COOPERATORI
di Gianni Frigerio
A Ciampino il Congresso nazionale dei giovani cooperatori. Alla ricerca dei miti nella musica e dei nuovi fenomeni religiosi.
Anche con una canzone si possono esprimere forti emozioni e nuovi messaggi. E una delle conclusioni del Convegno di Ciampino su «Miti, religione e nuove religiosità».
Un Congresso nuovo per come è stato preparato, nuovo per comne è stato pensato e realizzato. L'undicesima edizione del Congresso nazionale dei giovani cooperatori, che veniva dopo un'interruzione di cinque anni, è stato organizzato con meticolosità da un gruppo di una ventina di giovani di tutta Italia. Nulla è stato trascurato: alla fine erano pronti i video, la rassegna stampa sui temi, ben coinvolti i relatori. « Per noi è stato prima di tutto un fatto associativo - importante », dice Fabio Fornasini, cooperatore genovese di 34 anni, che quest'anno ha coordinato il settore giovanile e i lavori del Congresso. « Abbiamo voluto dimostrare che le forze ci sono per muoverci bene, e lo abbiamo fatto in modo laicamente autonomo e responsabile. Abbiamo voluto manifestare il nostro modo di proporci all'interno della famiglia salesiana, della società e della Chiesa. E ci siamo ritrovati esattamente in trecento. Giovani cooperatori d'Italia che operano magari in situazione di rischio mafioso o hanno scelto una presenza nuova sulle strade ».
Il Congresso ha dato un grande spazio alla musica. «La musica fa parte di questi nuovi miti giovanili », riprende Fabio Fornasini. « E risveglia i loro interessi. La musica è luogo di comunicazione. Con la musica i giovani esprimono il loro modo di vedere la vita. Ascoltando o suonando, pensano, riflettono, sognano, ridono, piangono... La musica lancia messaggi. Abbiamo visto alcuni video di Vasco Rossi: i giovani si esaltano e si commuovono quando lo vedono. Il concerto è rito. Le liturgie delle chiese sono state sostituite da quelle dei concerti... ». L'intento del Congresso è stato soprattutto quello di dire: apriamo gli occhi: la società è così, i giovani oggi sono cambiati, non possiamo arroccarci nei nostri centri, dobbiamo capire cosa sta succedendo. C'è gente che con i giovani se la cava meglio di noi, dà ragione della sua speranza con più efficacia di noi. Magari spinti da motivi esclusivamente commerciali. Ed è stato fatto un discorso stimolante e nuovo sulle possibilità della musica religiosa tra i giovani. Senza intenti moralistici e senza cercare la polemica, anche se i giovani cantautori presenti si sono lamentati di non trovare spazio nel mercato delle editrici cattoliche. I trecento cooperatori hanno accostato la musica lasciandosi coinvolgere dall'esperienza. «Non volevamo soltanto esperti che ci parlassero da un tavolino. Abbiamo così invitato dei complessi musicali, ci siamo scatenati anche noi, abbiamo cantato e ballato, fatto dei concerti. Sempre preoccupati della qualità, invitando complessi che ormai operano nelle piazze e danno testimonianza cristiana, ma hanno raggiunto una vera professionalità, come i Groove Machine di Livorno».
II discorso che è rimasto probabilmente non del tutto compiuto è stato quello delle nuove religiosità. Forse perché all'ultimo momento si è reso indisponibile il sociologo. Forse per un pizzico di superficialità. « Parecchi nel venire a conoscere l'esoterismo dei nuovi fenomeni giovanili, come la new age, hanno sorriso di sufficienza. Sicuri di avere le loro verità in tasca e nei loro centri di incontro, non si sono resi pienamente consapevoli della sfida che queste nuove religiosità rappresentano». Ma i più si sono chiesti come muoversi, come formarsi personalmente e come rispondere alle attese dei giovani. In ogni caso è stato riaffermato che nessun operatore pastorale può trascurare l'impegno di vivere con gli occhi aperti e conoscere sempre meglio i nuovi fenomeni giovanili. E di giungere a realizzare esperienze più coinvolgenti e affascinanti. «Ci sono cantautori, come Biagio Antonacci, che con una canzone ti trasmettono immediatamente una sensazione forte, un valore. Magari con una valenza commerciale, però la comunica. E noi spesso restiamo fermi al nostro modo di pregare, chiusi nei nostri mini-incontri formativi». È la conclusione di Fabio. Che si dice però soddisfatto dei risultati delle giornate di Ciampino e sta già lavorando per lanciare il prossimo Congresso. Il gruppo degli organizzatori ci sta già pensando.
L'XI Congresso nazionale dei giovani cooperatori ha avuto per tema: « Miti, religione e nuove religiosità: giovani assetati di speranza» e si è svolto a Sassone (Ciampino) il 5-8 gennaio. Sul tema: « La musica dei giovani tra mito, linguaggio e ritualità», video, mixer di musica dal vivo e talk-shows. Interventi di Franz Coriasco, Giampaolo Mattei, Tone Presern. I complessi musicali dei Pacedonia e i Groove Machines. Sul tema: "Il fenomeno delle nuove religiosità" è intervenuto Eugenio Fizzotti. 300 i partecipanti da tutta Italia e una significativa presenza dalla Turchia, Libano e Croazia. Sono intervenuti tra gli altri: per le figlie di Maria Ausiliatrice, madre Marinella Castagno e suor Georgina McPake; per i salesiani, don Antonio Martinelli e don Giovanni Fedrigotti; per i cooperatori don José Reinoso, don Gianni Filippin, Lorenzo Lorenzini e Jolanda Masotti.