RETTOR MAGGIORE

di don EGIDIO VIGANO'

CHIAMATI ALLA LIBERTÀ

"Il Rettor Maggiore commenta per noi la Strenna '95. Iniziando dalla libertà, punto di partenza per ogni educazione ai valori."

« Chiamati alla libertà» (san Paolo ai Galati), riscopriamo il sistema preventivo educando i giovani ai valori. E il tema della Strenna del 1995, e guarda all'educazione dei giovani da due centri dinamici: quello della libertà e a quello del sistema preventivo. Sono i due punti in tensione che ci inducono a riflettere e ad agire quest'anno sul piano educativo.

Partiamo dalla libertà, che è elemento fondamentale dell'uomo. E maturando la libertà che l'uomo diviene persona, cioè signore della propria esistenza. Sappiamo che la libertà è fondamento ultimo e radicale della persona, il nucleo inalienabile della sua dignità. Costituisce la persona nel suo essere più caratteristico e originale. Ed è questa libertà che esige un itinerario educativo straordinario. Si può dire che l'educazione è educazione della libertà e alla libertà.

Si nasce persona, ma questo nell'ordine ontologico. In realtà si diviene persona nella storia, nella crescita, nel divenire. Anche la libertà non è "data", ma la costruisce ciascuno. E realtà umana in continuo divenire. Quando si parla di liber tà si è soliti distinguere due aspetti conosciuti: la libertà da e la libertà per. Ciò significa che la libertà non esiste allo stato puro, ma è sempre in contesto, schiacciata, sempre in situazione di schiavitù, di freno, di difficoltà. Libertà da significa appunto liberazione da questi freni, da queste opposizioni e schiavitù. La libertà in questo caso è vista come punto di arrivo. Ed è importante lavorare per "liberare la libertà". Libertà per è invece la libertà nella sua essenza, e la persona che è cosciente di questa sua capacità la usa autodeterminandosi, per fare positivamente ciò che è bene. Quindi la libertà è una realtà sia da liberare, che da promuovere. Le due prospettive inoltre vanno sempre considerate in due ambiti complementari: l'ambito personale e quello sociale. E questo complica ulteriormente la capacità di seguire nel contesto concreto dell'esistenza una libertà in divenire.

Ma poi c'è la libertà cristiana. La Stren na inizia con un passo della Lettera ai Galati (5, 13). Chiamati alla libertà, dice san Paolo, con una espressione che viene considerata la definizione del cristiano. Perché il cristiano è un chiamato alla libertà. E c'è da considerare a questo riguardo che tanto per la libertà da, come per la libertà per, Gesù Cristo ha portato nella storia qualcosa che non c'era, che nessuno può portare, qualcosa che è al di sopra di ogni sforzo umano, ma che è assolutamente indispensabile perché la libertà sia autentica. Ossia porta una energia per la libertà che solo lui può dare. Noi diciamo libertà dal peccato, ma in questa parola sono contenute tante realtà. Gesù inoltre porta il Vangelo della verità - "La verità vi farà liberi" -: valori che nessun filosofo, nessun pensatore umano può da re. È l'aspetto del mistero di Cristo come presenza originale a favore dell'uomo, a favore della sua libertà. Con Cristo, la libertà invece di ridursi alla ricerca di sé, si espande nel dono di sé; ossia trova la maniera di realizzare l'au tenticità, nell'amore, nel dono. Ci rimane da vedere il sistema preventivo. Lo faremo la prossima volta.