IL PUNTO GIOVANI
di Carlo Di Cicco

SI RIPARTE DALLE GALASSIE

Entrare nel 2000 a una velocità da brivido, verso sconfinate galassie senza fine, inebriandosi in spazi immensi percorsi in un attimo.
E' un brivido che si può provare, comodamente sprofondati su una poltrona davanti a un grande schermo, sul quale si proietta un film come Star Wars, il primo della saga che fa sognare le giovanissime generazioni.


I "vecchi" avevano cominciato a scrutare il cielo popolato di astronavi già con "2001 Odissea nello spazio", un lungo interminabile viaggio che continua oltre ogni barriera spazio/temporale; una corsa da capogiro attraverso il cielo nerissimo, punteggiato dai milioni di fiammelle bianche e azzurre delle stelle. Un sapore di immensità superiore a quella che si potrebbe provare posando per una foto ai piedi delle gigantesche piramidi o avendo come sfondo la catena dell'Himalaia.

Quando si cammina per molte ore sugli sterminati crinali delle montagne o si naviga nel mare con la sensazione di non arrivare mai, se capita di rivolgersi al cielo con gli occhi - ancor più nelle ore del tramonto o alle prime luci dell'alba - si scopre qualcosa di assolutamente più grande del mare e delle montagne. E' il cielo, così vasto da racchiudere agevolmente il mare e i monti, senza inghiottirli. Il cielo misterioso e non minaccioso. Anche quando si piange, se si guarda al cielo, le lacrime si asciugano più in fretta.

Ma il cielo - da dove una volta i cristiani attendevano l'arrivo del compimento della speranza - sta correndo il rischio di diventare un business: interessa di più come entrare nella lista dei primi ospiti nel primo futuribile albergo lunare (costo attuale della costruzione appena progettata è di 400 miliardi per 100 posti) fra 30 anni, che trovarsi un ritaglio di tempo per sorprendere ancora la luna quando, piena o a forma di esile falce, spunta all'orizzonte piatto delle campagne, dietro le gobbe dei monti, dalle acque del mare o dietro i tetti cittadini. Eppure sta lì per tutti e si può ammirare senza pagare biglietto.

Quando nelle migliaia di orbite stellari si intrecciano, sfrecciando, le fulminanti astronavi animate dagli schermi, si prova la sensazione che le nostre conoscenze dell'universo per quanto progredite rispetto al passato, siano ancora agli inizi rispetto al futuro. E che per le giovani generazioni restano tanti segreti da svelare e tante avventure da vivere. Nella coscienza che tutti questi mondi che le astronavi sfiorano, scoprono o sui quali planano, sono solo scoperti e non costruiti dagli uomini.

Anche nel nuovo millennio, la ricerca esplicita o implicita di un dio o del Dio di Gesù Cristo, resterà il viaggio più significativo della vita.
Che rimane intrigante nella sua immagine di Salvatore, entro società di umani, androidi, mutanti, i quali - stando alle fantasie prevalenti nei romanzi e nelle versioni cinematografiche sulla futura vita nelle nuove galassie - ahimè continueranno a combattersi, sempre divisi tra oppressori e oppressi.
Ai giovani resta un altro compito non indifferente: cominciare il conto alla rovescia per giungere alla costruzione di società vere o fantastiche dove siano finalmente messe al bando lance, spade, fucili laser, bombe di ogni tipo con miscela ad alto potenziale distruttivo.

Pensare che i mali e le rovine della guerra saranno pane quotidiano anche nelle future città spaziali non è un esempio di grande creatività. E' invece un limite enorme nelle fantasie di Lucas che traspone semplicemente il presente nel futuro.
Come dire: dai giovani che ci sono e che verranno è inutile attendersi un mondo diverso. E' certamente un rischio. Ma la corsa tra le stelle, appena cominciata, farà maturare delle sorprese.