IL PUNTO GIOVANI

SE NON FUMI TI PAGO

di Carlo Di Cicco


Non si tratta di una rivoluzione per risolvere la dipendenza tanto diffusa dalla sigaretta, ma di un progetto circoscritto all'Olanda, un paese dove finora si sono sperimentate altre iniziative sul piano etico che hanno diviso le opinioni pubbliche europee.

La novità questa volta consiste nella giovane età dei proponenti la sperimentazione. I ragazzi tra i 12 e i 14 anni riuniti in piccoli gruppi accettano un contratto che li impegna a rinunciare alle sigarette per tre anni, sottoponendosi a esami medici regolari. Se tutti nel gruppo riusciranno a mantenere l'impegno, riceveranno alla fine 300 fiorini ciascuno pari a 261.000 lire. Se qualcuno del gruppo dovesse invece cedere alla tentazione, tutti guadagnerebbero di meno. La proposta si basa sull'intuizione di far scattare l'emulazione all'interno del gruppo. Per ora a questo progetto sperimentale partecipano 165 ragazzi. Fra tre anni si potranno avere i primi risultati e quindi si potrà procedere alla prima verifica.

Il test appare doppiamente interessante. Anzitutto è stato formulato dai giovani stessi di una scuola di Haarlem trovando accoglienza presso le aziende locali che hanno offerto i fondi necessari. E poi va sottolineata la fiducia che una iniziativa giovanile ha riscosso, nonostante gli adulti abbiano dovuto mettere mano al portafogli.

E su questa linea si può avviare una riflessione, prima ancora di conoscere i risultati dell'interessante esperimento. Dai giovani può venire la proposta positiva per risolvere problemi reali da cui non si trova una via d'uscita. Nel caso specifico non si tratta di una proposta utopica, ma molto concreta, quotidiana e pratica. Di utopico ha nulla. Forse solo la scommessa. Colpisce la concretezza di questi giovani, che di solito passano per sognatori, che accettano di contentarsi di un obiettivo limitato e intermedio rinunciando al tutto e subito.

Si è di fronte a un esempio di come possa risultare positivo associare i giovani alle decisioni per risolvere problemi reali che li toccano da vicino. Investire denari su una proposta dei giovani che prospetta un risultato di utilità sociale, seppure limitato, appare senza dubbio qualcosa di nuovo rispetto al passato. E' infatti una costante da parte degli adulti pensare anche al posto dei giovani e decidere quale sia il loro bene. Anche quando il bene è decisamente solo presunto.

Se l'esperimento di Haarlem fosse imitato anche in altri paesi e su un ventaglio di questioni più ampie della lotta al fumo, potrebbe rappresentare una piccola svolta. Specialmente se si considera che i giovani, oggi, attraversano una stagione di debolezza non solo progettuale, ma anche di scarsa rilevanza sociale.

Mentre sempre più i pensionati e gli anziani inquietano il sonno dei banchieri e finanzieri che devono far quadrare i conti pubblici dei paesi dell'euro, la spesa per i giovani non inquieta nessuno. SE i soldi si investono sono ben accetti, se non si investono o restano nei residui passivi degli enti, pochi si scandalizzano e ancor meno si mobilitano.