RETTOR MAGGIORE
di don EGIDIO VIGANÒ
La Strenna '95: riscoprire il sistema preventivo proiettando verso il nuovo secolo le intuizioni pedagogiche di Don Bosco
C'è una affermazione che non ho ancora mai sentito da nessuno, che però mi piace, ed è questa: dobbiamo proporci un nuovo sistema preventivo. Così come si parla di nuova evangelizzazione o di nuova educazione, così occorre parlare anche di un nuovo sistema preventivo. Che non vuoi dire annullarlo, ma cambiare la maniera di pensarlo e di applicarlo, con nuove sottolineature e nuove priorità. Se finora siamo stati competenti nel sistema preventivo, dobbiamo diventare competenti anche nel nuovo sistema preventivo.
Come fare per realizzare questo passaggio? Vorrei ricordare anzitutto che il rilancio del sistema preventivo di Don Bosco l'ha fatto Giovanni Paolo Il nella bella lettera Juvenum patris. Di questo documento vale la pena rileggere almeno un passaggio. AL numero 13, dopo aver ricordato che Don Bosco si può collocare nella genialità dei grandi santi della Chiesa nell'ambito specifico della pedagogia, scrive così: «Certamente il suo messaggio pedagogico richiede di essere ancora approfondito, adattato, rinnovato con intelligenza e coraggio proprio in ragione dei mutati contesti socioculturali, ecclesiali e pastorali. Sarà opportuno tener presenti le aperture, le conquiste avvenute in molti campi, i segni dei tempi, e le indicazioni dei Vaticano li, tuttavia la sostanza del suo insegnamento rimane, le peculiarità del suo spirito, le sue intuizioni, il suo stile, il suo carisma non vengono meno perché ispirati alla trascendente pedagogia di Dio. San Giovanni Bosco è attuale per un altro motivo: egli insegna a integrare i valori permanenti della tradizione, con le nuove soluzioni, per affrontare creativamente le istanze e i problemi emergenti in questi nostri tempi difficili, egli continua ad essere maestro proponendo una nuova educazione che è insieme creativa e fedele», ossia proponendo un nuovo sistema preventivo.
Dobbiamo poi ricordare in particolare - siamo alla vigilia del Grande Giubileo del 2000 - che non possiamo parlare di un nuovo sistema preventivo di Don Bosco senza rifarci a Cristo, e che la libertà dei giovani non raggiungerà il suo traguardo senza Cristo. Se sono quindi importanti l'amabilità, la bontà, e le altre caratteristiche tipiche della nostra metodologia, perdiamo tempo se non c'è la capacità nuova di avvicinare a Cristo la gioventù, di avvicinarla ai valori del Vangelo. Purtroppo a volte si è cercato di svuotare il sistema preventivo di questo valore che costituisce il nucleo dell'originalità cristiana. Certo con i giovani buddisti o musulmani si farà quel che si può, però qui stiamo parlando di chi vuoi vivere il sistema preventivo in pienezza di fede. Non per niente il Papa chiama Don Bosco "maestro di vita spirituale" e afferma che si è fatto santo con la pedagogia, ossia con la metodologia educativa. Che vuoi dire che Don Bosco ha usato un metodo che tende in se stesso alla santità. Forse oggi bisognerà usare altri termini per farsi accettare con più simpatia, però questa è la sostanza. Come farlo, questo è il problema; questa è la novità della nostra ricerca e della nostra creatività. La Strenna afferma infine che dobbiamo "educare i giovani ai valori". Ma di questo parleremo la prossima volta.