RETTOR MAGGIORE

di don EGIDIO VIGANÒ

L'ASSEMBLEA GENERALE VDB

" A luglio l'assemblea generale delle volontarie di Don Bosco (VDB). Un ramo dei più significativi della Famiglia Salesiana "

Siamo di fronte a un fatto così originale che non è molto semplice coglierlo in tutta la ricchezza di una intuizione, divenuta oggi realtà, riconosciuta in maniera ufficiale dalla Chiesa. Una novità dello spirito del Signore. Mi riferisco agli istituti secolari di vita consacrata. Tra questi ci sono anche le Volontarie di Don Bosco. Se riesce difficile nel mondo contemporaneo comprendere la vita religiosa, ancora più difficile è comprendere il significato e la funzione della secolarità consacrata.

Le Volontarie di Don Bosco hanno tre valori coessenziali nella loro vita: la secolarità, la consacrazione, la salesianità. Rappresentano le tre fonti della vita e dell'azione, le tre motivazioni dell'identità, le tre caratteristiche della loro tessera di riconoscimento. Non c'è un prima e un dopo fra i tre valori; si richiamano, si intersecano, si integrano, si sostengono e si sviluppano vicendevolmente e contemporaneamente. Una situazione, quella della Volontaria di Don Bosco, si direbbe oggi "di frontiera". Vive e opera nella tangente Chiesa-mondo. Una posizione scomoda, ma strategica. La Chiesa organizzò in maniera strutturata le modalità di questa vita solamente nel 1947, con un documento che rimane singolare e fecondo di futuro: la Provvida Mater di Pio XII. Don Filippo Rinaldi operò solo fino al 1931, anno della sua morte. Le basi e le condizioni (anche se non la terminologia) di istituto secolare di vita consacrata erano già solidamente poste, con anticipo sulla storia che si sarebbe compiuta più tardi.

Le Volontarie di Don Bosco nel mondo sono oltre mille. Dico queste due parole "nel mondo" e "mille" con tanta emozione. Penso, per esempio, all'Est dell'Europa. Impenetrabile, si diceva da molti. Eppure c'erano e operavano le Volontarie di Don Bosco. Crescevano, anche di numero. Penso, per fare un' altro esempio, alle professioni difficili da un punto di vista di armonia tra profano ed evangelico, tra professionalità di alta qualifica e impegno di vita cristiana radicale, al mondo della biologia, dell'ingegneria genetica e ad altre professioni di frontiera etica. Ci sono in questi ambienti avanzati Volontarie di Don Bosco. Non posso far nomi: qui è d'obbligo il riserbo, quello che praticano nella vita le stesse Volontarie. Non dicono ai quattro venti la loro vocazione: la vivono. Dicevo la mia emozione per la seconda parola "mille". Abituati ai grandi numeri, alle cifre astronomiche, un numero così ci colpisce poco. Esse rappresentano però una forza reale, una presenza diffusa, che desta interesse e suscita attenzione al vangelo e alla persona del Signore Gesù. C'è anche da richiamare l'attenzione sul fatto che si tratta di "donne consacrate". Nell'attuale momento storico e culturale esse vivono la responsabilità del contributo da dare per una migliore comprensione della dignità, del ruolo e dell'apporto della donna per il rinnovamento della società.