SOCIETÁ L'esortazione di papa Woityla "Ecclesia in America" contiene spunti importanti per l'etica moderna
C'è un filo rosso
che viene da lontano e attraversa non solo le grandi encicliche sociali, ma
tutto l'insegnamento di Giovanni Paolo II che proclama di continuo con
inusitato vigore la connessione tra annuncio evangelico e promozione dell'uomo,
tra nuova evangelizzazione e impegno per la giustizia, lo sviluppo e la
solidarietà. Il Papa ha con grande coraggio indicato i più gravi
peccati moderni.
Le espressioni più significative si leggono nella lettera enciclica Centesimus annus: "La dottrina sociale della Chiesa ha di per sé il valore di uno strumento di evangelizzazione". E ancora: "La nuova evangelizzazione di cui il mondo moderno ha urgente necessità, deve annoverare tra le sue componenti essenziali l'annuncio della dottrina sociale della Chiesa". "Non c'è vera soluzione della questione sociale fuori del Vangelo".
Questi esempi illustrano chiaramente la portata sociale dell'insegnamento evangelico, che mira alla conversione degli uomini come a quella delle culture. Tutta la forza del Vangelo è necessaria per trasformare le coscienze, le mentalità, e le istituzioni al fine di farvi regnare la giustizia e la pace. Tale intuizione è al centro di tutto l'insegnamento della Chiesa sulla nuova evangelizzazione degli uomini e delle culture e di ogni realtà sociale.
In breve, la fonte primaria della dottrina sociale della Chiesa sono il Vangelo e i principi che vi si attingono per guidare, modificare, elevare i rapporti sociali. Questo fatto teologico fonda il necessario rapporto esistente tra l'evangelizzazione e la dottrina sociale. Giovanni Paolo II ricorda continuamente la centralità di Cristo nella soluzione dei problemi della giustizia e dello sviluppo. "La Chiesa reca il suo primo contributo alla soluzione dell'urgente problema dello sviluppo, quando proclama la sua verità su Cristo, su se stessa e sull'uomo, applicandola ad una situazione concreta.
Un'applicazione dei principi generali della dottrina sociale ad una situazione concreta si trova nell'ultimo documento di papa Woityla, l'esortazione apostolica Ecclesia in America, frutto dell'assemblea speciale del Sinodo dei vescovi svoltasi in Vaticano a fine '97, vera "magna charta" del programma di evangelizzazione dell'intero continente americano dall'Alaska alla Terra del Fuoco, alle soglie del III millennio.
Scrive Giovanni Paolo II: "Davanti ai gravi problemi di ordine sociale che, con caratteristiche diverse, sono presenti in tutta l'America, il cattolico sa di poter trovare nella dottrina sociale della Chiesa la risposta da cui partire per individuare le soluzioni concrete. Diffondere tale dottrina costituisce pertanto un'autentica priorità pastorale. Perciò è importante che in America gli operatori di evangelizzazione - vescovi, sacerdoti, laici ecc. - assimilino questo tesoro che è la dottrina sociale della Chiesa e, da essa illuminati, si rendano capaci di leggere la realtà attuale e di cercare delle vie per l'azione".
La complessa realtà sociale dell'immenso continente americano appare al Papa un "campo fecondo" per l'analisi e l'applicazione dei principi universali di questa dottrina. A tal fine insiste in modo particolare sulla necessità di formare i laici nei principi e nei valori della dottrina sociale della Chiesa, affinché siano in grado di assumere ruoli direttivi nella società e di incidere nella vita pubblica, orientandola al bene comune.
Per raggiungere questo obiettivo Giovanni Paolo II lancia una proposta originale, la preparazione di un compendio o di una sintesi autorizzata della dottrina sociale cattolica. Compreso un "catechismo" che mostri la relazione esistente tra di essa e la nuova evangelizzazione. Punto di partenza di questo "Catechismo della dottrina sociale cattolica" potrebbero essere le pagine che il nuovo catechismo della Chiesa cattolica dedica a tale materia, a proposito del settimo comandamento del decalogo "non rubare".
Il Papa non si limita a una proposta generica, ma appunta lo sguardo sulla gravità dei "peccati sociali" che gridano al cielo al Nord, al Centro e al Sud dell'America (ma certo anche dell'intero globo). Il commercio della droga, il riciclaggio di guadagni illeciti, la corruzione politica e amministrativa, la violenza, la corsa agli armamenti, la discriminazione razziale, le disuguaglianze tra i gruppi sociali all'interno di ogni nazione e tra le nazioni, l'irragionevole distruzione della natura. E, soprattutto, il fenomeno del "neoliberismo" che eleva il profitto e le leggi del mercato a "parametri assoluti a scapito della dignità e del rispetto dei popoli".
La miglior risposta, a partire dal Vangelo, per questa drammatica situazione è la promozione della solidarietà globale in vista dell'effettiva realizzazione della giustizia. Come non vi è stato di diritto senza un'autentica democrazia, così non vi è democrazia autentica senza giustizia sociale. E' dunque indispensabile che la Chiesa in America "rivolga maggiore attenzione alla formazione delle coscienze, prepari dirigenti sociali per la vita pubblica a tutti i livelli, promuova l'educazione civica l'osservanza della legge e dei diritti umani, attui un maggiore sforzo per la formazione etica della classe politica".
Ai principi della dottrina sociale della Chiesa il Papa si richiama per denunciare le violazioni dei diritti umani, per riaffermare l'amore preferenziale per i poveri e gli emarginati, per condannare il debito estero, per sradicare la piaga della corruzione, per combattere il narcotraffico e riciclaggio del denaro sporco, per deplorare la corsa agli armamenti, per rinnovare il no alla cultura di morte, per porre fine alle discriminazioni dei popoli nativi e degli americani di origine africana.
Potrebbero essere altrettanti punti di quel "Catechismo della dottrina sociale cattolica" che il papa propone di elaborare non solo per il continente americano, affinché l'insegnamento della Chiesa non resti appannaggio degli specialisti e si riveli con sempre maggiore evidenza come un elemento della nuova evangelizzazione".