IL DIARIO DI ANDREA

di Jean-François Meurs

FELICITÀ È UN ANNO NUOVO

Hubert Reevers, il celebre astrofisico canadese, racconta che un giorno ha assistito al balletto di un gruppo di delfini che accompagnavano la sua nave. Commosso, volle rendere partecipi gli altri dello spettacolo. I marinai giunsero sul ponte armati di fucile. In cinque minuti l'oceano diventò rosso, e la bellezza divenne incubo... Quegli uomini non avevano avuto un'infanzia felice.

31 DICEMBRE. Mi sono svegliato strano questa mattina. In questi ultimi giorni ho fatto un sacco di cose. Ma ho come un vuoto, e ho speso tutto il mio denaro! Domani sarà il primo gennaio. Quest'anno ho davvero voglia di non fallire in nessuna delle cose importanti. Voglio fare una lista delle vere felicità. Un diario è utile per questo.

La vera felicità è andare in campagna, prendersi cura delle galline della nonna e occuparsi del suo giardino. E poi, sedermi accanto a lei. Lei non dice nulla, ma io mi sento bene, profuma di pace. È come una spugna che aspira tutti i problemi. Guarisce i cattivi sentimenti. Mamma, con il suo gruppo di preghiera, parla a volte di doni straordinari, il dono delle lingue e cose simili. La nonna è sicuramente carismatica, anche se a modo suo. E questo funziona anche per telefono. Proprio l'altro ieri c'era controllo di matematica e non ero preparato bene. Ho telefonato. Non le dissi ciò che mi angosciava. Ho ascoltato la sua voce e questo è bastato a rendermi tranquillo e tutto è poi filato liscio...

Felicità è andare più sovente nei boschi e in campagna. Di primavera, lambire la rugiada del mattino, guardare di sera il sole sprofondarsi nel mare. D'estate, correre a piedi nudi sull'erba. D'autunno prendere le mie Nike e chiudere gli occhi per camminare sugli aghi di pino. D'inverno, buttarsi sulla neve fresca! Felicità è contribuire alla manutenzione del pianeta raccogliendo ogni giorno una lattina di coca. In ogni caso, io non darò più il giro ai bidoni dell'immondizia per divertirmi con gli amici, come l'altra sera. Eravamo mezzi ubriachi. In fondo non è stato nemmeno divertente. Sono poi tornato per mettere tutto a posto. Ero diventato triste... 

Felicità è fare la morale alla TV quando ci passerò davanti. Anche quando è spenta. Resistere il più possibile alla voglia di premere il pulsante. Soprattutto quando sono stanco o quando non ho niente di preciso da fare. È peggio, perché è lei che sceglie i programmi, e mentre tu stai a mangiare le chips, lei ti mangia il cervello. Sento che la TV non mi ama: lei fa il vuoto attorno a me. Mi allontana dagli altri e anche da me stesso. Lei mi deconcentra. Conosco un tipo, sua moglie la ama come una TV: lei ha fatto il vuoto attorno a lui, i suoi amici, la sua famiglia. La TV è così: vuole che si ami solo lei! Non vi sono vere felicità nella TV, visto che la felicità la provi quando la costruisci tu stesso. lo credo che dovremmo metterla per terra, sulla moquette, come il cane. Non in alto, al di sopra dei mobilialo non voglio che mi domini. Bisogna impedirle di venire a mangiare alla nostra tavola. Naturalmente non... quando gioca la Juve! Felicità è frequentare gente allegra, come Giulia, Beppe o la prof. di musica. Lei ha sempre delle frasi a sorpresa, come l'altro giorno parlando della città: « È il grigio che uccide ». E prendere più sovente in braccio Luisa, la mia figlioccia. Sono divertenti i bambini, sono simpatici, fanno un sacco di smorfie...

Felicità è salutare Sebastiano il mattino a scuola. E il mio nemico, perché è razzista, è a favore della pena di morte, ma non è un motivo per scartarlo. Soprattutto non devo perdere contatto con lui. Non credo che cambierà a forza di tante parole e di grandi discussioni... basta stargli vicino... avrà meno occasioni per essere aggressivo... Ecco. Mi sembra una lista niente male per l'anno nuovo.