettura castigliana. Conoscono e san rispondere su quanto loro si dimandi intorno all'anno e sue parti, intorno all'uomo, ed a quanto può cadere sott' occhio, cioè il cielo, la terra, il mare ecc. Scrivono calligrafia e copiano bene. La difficoltà sta nel farli scrivere sotto dettatura, causa il continuo parlare indiano tra di loro. Apprendono con facilità le cose di Chiesa, sieno pure in latino, e spero non andrà molto che alcuni di questi diciotto sapranno servire la S. Messa. Il canto sacro piace loro assai.

Mi pare ancora che poco per volta vadano educandosi anche nel cuore. Si deve lottare assai contro il loro naturale menzognero, contro il loro comunismo e contro quello spirito, direi, di noncuranza, essendo avvezzi a nulla possedere ed a tutto possedere e facendo poco calcolo di un oggetto di pregio, come di un pezzo di legno tolto dal bosco.

Al mio ritorno qui, circa un mese fa, trovai cinque di questi ragazzetti ancora malfabeti, cioè sull' a, b, c...; ora incominciano a leggere. Tutti gli altri già istruiti frequentano i SS. Sacramenti.

Non è mia parte mandarle relazione degli adulti, ma per questi ci vuole maggior tempo e pazienza senza dubbio. Quando si potrà ben riordinare le cose , coll'esempio dei piccoli, speriamo di guadagnare anche gli adulti.

Non tralascio però di dirle, Rev.mo signor D. Rua, che voglia ricordare a D. Barberis la promessa che in particolare fece a me, di far pregare giornalmente dai chierici di costi per la Missione della Terra del Fuoco. Di preghiere abbisogna questa Missione di San Raffaele, ma ora poi specialmente ne abbisogna la nuova che il nostro Prefetto D. Fagnano ha iniziato nel centro della Terra del Fuoco. Preghi anche lei, o mio Signor D. Rua, e faccia pregare pel suo

Aff.mo Obb.mo figlio

Sac. G. M. GUGLIELMO DEL Turco Miss. Salesiano

DALL'ARGENTINA Buenos Aires.

Alla Boca, popolatissimo quartiere di Buenos Aires, ove i Salesiani fin dal 1877 funzionano la Chiesa parrocchiale di S. Giov. Evangelista con pubbliche scuole , questo anno, al 1° di giugno, per la prima volta ebbe luogo la gran processione del Corpus Domini, che riuscì una solenne manifestazione di fede e di amore verso di Gesù Sacramentato. Le persone accorse erano circa dodici mila. Tuttavia vi fu un ordine perfettissimo; frammezzo alla sterminata moltitudine qua e là spiccavano gendarmi a cavallo. I nemici della Religione cattolica, che là vi ebbero sempre il loro covo, inviperite suonavano a raccolta, per concertare forse qualche altra minchioneria contro dell' esercito del bene che omai si fa gigante. Ma, viva Dio! che la bandiera di questo sventola su tutta la linea in quella sponda di Buenos Aires, nè contro di essa, Deo adiuvante, potranno prevalere gli sforzi nemici.

Nella Parrocchia di San Telmo, pure in Buenos Aires, le Suore di Maria Ausiliatrice hanno preso la direzione di una nuova Casa intitolata : Patronato della S. Infanzia. Furono pregate di prendere questa nuova opera dal Sig. Giuseppe Ayerza, Direttore della Società del Patronato dell'Infanzia, al quale non ci fu modo di dare una negativa. Esse pertanto colà tengono una farmacia, dove due volte al giorno e ad ora fissa loro vengono portati tutti i bambini poveri ammalati per esserne curati. Inoltre fanno il Catechismo perpetuo, cioè ogni giorno, da mattino a sera, a ragazze ed a zitelle superiori ai 20 ed ai 30 anni, gente veramente bisognevole d'istruzione religiosa. Iddio voglia benedire questa santa opera.

San Nicolas de los Arroyos.

Verso il fine di luglio i rivoluzionari della Repubblica Argentina, sfondando a colpi di culatte la porta del Collegio Salesiano di S. Nicolas de los Arroyos , vi entrarono in numero di 50 e coraggiosamente si difesero dai nemìci che li attaccarono da tre parti. Spavento generale in quei giovani e nei loro Superiori. Il fuoco durò un'ora e vivissimo; ma dopo, grazie a Dio, in collegio non vi fu, non dico morti o feriti, ma neanche un vetro rotto : solo i muri crivellati in molte parti. Gli stessi rivoluzionarli , calando dal tetto e dai cameroni, andarono a ringraziare la Madonna. Pei giovani quell'ora fu un vero esercizio di Buona Morte, e chi ne perdette fu l'inimicus hominis.

GRAZIE DI MARIA AUSILIATRICE

Un Missionario Salesiano protetto da Maria. - Il ventiquattro di maggio, festa di Maria Ausiliatrice, verso le tre di sera, montai a cavallo per recarmi a Guaratinguetà, e, nell'uscire dal portone, le redini rimasero prese nel catenaccio del cancello. Il cavallo, rizzatosi in piedi, con un movimento rapido e brusco, mi sbattè contro il vicino pilastro, rimanendo io con un pìede in una staffa. In questo movimento si rompe il freno ed il cavallo spaventato si dà alla fuga, trascinandomi per la via. Vidi la morte... invocai Maria con queste parole: Maria, salvatemi! e non so come, mi vidi libero il piede e sano e salvo , senza la più piccola ferita. Fu un vero miracolo che Maria Ausiliatrice volle operare nel giorno della sua festa. Più di cento persone che presenziarono quella spaventevole scena, dicevano ad una voce : « La sua vita, o Reverendo, la deve ad un miracolo della Madonna ». E difatti non si può asserire altrimenti. Ne sia lode e riconoscenza a Maria SS. Ausiliatrice.

Lorena (Brasile), 28 Agosto 1893.

Sac. DOMENICO ALBANELLO

Missionario Salesiano.

*

Prima del lavoro invocate Maria: - Nel corrente anno, in Perosa Argentina, un buon uomo di professione muratore, prima di incominciare un lavoro di fabbrica assai pericoloso, fece voto a Maria SS. Ausiliatrice di spedire al di Lei santuario in Torino una offerta , qualora lo avesse liberato da ogni disgrazia. La SS. Vergine accolse benignamente tale preghiera e l'esaudì. Il lavoro non era ancora a termine, quando il povero muratore , stando sui ponti , ad nu tratto ruinò a terra dall'altezza di circa cinque metri , andando a battere a capo fitto sopra un deposito di macigni colà raccoltii per la fabbrica. Lo spavento degli operai a tale scena fu al sommo. Discesero dai ponti impalliditi e sgomentati al pensiero di dover forse raccogliere un cadavere. Ma la Vergine Ausiliatrice era venuta prima di loro in aiuto del suo divoto; il quale al giungere dei compagni già era in piedi, e medicate appena due scalfitture riportate nella faccia, riprese prontamente il suo lavoro. Riconoscente di essere stato salvato in tal modo da sicura morte, scioglie oggi il suo voto offrendo a Maria SS. l'offerta promessa.

Torino, 17 Agosto 1893.

Sac.. DOMENICO BEL MONTE. *

Maria benedice le campagne. - Grazie alla protezione di Maria Santissima, alla quale aveva raccomandate le mie campagne, quest'anno ottenni una vendemmia per ogni riguardo straordinaria e quasi direi miracolosa. In segno di riconoscenza, manderò un'offerta per le Opere Salesiane, che con tutta ragione si possono chiamare Opere di Maria Ausiliatrice.

Non essendomi poi più toccata l'ingrata visita della grandine, volli in compenso avere un'altra visita ma gradevolissima, e questa fu la visita di tutto il Seminario Salesiano delle Missioni, che nel mese scorso era presso il santuario di Piova, e fui ben lieto di offerire loro frugale ma cordiale ospitalità.

Loranze (Ivrea), 27 Settembre 1893.

Sac. STEFANO PERONINO Parroco.

Una vocazione favorita da Maria.

- Maria, mater gratiae, dulcis parens clementiae ! - Invidio la penna di S. Bernardo e di S. Alfonso, per scrivere come vorrei di Maria; vorrei avere il cuore dei Santi più devoti della gran Vergine, per ringraziarla meno indegnamente. Maria fu per me il vero aiuto celeste, la dolce Madre della Misericordia. Tutto debbo alla sua bontà, la grazia divina e la vocazione a vita più perfetta. Non fu mai che divotamente pregata mi venisse meno col suo aiuto. Ora poi ho ottenuto una grazia importantissima riguardo alla scelta dello stato. Parevami che vi fossero difficoltà insormontabili per giungere alla meta delle mie aspirazioni; in tali angustie mi rivolsi a Maria, e Maria ravvalorò il mio spirito, abbattè ogni ostacolo, ed ora lieto miro sereno il cielo e nell'esultanza e nell'amore esclamo: Sia benedetta Maria! - O anime buone, che aspirate a vivere secondo il buon Gesù, nelle vostre lotte col mondo e con voi medesimi, fidenti invocate Maria; Maria tutto può sul cuore di Dio e degli uomini e tutto ottiene.

Un nuovo trionfo di Maria - Pochi giorni or sono, un certo Vigilio Pauli Bacco, negoziante in Javré presso Tione (Tirolo italiano), si presentò a me e consegnommi lire 100 da spedire al Santuario di Maria Santissima Ausiliatrice in Torino per grazia ricevuta.

Egli da circa quattro anni soffriva terribile mal di gola, senza posa, e tale da metterlo in pensiero per lo future conseguenze. La gola era sempre enfiata, la parola gli usciva a stento e con dolore. Quest' anno poi nel giorno dell' Assunta per un piccolo strapazzo il male peggiorò, e temette di una vicina catastrofe. Ma la Vergine Ausiliatrice, che nessuno invoca inutilmente, lo esaudì dopo una novena fattale con fede ed amore di buon cristiano. Ora è pienamente guarito e vuole che si sappia da tùtti questo nuovo trionfo di Maria Aiuto di chi in Lei confida.

Trento, 1 Ottobre 1893.

D. FURNO PIETRO Direttore Salesiano.

Sospirata grazia - Rev.mo Signore - Lo studente di Liceo, che giorni sono invocava per mezzo della S. V. l'aiuto di Maria Ausiliatrice, ora è lieto di poter attestare pubblicamente d'aver ottenuta, contro ogni umana aspettazione, la sospirata grazia.

Se la S. V. lo crede opportuno, ne faccia menzione sul Bollettino Salesiano , per la maggior gloria di Maria Ausiliatrice, così pronta a sollevare e confortare nelle afflizioni e miserie tutti quelli che fiduciosamente La invocano.

Della S. V. Ill.ma e R.ma Venezia, 10 Ottobre 1893.

F. G. Studente.

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Una novena. - Da più mesi era travagliato da gravi malori. La cosa in verità incominciava a farsi seria e a dar da temere. Io pensai di farla finita, rivolgendomi alla

Torino, 7 Ottobre 1893.

C. S.

Vergine Ausiliatrice, perchè volesse aiutarmi, e a tanti altri favori ottenuti per sua intercessione aggiungere questo pure della mia guarigione, se fosse stato secondo la volontà di Dio ed il mio bene spirituale. tale scopo incominciai una novena. Oh bontà ! oh potenza di Maria Ausiliatrice! Per indegno che io ne fossi, fui esaudito. Durante il corso della novena, replicate volte ebbi nuovi assalti dal male, ma pur finalmente incominciò in me il sospirato miglioramento, e ciò accadde il giorno appunto in cui terminava la novena. La grazia era fatta. A poco a poco mi cessarono affatto i dolori. Ed ora se sono guarito, lo debbo alla intercessione di Maria Ausiliatrice.

Biella, 11 Ottobre 1893.

MASSERANO PAOLO.

Rendono pur grazie a Maria SS. Ausiliatrice per segnalati favori ottenuti dalla sua potente intercessione i seguenti

Mercedes de Gomes, Mexico - Blasina Rodriguez de Leon, Caracas (Venezuela) - Luis Rafael Romero, Caracas (Venezuela) - Una divota di Maria Ausiliatrice, Lonigo - Un alunno del Collegio di Parma - C. G. di Poglizzo- Marciala Palomares, Mexico -Ester Selva, Montefrorito - Sac. Ciriaco Santinelli, Quito, (Equatore- Salamivi Giulia, Coniati-Piguata Agostino, Bra - Gioberzi Anna - Gallea Catterina -Bertaldi Francesca, Saluzzo - Bergetto Marietta, Invie - Fabre Margherita - Challier Gio. Bat., Canale - Pagliasotti Dmnenica, Ben-onere Bogliassino, Torino-Gò Maria, Orbassano - Bazzani D. Bortolo, Bagolino (Brescia) - Gotta Margherita, Era - Artero Catterina, Vinovo - Casetta Antonio-Lazarotti Giuseppina, Riva- Quola Giuseppina, Torino- Marchisio Arma, CaramagnaMazzuri Carolina, Orsola - Gretti Giacomo, Somenden.na, (Bergamo) - Ferrero Angela, La Loggia-Ferrando Carolina, Miratene - Battisti Chiaffredo , Cdrdé - Cignetti Giovanni, Sta,elino - Caramello Clotilde, Varzo -Boccacino Maria, Bosconero - Roba Virginia, Campo Ligure-Iiichieri Virginia, Ciglione-Robba Elisabetta -Brasa Demonica, Carignano - Ciotasso Geltrude, Torino - Berta Ludovico - Brandalo Elisabetta - Colombotto Catterina, Veres - Gai Luigia - Porlo Alma, Cavallerleone-Capello Tommaso, Ceresole Alba -Barale Barbera, Torre Pollice-Vedova Antonia Buzzi, Vanosan d'Orsola-Cosicei Clorinda, Rimi-rei- Sernprini Maria, lussi-ai - Nimero Giuseppina, Torino - Molinari Teresa, Invorio Inferiore - Tomatis Carlo Felice, Erosione (Modena) - Nasi Clara, Beneraginna - Maria Pasqualina , Castagnaro - Emanuele Raffino, S. Pier d'Arena - C. M., S. Sebastiano da l'e - Lorenzo Lusso, Carmagnola - Angela Coppo, Cererete - Ch. Giuseppe 'rieri, Peglizzo - Angelo Peroni, Domo - Elisa Bonin Guarnieri, Tordena e - Benedetta Pagare, Chioggia - - Sac. Don Giuseppe Samarono, Vignale - Sac. D. Salvatore Lucivi, Verdabbio.

NOTIZIE VARIE

Conferenze Salesiane in Genzano, Albano e Velletri.

Si tennero queste conferenze nel passato settembre dal nostro Sac. D. Albino Carmagnola. I Genzanesi risposero numerosi all'invito che loro era stato fatto, ed il mattino della festa della Natività di M. SS., dopo la Messa cantata, il vastissimo Duomo, tutto rimesso a nuovo, era quasi ripieno di persone d'ogni condizione, desiderose di udire le meraviglie ed i progressi dell' opera di D. Bosco. Quando poi intesero dal conferenziere che quanto prima sarebbesi pure in Genzano dato principio ad un Oratorio Salesiano, si mostrarono tutti ripieni di santa allegrezza e sembravano affrettare coi sospiri l'istante, in cui l'Oratorio sia opera compiuta. Ottimi Signori si prestarono per fare infine la colletta che riuscì assai soddisfacente. E qui siamo lieti di rendere pubblicamente vive grazie a Mons. Santoni Arciprete ed ai Sigg. Canonici che con tanto impegno si adoperarono per il buon esito della Conferenza. - Simile atto di riconoscenza compiamo con molto piacere verso del Rev.m° Can. Sig. Gregorio Colabona, il quale tutto pieno di amore per le Opere Salesiane spiegò tanto zelo, perchè avessero buon esito le due conferenze che si tennero a Velletri, l' una nella Chiesa del SS. Salvatore e l'altra in quella di S. Martino. I buoni Velitrani mostrarono ancor essi vivo interesse per le Opere Salesiane, e non ostante le condizioni finanziarie assai critiche, in cui ci troviamo tutti presentemente, fecero generose offerte e si mostrarono disposti a favorire l'opera Salesiana anche più per l'avvenire.

Finalmarina.

Il Sacerdote Salesiano D. Giuseppe Descalzi, Direttore dell'Oratorio festivo di Savona, invitato a tenere un corso di spirituali esercizi ai giovanetti di Finalmarina (Liguria) , a vantaggio dei quali due zelanti Sacerdoti del luogo da alcuni mesi diedero principio anche colà ad un Oratorio festivo , dopo aver compiuta la sua missione, non potè esimersi dal parlare della nostra Pia Società e dell' indimenticabile suo Fondatore. E ciò egli fece il dopo pranzo della festa del Rosario nella Chiesa Parrocchiale zeppa di fedeli; e sia frutto delle sue parole, o sia dei cuori bennati di quegli abitanti, il fatto è che quel degnissimo Arciprete D. Pietro Decia di sua mano raccolse la bella somma di L. 200 a favore delle Opere Salesiane.

Ne siano rese grazie a quella buona popolazione; Iddio ne la rimeriti con tante benedizioni spirituali e temporali.

Un altro Oratorio festivo.

Il 1° ottobre, festa della Madonna del Rosario, in Varazze (Liguria) , al Borgo Solaro, venne aperto un Oratorio festivo per le ragazze. Malgrado il tempo piovoso, il numero delle intervenute e delle inscritte ascese a duecento. A dirigere quell'Oratorio festivo furono chiamate le Suore di Maria Ausiliatrice , alle quali noi auguriamo dal Cielo che possano far molto bene tra le Figlie Varazzine.

L'educandato di S. Teresa a Chieri.

Ricevemmo nei giorni scorsi la lettera seguente, che ben volentieri pubblichiamo ad onor di quest'Istituto diretto dalle Suore di Maria Ausiliatrice

M. Rev. Signore,

Abbia la bontà di ascoltarmi, e voglia perdonarmi se sarò alquanto prolissa.

Era la vigilia della festa di quell'ardente sposa di Gesù, che fu S. Teresa, e riconduceva la mia figlia in quel caro Istituto di Chieri da Lei denominato, dove aveva passato un anno con assai profitto suo e bene anche per me. Di questo felice risultato non potei fare a meno che lodarmene con quella buona Superiora, che tutta umile e riconoscente a Dio, me ne ringraziava dicendo

« È frutto della benedizione di Dio, più che dell'opera nostra.

Vedendo che le lodi non facevano bene a quell'ottima Figlia di Maria Ausiliatrice, me ne tacqui, e dopo averle consegnato il mio tesoro, chè tale è per me l'unica figlia, che mi rimane ad allietare questo tristo esiguo, con assai commozione me ne stava per partire. La buona suora , « oh venga, dissemi, venga a veder la nostra cappella; tanto ci ha tempo.

Non mi rifiutai. Entrando in quel sacro luogo io sentii l'anima mia tutta commossa a pietà. Avrei voluto pregare assai assai, ma la mia guida quasi a sollievo del cuore , che vedeva oppresso dalla vicina separazione mi, disse: «Questa cappella, così divota e così raccolta, la dobbiamo alla protezione di S. Luigi, giacchè l'abbiamo potuta benedire in quell'anno stesso, che tutta l'Italia, anzi il mondo, erasi mosso a divozione per l'angelico Figlio di S. Ignazio. Questa casa apparteneva alla famiglia dei Conti Tana dl Santena, ed il santo giovinetto la venne a visitare, quando prima di farsi religioso, fu inviato a visitare le corti d'Italia e doveva dare a tutti quei luminosi esempi di religione e di distacco dalle cose caduche e passeggiare. Si vuole anzi che questa fosse la sala, ove fu invitato alle danze, a cui il virtuoso fanciullo si ricusò con magnanima fierezza. Ora speriamo che dal paradiso vedrà con soddisfazione convertito alla pietà ed alle preghiere quel luogo che servì in prima ai divertimenti profani. Si imitò Mosè che tolse i vasi d'Egitto per i sacrifizi a Dio tre volte santo. -Per noi poi questa casa è più cara ancora per altre memorie. Quella scuola là è per noi un soave ricordo. Quando D. Bosco fu sottoposto ad esami per essere ammesso al Seminario, li venne a prendere qui. Tra queste mura adunque cominciò la sua vita sacerdotale colui che con riconoscenza chiamiamo nostro Padre, e lo chiameranno con tal nome tanti figli e figlie di varie nazioni d'Europa e perfino della lontana Patagonia e della Terra del Fuoco. »

A questa spiegazione osai allora mostrar la mia meraviglia. - Bene, bene. Ora non mi stupisco se la mia figlia si è fatta così presto un'altra da quella che era. Questa figliuoletta che sotto il tetto paterno e sola con me, quando rimasi vedova, cominciava a farmi temere per una certa tendenza all'orgoglio, alla vanità, alla leggerezza, in bel modo si è venuta trasformando da non essere più riconosciuta.

E qui dissi ciò che più sopra ho scritto, che ha fatto del bene anche a me. Anch'io ebbi la fortuna d' essere nella mia giovinezza allevata con una santa educazione; ma poi messa nel grave mondo, ebbi a dimenticar tutto o quasi tutto. Mi pareva di non aver più tempo alla pietà, o che non fosse più conveniente al mio stato. Mi destò da questo sonno la mia piccola figliuoletta. Non ho rossore di dire , che ella , tornata in casa , e continuando le sue belle pratiche con mirabile candore, poco alla volta, poco alla volta ricondusse anche me a fare lo stesso. Oh! le dolci vacanze che mi ha fatte gustare ! Ella pregava, ella leggeva, ella lavorava, e sempre senza che io l'avessi ad avvisare. Pensi che le sue passeggiate o le cominciava o le finiva sempre con una visita alla Chiesa ! Ci presi gusto anch'io, e dopo mi pareva di non poter finire bene la giornata, se non andava a pregare un istante davanti al Signore. Quando, fatto il giorno della partenza, si mosse di casa, con allegria : Andiamo, diceva, andiamo dove il Signore mi aspetta !

Ora è là: volli metterla sotto la protezione di S. Luigi, raccomandarla alla bontà di D. Bosco che veglierà dal cielo quei santi luoghi, e tranquilla di un felice avvenire, cerco di vivere cogli esempi di quella mia cara maestra che fu mia figlia, ch'ora vive, studia, e prega a Chieri sotto l'onorevole guida di quelle sante figlie dedicato a Maria Ausiliatrice.

Dirò ancora una parola. Mia figlia aveva una complessione gracilina, pareva delicata anzi che no, a casa aveva sempre cinquanta incomodi alla giornata : colà è sempre stata bene. Sarà la bellezza del ciclo di Chieri, la buona indole degli abitanti, l'aria eccellente, saranno i bei locali, gli spaziosi cortili, saranno cento altri motivi, che non saprei ora spiegare; ma quello che è certo è, che la mia Clotilde è venuta su prosperosa e vegeta, ed anche rinvigorita nella sua salute, e conforta sempre più e consola la sua madre , a cui fece già tanto di bene. - Mi benedica e con me benedica la mia figlia, e mi creda, M. Rev. Signore,

Torino, 17 Ottobre 1893.

Sua Dev.ma Serva

Z. A.

PIA ASSOCIAZIONE PER L'ADORAZIONE QUOTIDIANA UNIVERSALE A GESU' SACRAMENTATO IN RIPARAZIONE DELLE CONTINUE OFFESE CHE RICEVE E DELL'ABBANDONO IN CUI È LASCIATO

Di questa pia Associazione, canonicamente eretta per la città ed archidiocesi di 'l'orino da sua Ecc. Rev. Mons. Davide dei Conti Riccardi, Arcivescovo di Torino, con suo decreto 23 giugno 1892, della quale altre volte noi abbiamo avuto occasione di parlare, daremo ancora le norme ed avvertenze seguenti, estratte dal Regolamento , le quali mentre serviranno per gli associati, varranno pure a far viemeglio conoscere l'importanza dell' opera ed i vantaggi che ne possono derivare, ove sia praticata, eccitando tutti i fedeli cristiani a darvi il loro nome o ad erigerla dove ancor non esistesse.

Scopo dell'Associazione.

Ravvivare in tutte le classi sociali la fede pratica nella presenza reale di N. S. Gesù Cristo nella Ss. Eucaristia, accrescendo quanto più è possibile il numero dei fedeli che si rechino effettivamente in chiesa almeno una volta al giorno per dare a Gesù Sacramentato, Re e Signor nostro, un tributo di fede, d'adorazione e di amore; e zelando il decoroso e divoto accompagnamento a Gesù Sacramentato, ed in generale tutte le opere Eucaristiche.

Tutti i fedeli a qualunque sesso e condizione appartengano, sono invitati a far parte dell'Associazione. (Art. 1° del Regol.).

Gradi dell'Associazione.

Oltre i Sacerdoti Direttori, i membri dell'Associazione si distinguono in : Aggregati, Promotori, Zelatori. (Art. 2' del Reg.).

Aggregati o Adoratori sono tutti i fedeli dell'uno o dell'altro sesso, che iscrivendosi nel registro di una chiesa qualunque, ove è costituita l'Associazione, assumono l'impegno di fare, almeno una volta al giorno, una breve visita anche dì pochi minuti a Gesù Sacramentato secondo l'intenzione dell'Associazione. (Art. 3° del Regol.).

Promotori o Promotrici sono tutte le persone che aderiscono alla Pia Associazione non solo, ma si adoperano per la sua diffusione e contribuiscono con lire cinque annue alle spese della medesima. (Art. 4° del Regol.).

Zelatori o Zelatrici sono tutte quelle persone che, oltre la semplice visita quotidiana al Ss. Sacramento, si assumono l'impegno di fare per turno almeno una mezz'ora quotidiana d'adorazione in quelle ore, nelle quali le chiese sarebbero deserte, in una data chiesa (preferibilmente la propria parrocchia), in cui sia stabilita la Società. (Vedi Art.5° del RegoL).

Direttori locali nati sono di diritto tutti i Reverendissimi Parroci, nelle cui chiese è stabilita la Pia Associazione. (Art. 6° del Regol.).

Doveri degli Aggregati.

Nulla di più semplice e di più facile che il far parte di questa Pia Associazione come Aggregato:

1. Far iscrivere il proprio nome nel registro dell'Associazione in una chiesa ove essa è stabilita.

2. Fare ogni giorno una semplice e brevissima visita al Ss. Sacramento. (Art. 3° del Regolamento.)

Questa visita si può fare in qualsiasi chiesa ove si custodisca il Ss. Sacramento, in qualunque ora del giorno, e non sono per essa prescritte speciali preghiere ; basta fare atto d'adorazione a Gesù Sacramentato. Quindi le persone, che hanno la lodevole abitudine d'assistere ogni giorno alla S. Messa, di recarsi a prendere la benedizione del Ss. Sacramento, con queste loro pratiche soddisfano sufficientemente all'impegno dell' Associazione. (Art. 3° del Regol.).

NB. Gli aggregati sono iscritti gratuitamente, come gratuitamente sono distribuite le pagelle, e nulla debbono pagare per far parte dell'Associazione ed intervenire alle adunanze generali o locali dell'Associazione. (Vedi Art. 3° del Regol.).

Pratiche cristiane raccomandate.

È desiderabile poi e si raccomanda agli Aggregati, Promotori e Zelatori, che oltre la visita cui si impegnano, vivano da buoni cristiani, e loro si ricorda in particolare di dare buon esempio colle seguenti pratiche

1. Recitando le orazioni del mattino e della sera, e procurando per quanto è possibile la santificazione della propria famiglia colla pia pratica della Preghiera in comune;

2. Salutando le chiese ove si conserva il Ss. Sacramento, passandovi dinanzi, e non potendo entrarvi, gli uomini col togliersi il cappello, le donne col segno della S. Croce;

3. Non sedendosi a mensa senza prima benedire il cibo, e ringraziar Dio dopo il cibo;

4. Salutando Maria Ss. coll'Angelus;

5. Accompagnando, sempre che il possano, il Santissimo Viatico;

6. Accostandosi almeno una volta al mese ai santissimi Sacramenti ;

7. Santificando bene il giorno festivo coll'astenersi e far astenere la servitù dalle opere così dette servili, e coll' andare a Messa, Predica e Benedizione.

8. Ricordando nelle preghiere quotidiane i bisogni di Santa Madre Chiesa, le anime dei moribondi e dei definiti; e chiamando il Sacerdote al letto degli infermi, ancorchè non vi sia prossimo pericolo di morte.

Indulgenze plenarie.

S. S. Papa Leone XIII, con benigno rescritto del 1' maggio 1893, ha concesso ai membri della pia Associazione indulgenza plenaria alle consuete condizioni per quattro giorni dell'anno, da designarsi in una sola volta dall'Ordinario, in quello dei predetti giorni, nel quale veramente contriti, e confessati e confortati della S. Comunione, visitino divotamente dai primi vespri sino al tramonto del sole di quei giorni in ogni anno una chiesa qualunque, in cui sfasi stabilita la pia opera suddetta. - S. E. Reverendissima Monsig. Arcivescovo di Torino ha designato i seguenti quattro giorni, cioè: il Giovedì Santo, la festa del Corpo del Signore, la festa del Ss. Cuore di Gesù e la festa titolare della Chiesa, nella quale i eretta la pia Associazione.

Indulgenze parziali.

1. Col medesimo Rescritto Sua Santità Papa Leone XIII ha pure concesso, alle consuete condizioni. 300 giorni d'indulgenza ai membri dell' Associazione che visitino divotamente il Ss. Sacramento in qualunque chiesta.

Per schiarimenti rivolgersi al DIRETTORE CENTRALE dell' Associazione, Rev. Sac. Prof. AMATO VINCENZO SCALA, via Principe Amedeo 26, TORINO.

BIBLIOGRAFIA

La Gerusalemme Liberata, l'Orlando Furioso, la Divina Commedia. - Commenti del Prof. GIOVANNI BATTISTA FRANCESIa.

Nuova edizione. - Vendibili presso le nostre Librerie al prezzo il primo di L. 1,20; il secondo di L. 2,50; il terzo di L. 2,00.

La Tipografia Salesiana di Torino rese testè un nuovo utilissimo servizio alla gioventù studiosa colla ristampa dei pregiati commenti della Divina Commedia e della Gerusalemme già da anni pubblicati dal chiarissimo Sac. Giovanni Battista Francesia. Ma ora con essi va unito il nuovo lavoro che il valoroso letterato compì intorno all'Orlando Furioso, essendo che la lettura dell'epopea ariostesca è resa ora obbligatoria nelle nostre scuole.

Il lavoro del Francesia intorno alla Gerusalemme Liberata rivede per la settima volta la luce, riabbellito e perfezionato per ogni rispetto così materiale come letterario. Quest'edizione è così nitida, che veramente invoglia alla lettura, ed i ragionamenti che precedono l' epopea tassiana, e le note che seguitano ad ogni canto della stessa sono piene di opportunità e di sapienza. - I cenni biografici del gran Torquato ci ragionano di quanto è necessario ed utile a sapersi delle fortunose vicende del poeta, e ti rendono l'immagine sua cara e veneranda come essa è veramente. Le considerazioni sopra gli scritti svariatissimi del poeta dànno una cognizione verissima di quelli, e agevolano la via al lettore, perchè utilmente si addestri in quella lettura. Perchè noi crediamo che forse dalle liriche in fuori gli scritti più perfetti del Tasso siano i dialoghi, così lodiamo il chiarissimo professore D. G. Francesia che, giovandosi dei giudizio del Monti, ne faccia rilevare l'eccellenza, e più lo loderemmo, se più ancora li avesse celebrati, imperocchè noi siam di credere ch'essi meritino di esser avuti dai giovani in assai maggior conto, che generalmente di essi non sogliasi fare.

Degno d'ogni lode è il lavoro del Francesia sopra l'Orlando Furioso. Egli ci dà il poema monco bensì di tutte quelle parti che lo rendono meno nocivo ai giovani lettori che indegno della nobile musa italiana, ma ciò nondimeno così ben insieme collegato, che il lettore si fa pienissima idea di tutto lo svariato ed immenso lavoro ariostesco. Perchè i passi soppressi sono suppliti dalla narrazione in prosa resa spesse volte colle parole dello stesso poeta. -L'egregio commentatore manda innanzi al poema eccellenti considerazioni sopra alcuni argomenti al tutto necessaria a conoscersi da chi vuol con profitto e diletto inoltrarsi nella lettura del testo. Discorre adunque sulla cavalleria, sui trovatori, sull'epopea cavalleresca con parsimonia sì, ma traendo come a compenso le notizie dalle più autorevoli fonti. Seguono, come egli li chiama, brevi cenni sulla vita dell'Ariosto, i quali tuttavia nella loro brevità sono una compiuta biografia del poeta. Ma qui non trascura l'occasione, anzi il debito che ha di castigare con tutta libertà il non scusabile peccato di lui, che il sublime ingegno ebbe sì spesse volte avvilito ad un segno che ogni spirito nobile deplora , ogni anima onesta ha in orrore. Tanto più che ogni necessità lo induceva, salvo la usanza pessima troppo seguita dagli scrittori di quel tempo , di lasciare, come s'esprime il Zoncada, il suo secolo in quanto vi ha di più tristo. - E questi biasimi non devono mai tacersi non forse il passar oltre potesse indurre la gioventù inesperta, che le virtù letterarie potessero servire alle sozzure morali ed all'empietà stessa. Chi potrà mai abbastanza deplorare che un sì eletto, un sì potente ingegno, quale aveva dal Cielo toccato in sorte l'Ariosto , sia stato spesso così tristamente abusato ? Di che immenso bene avrebbe potuto essere cagione? E sua patria di che pura gloria avrebbe potuto risplendere in tutti i secoli la fronte coronata del poeta ? Bastava (ciò che fece Pitagora con un lascivo sonator di cetra) che mutasse tuono alla lira della sua musa, e cambiandole un idilio molle in un dorico grave, invece di svegliare negli altrui affetti movimenti di passione lasciva , glieli avrebbe addormentati, e ne avrebbe suscitati di magnanimi e potenti sopra ogni dire. Con ottimo intendimento il Francesia si allarga alquanto nella esposizione del doppio argomento che forma il tempo dell' epopea ariostesca. Tal esposizione gioverà assai al giovane lettore , acciocchè non si smarrisca fra la molteplicità dei gruppi ond'è composta la gran tela ; e meglio poi scaltrito a cogliere l'artifizio, onde tutte le fila sono rannodate insieme. - Toccasi poi eziandio alcuna cosa dei difetti del lavoro ariostesco. Ma noi siam di credere che, tranne quelli che s'appartengono alla morale, essi sono minimi in entità, come in numero varai quanto in nessuna opera della italiana letteratura. - Il lavoro del gran Lodovico ridotto alla lezione, nella quale ce l'offre il chiarissimo Francesia, può tornare di immenso vantaggio alla gioventù studiosa e per essa alle lettere italiane che ne rifiorirebbero di bellezze veramente immortali. Alla fine di ciascun canto sono apposte alcune note, che aprono a sufficienza quanto potrebbe tornare oscuro all'intelligenza del giovane lettore, il quale, ancora dai confronti che nelle note stesse si fanno di passi di altri autori, è aiutato ad aguzzare l'ingegno ed a perfezionare il gusto paragonando l'arte varia di esprimere cose simiglianti.- L'edizione è essa pure di una nitidezza veramente rara, in bel formato e di mite prezzo.

Ma il chiarissimo professore G. Francesia, memore che il libro degli Italiani dev'essere quello, al quale ha posto mano e cielo e terra, presenta eziandio all' italiana gioventù i suoi commenti danteschi, rinnovandosi con bel garbo a lei l'invito di attingere sempremai a quel fonte inesausto di ogni sapienza religiosa e civile e di ogni letteraria bellezza che è la Divina Commedia. I commenti sulla Divina Commedia del chiarissimo D. G. Francesia sono nella repubblica letteraria già abbastanza noti, non meno che dai savi lodati, perciò se ne debba di bel nuovo ragionare lungamente. Diremo solo che il valoroso dantista, pieno di affetto tenerissimo verso il gran padre Alighieri e bramoso quanto dir si possa, perciò della sapienza dantesca si avvantaggi la gioventù d'Italia, nel presentare nuovamente ad essa il suo lavoro , s' argomentò di renderlo tale, che al fine ordinato vie meglio rispondesse. Ritoccò la vita del poeta, perfezionò le prefazioni che manda innanzi a ciascuna delle tre cantiche, piene di giovevoli ammonimenti a chi intraprendesse per la prima volta l' ardua lettura: e fe' seguire alle cantiche stesse nuovi appendici, i quali sono per - esaminare del cammin la mente, - direi col poeta, e vedere come a sicura riprova, se nella memoria siasi stampata la fedel immagine della fatta lezione. La gloria di Dante cresce sempre. Ad essa nè tempi nè luoghi pongono confini. Non mai si rimette l'ardore nell'illustrare sotto ogni rispetto le sue opere, nel quale studio coll'Italia rivaleggiano le altre nazioni, la Germania, l'Inghilterra, la Francia, la Svizzera, gli Stati Uniti d'America. E ora la voce più augusta del mondo si leva ad esaltare la singolar grandezza di tant' uomo. Ed in vero , scrive Leone XIII : Chi più di lui ha più diritto all'ossequio ed alla gratitudine dei posteri ? - E lodato che per lui onorare siasi fatto appello alla liberalità di tutte le nazioni, avendo di tutte egli ben meritato, continua : Dal profondo della religione trasse incorrotti o sublimi concetti, e la fiamma dell'ingegno, sortita da natura, alimentò ed avvalorò sempre col soffio della fede divina in modo che, la poesia invocata, lui cantò cono versi non prima uditi i più augusti misteri (lettera al Cardinal di Ravenna, 1892, 20 marzo). Veggano gli Italiani donde debbasi aspettare il rinnovamento delle nostre glorie letterarie e come si possa allontanare tanta gioventù che preferisce le ghiande dell'abbietto verismo sì

Che par che Circe li avesse in pastura.

Torniamo al nostro gran padre Alighieri non solo a vanti di parole, ma ad operosità di fatti. - Possano i giovani Italiani rendersi degni di sentirlo, e sentendolo ritrarre da lui quella fede incontaminata, quell'animo forte, ch'è schiva d'ogni viltà, e seguitatone di ogni grandezza.

Sac. Prof. M. OTT.

Cooperatori defunti nel Settembre e Ottobre 1893

1 Barberis Don Giacomo - Verzuolo (Cuneo).

2 Barsotti can. D. Domenico - Corsanico (Lucca).

3 Bianchi Ilaria Maestra - Mondrisio (Svizzera).

4 Bosco Elisabetta vedova Bortolotti - Torino.

5 Bresca Can. Mons. Amedeo - San Remo (P. Maurizio).

6 Capironi Luigia nata Caranti - Roma.

7 Casamorta Baronessa Margherita - Loreto Aprutino (Teramo).

8 Cavalieri D. Francesco - Modena, 9 Ciguetti N. - Crotta Strambino (Torino).

10 Cionini D. Tommaso - S. Faustino (Modena).

11 D'Aragona Mons. Bernardo Vescovo - S. Severo (Foggia).

12 Delvaglio D. Gio. Antonio Canonico - Novara.

13 De Marco D. Cleto - Belluno.

14 De Vivo Mons. Gennaro- Pozzuoli (Napoli).

15 Facini D. Paolo - Treviglio (Bergamo).

10 Ferrari Teresa - Liscate (Milano). 17 Filoni Don Giov. Battista - Tajo (Trento).

18 Folli Margher. - Mocasino (Brescia). 19 Franceschini Mons. Francesco Can. - Arcevia (Ancona).

20 Frezzate D. Luigi - Miradolo (Torino).

21 Grassi D. Luigi - Genova.

22 Iberto Francisco - Pantasina (Porto Maurizio).

23 Imberti D. Bartolomeo - Poscante (Bergamo).

24 Imperor Gio. Battista - Torino.

25 Lovis D. Alberto - Tollegno (Novara).

20 Longa Maria vedova Vigliani-Arena (Novara).

27 Madie D. Giuseppe Amedeo - Savigliano (Cuneo).

28 Marcucci Don Callisto - Viterbo (Roma).

29 Marengo Aurelia - Genova.

30 Massueeo Francesco - Genova.

31 Moda D. Jacopo - Campigno-Lupia ( Venezia).

32 Moraudo Giuseppe - Torino.

33 Mundici D. Pietro - Fogliano (Modena).

34 Muziarelli D. Carlo, Priore - Monteleone d'Orvieto (Perugia).

35 Pacilio Canonico L. B. - Napoli. 30 Parmigiani Dott. D. Eugenio - Modena.

37 Pelcoriz Don Francesco Canonico - Ramas (Austria).

38 Pino Giacomo fu Giov. Battista - Pantasica (P. Maurizio).

39 Pompei Carolina - Morrovalle (Macerata).

40 Riva D. Mattia Arciprete - Istrarra (Treviso).

41 Santi D. Giuseppe - Udine.

42 Serami Amalia - Legnago (Verona).

43 Sensi Don Giona Canonico - Modi gliana (Forlì).

44 Sibona Annetta - Torino.

45 Strazzabosco D. Giacinto - Primolano (Vicenza).

40 Tavella Domenico - Macerato (Catanzaro).

47 Teraboli Teresa - Gazze (Cremona). 48 Testa D. Luigi Arciprete - Carpeneto (Piacenza).

49 Turroni Don Carlo - Roncofreddo (Cesena).

50 Vento Cav. Giuseppe Sindaco - Casteggio (Pavia).

51 Villa Olimpia - Rieti (Perugia).

53 Zonta Don Antonio Vic. For. - Saviore (Brescia),