SOCIETA'

di Marco Scudu

Le conquiste dell'uomo nel campo tecnologico non finiscono mai. Ma oggi si deve parlare di "accelerazione della storia".

FUTURO: ISTRUZIONI PER L'USO

Conoscenza, velocità, flessibilità, computer, mass-media, violenza e politica sono secondo il futurologo Alvin Toffler le parole-chiave per capire il futuro.

C' è una schiera di esperti che studia quali saranno gli indirizzi del nostro mondo futuro. Vengono chiamati anche futurologi. Sono persone serie, niente a che fare con i cosiddetti maghi veggenti che vedono poco, ma imbrogliano i creduloni. Uno dei più famosi tra questi sociologi futurologi è Alvin Toffler. Nel suo ultimo volume Powerscift (Knowledge, wealth and violence at the erige qf the 21st century) parla dei fattori che ci permetteranno di capire il nostro futuro.

SAPERE È POTERE

"Lo stesso sapere è potere". È una celebre frase del filosofo Francis Bacon. Mai come oggi essa si rivela nella sua verità. La storia dell'uomo è sempre stata una lotta per il potere, nelle sue mille forme. Oggi il potere si chiama tecnologia. Si è convinti ormai che la tecnologia può tutto, come una volta si diceva del denaro. L'uomo moderno è convinto che oggi con la tecnica potrà raggiungere ogni traguardo. Nel nostro mondo in continua trasformazione Toffier afferma che il sapere, la conoscenza è il fattore chiave per vincere le sfide. C'è una vera guerra per la supremazia tecnologica. L'obiettivo non è la morte fisica dell'avversario ma condannarlo alla "obsolescenza" tecnologica. In altre parole dichiararlo "obsoleto" cioè vecchio, sorpassato, e quindi fuori mercato. Naturalmente questo non avviene solo a livello di nazioni ricche di tecnologia (e quindi di sapere scientifico, il Primo Mondo) o povere (il Terzo Mondo), ma anche a livello individuale, di lavoratori. Molto spesso anche questi sono dichiarati obsoleti, cioè vecchi tecnologicamente per mancanza di conoscenze specifiche ad affrontare e usare le nuove tecnologie. Con la conseguente emarginazione e fuoriuscita dal mercato del lavoro. Naturalmente abbiamo anche un secondo aspetto. Ci possono essere anche giovani con una bassa scolarizzazione, cioè con poche "conoscenze" specifiche, con poco sapere. Questi non potranno aspirare a lavori qualificati (e quindi ben remunerati) perché non preparati al futuro. Questo significherà la marginalizzazione nel mondo del lavoro. Quindi sarà importante nel futuro, oltre ad una buona scolarizzazione di base, anche la flessibilità. È questa la seconda chiave per prepararsi al futuro. Ci accorgiamo che la  tecnologia sta cambiando gradualmente la natura e il modo di lavorare. Ci sani sempre più bisogno di persone specializzate a lavorare per e con altre persone nei servizi sanitari, nell'assistenza ad anziani a casa, nell'organizzare il tempo libero, nel turismo. Sarà sempre più richiesta la flessibilità mentale, il mettersi in stato di formazione e riqualificazione permanenti. Si darà largo spazio al ''part time'', al "flexitime'', al " job sharing" (partecipazione del lavoro) e infine al teleworking o telelavoro, cioè il lavoro fatto a casa propria generalmente mediante un computer, collegato a quello centrale della propria azienda. Cambierà di conseguenza la tipologia dell'occupazione. Al vertice della scala avremo comunque gli specialisti nei vari campi, cioè le persone con maggiori "conoscenze" di alti.

IL COMPUTER: LA MERAVIGLIA DEL XX SECOLO

Per qualcuno il computer è il vero simbolo del XX secolo, per questo si è guadagnata la copertina di riviste prestigiose. E presente solo da pochi decenni ma sta trasformando l'intera nostra civiltà. Se nell'era industriale si insegnava ai bambini a leggere l'orologio, oggi una delle prìorità è imparare l'uso del computer. Per il sociologo Toffler il computer è il l'attore più decisivo del nostro tempo e del vertiginoso progresso tecnologico. E il computer che ha impresso questa accelerazione alla nostra storia. E ormai a disposizione di tutti i politici, scienziati, economisti, professori, burocrati a tutti i livelli fino all'ultimo impiegato dell'anagrafe. Senza dimenticare i patiti di videogurnes (giovani e meno giovani). Si parla spesso di onnipresenza del computer: dal mondo della scuola a quello della fabbrica, dal tavolo dell'impiegato, a quello di casa. Non solo onnipresenza, ma possiamo quasi parlare di invadenza. Gli scienziati stanno progettando dei computer "intelligenti", cioè più veloci, più potentì, più flessibili che sappiano ''imparare dalle proprie esperienze". In una parola più "umani". Nel 1992 è nato il primo chip neurale che lavora come il cervello umano. Inventore è l'italiano Federico Faggin, trapiantato in America, lo stesso che inventò nel 1971 il primo microprocessore, cioè il cuore del computer. Verso il 2000 arriveranno i primi computer neurali. Prepariamoci ad un'altra rivoluzione (lei nostro modo di viverc e lavorare attuali. Una rivoluzione pere la stiamo già vivendo. È quella portata dalla telematica. Anche qui protagonista è il computer insieme alle telecomunicazioni. Alcuni auni fa si diceva che il nostro mondo stava diventando un villaggio globale. Oggi grazie alla telematica lo è già. Simboli più vistosi sono il telefono cellulare, i collegamenti via satellite e il fax. Negli Usa già da alcuni anni si parla di costruire le Info-Highways o tostrade informatiche" (Info-Bahn in Europa), cioè delle megastrutture per il flusso continuo di ogni tipo di comunicazione e informazione. Sta nascendo un vero sesto potere (dopo stampa e Tv). Obiettivo finale: la presenza in tutte le case di un "giocattolo'' che riuscirà a mettere insieme televisione, satelliti, computer, videotelefoni e fax e altri strumenti che ci permetteranno di lavorare, divertirci, collegarci e comunicare sempre. dovunque e con chiunque. Non si tratta di fantascienza, ma di scienza possibile fra non molto tempo.

UN MONDO PIÙ VELOCE MA ANCHE VIOLENTO

3 aprile 1973. Una data che tutte le commesse dei mondo dovrebbero ricordare e festeggiare. Nasceva l'UPC (o Codice Universale di Prodotto) più semplicemente chiamato codice a barre. Una tappa molto importante in questo processo di velocizzazione del mondo moderno. La velocità. Ecco un'altra chiave per capire il nostro futuro tecnotronico. Le Telecomunicazioni (fibre ottiche e satelliti) e i Trasporti sono i due campi dove si eserciterà questa velocità. I treni del futuro saranno tra breve a grande velocità e, in seguito, a lievitazione magnetica, cioè ancora più veloci. In base a queste due T (telecomunicazioni e trasporti) ci saranno due classifiche: da una parte i paesi veloci e dall'altra quelli lenti. La fretta divorerà sempre più l'uomo moderno, mentre lo stress sarà il compagno di viaggio di milioni di persone. Toffler ci ricorda poi (ma anche i nostri tg e giornali quotidiani) che il futuro non sarà soltanto "veloce" ma continuerà anche ad essere violento. Nonostante tutte le profezie, di sapore illuministico, annuncianti un futuro senza ingiustizie, sopraffazioni e sfruttamento, grazie alla tecnologia, la violenza continuerà a far sentire la sua presenza. Continuerà la microcriminalità nelle città, alimentata da drogati. sbandati, emarginati, sfruttati o immigrati poveri e disperati. Ma ci sarà auche la macrovioleuza portata dalle varie orgauizzazioni criminali e dalle narcomafie. Nel nostro futuro non scompariranno né il terrorismo di varia matrice. il razzismo, la xenofobia. ué i nazionalismi violenti, o il fanatismo religioso come l'integralismo islamico.

VERSO UNA "SOFT TECHNOLOGY"?

L'ultimo fattore è la politica. 1 politici (ahimè!) e la politica non scorar pareranno. Qui il " futurologo" americano non ha previsto molto. li libro è stato scritto poco prima dei grandi rivolginmenti del 1989 (crollo del Muro di Berlino e conseguente caduta del comunismo). Tuttavia Toffler afferma che questa politica (economicofinanziaria e militare) sarà attuata sostanzialmente da USA, UE (Unione Europea), Giappone. Tre le monete regine: il dollaro. l'ECU e lo yen. Tra breve arriveranno sulla scena anche Russia e Cina. Queste saranno le superpotenze del 21mo secolo, che potranno instaurare un Nuovo Ordine Mondiale. Gli altri (c'è anche l'Africa intera) dovranno adattarsi: o scegliere uno di questi giocatori o essere neocolonizzate. Da alcuni anni si parla sempre più di soft technologv. Con questo termine si intende una tecnologia non a tutti i costi, dura. impietosa nel raggiungere nuovi record e profitti sempre più alti, ma più soli cioè più dolce, mite, comprensiva, più rispettosa dell'ambiente in cui viviamo, dell'aria che respiriamo, dell'acqua che beviamo. Si parla a ragione di una tecnologia a misura d'uomo. Che sappia guardare a tutto l'uomo non solo alla semplice moltiplicazione delle "cose" da fruire e usufruire. Erich Fromm anni fa parlava di un «urgente bisogno di capire l'ambiguità del progresso, di creare una nuova sintesi tra progresso genuino e umanesimo, di accorgersi che dobbiamo subordinare la macchina all'uomo. Porre l'uomo al di sopra delle cose, l'essere al di sopra dell'avere». L'uomo moderno ha ancora molto da fare per creare un mondo non solo più tecnologico ma anche più umano.


Un XX secolo di progresso sempre più accelerato

1920 Prima trasmissione radiofonica pubblica. 1935 Registratore a nastro magnetico. Televisione. 1936 Macchina fotografica elettronica. 1943 Magnetofono. 1946 ENIAC (primo elaboratore elettronico). 1948 Nascita dei transistor. Primo disco a microsolco. 1953 Televisione (prima trasmissione a colori). 1954 Primo radioricevitore a transistor. 1956 Fortran, il primo linguaggio di programmazione. 1962 Circuiti integrati. 1963 Registratore a cassette. 1967 Primo calcolatore tascabile. 1968 Orologio al quarzo. 1970 Robot industriale programmabile. 1971 Nascita del microprocessore. 1972 Le fibre ottiche ed il videoregistratore. 1973 II primo microcomputer. 1976 Nascita del supercomputer Cray 1. 1979 II CD o Compact Disc e la stampante LASER. Introduzione dei PC o Personal Computer. 1990 Prime trasmissioni in Alta Definizione in Italia. 1991 Digital Compact Cassette e Minidisc. 1992 Primi videotelefoni (in Italia) con tecnologia ISDN. 1993 Olivetti e BT lanciano in Europa il primo PCC (Personal Comunicator Computer o Personal Digital Assistant). 1993 Arriva il microchip 586 della INTEL chiamato Pentium (velocità 66 Mhz, e capace di eseguire 100 milioni di istruzioni al secondo, quattro volte superiore al 486, dalle dimensioni di una testa di spillo).