CHIESA

Importanti avvenimenti rilanciano l'azione della Chiesa proiettandola nel III millennio

ECUMENE LA GRANDE SFIDA
di Sivano Stracca

Il 18 di questo mese il Papa apre la Porta Santa a S. Paolo fuori le Mura, all'inizio della settimana di preghiera per l'unità dei cristiani. Con il suo gesto egli vuole sottolineare che nel 2000 si dovrà pregare con particolare intensità, perché nel nuovo millennio lo scandalo delle divisioni tra le Chiese cessi e il Vangelo sia più fedelmente proclamato e vissuto.

Il secondo millennio di storia cristiana ha visto l'insorgere, tra i seguaci di Cristo, di profondi e perduranti disaccordi, le cui conseguenze si avvertono ancora. Il Vangelo è stato sì diffuso "fino agli estremi confini della terra", ma è stato a volte annunciato con un linguaggio non scevro di contrasti e conflittualità. Solo quest'ultimo secolo è stato contrassegnato dalla ricerca dell'unità, e l'impegno ecumenico ha cominciato a dare frutti che in passato difficilmente si sarebbero potuti immaginare.

AUGSBURG, TAPPA MILIARE
Una svolta importante è stata segnata lo scorso 31 ottobre, quando, nella città tedesca di Augusta, cattolici e luterani hanno sottoscritto una dichiarazione comune sulla dottrina della giustificazione, pomo della discordia tra le due confessioni fino ai nostri giorni. Ci si salva con la "sola fede" diceva Lutero. Ci vogliono anche le "opere", replicava Roma.
Nella dichiarazione firmata ad Augsburg fede e opere sono riassunte nella parola "grazia". Cattolici e luterani hanno dunque fatto pace, riconoscendo l'esistenza tra loro di una comunione ancora incompleta, ma già consistente. Una data storica: due grandi Chiese - separate - hanno cominciato a camminare insieme, hanno istituito tra loro un patto di fraternità sostanziato da un accordo di fede.
L'ecumenismo esce così dalla grande nuvola di parole, dette e scritte, esce dal libro dei buoni propositi e delle sante intenzioni, e diventa fatto, decisione, impegno per quanto limitato in sé possa essere e per quanto lunga e impervia possa ancora risultare la strada verso la piena realizzazione dell'unità.

DA RICORDARE
Si comprende allora perché Giovanni Paolo II abbia definito l'intesa "una pietra miliare" su una strada non facile, e "assai significativo" il fatto che la firma del documento comune sia avvenuta proprio ad Augusta (Augsburg), e proprio il 31 ottobre: un luogo e una data simbolici, perché segnati dalle reciproche scomuniche che nel '500 avevano sancito la separazione. "È come una stretta di mano tra il Papa e Lutero", ha scritto un vescovo cattolico tedesco, alludendo alle circostanze dell'evento. La firma è stata infatti apposta il giorno della "Festa della Riforma", in ricordo del gesto di Lutero che l'ultimo di ottobre del 1517 affisse simbolicamente le sue 95 tesi contro le indulgenze alle porte della chiesa della castello di Wittenberg. E la stessa città di Augusta ricorda il tentativo di accordo da parte dei luterani, la famosa "Confessione augustana" presentata alla Dieta nel momento in cui la frattura con Roma non era ancora insanabile.
Rievocando entrambe le circostanze, papa Wojtyla ha affermato che l'accordo sottoscritto "costituisce una base sicura per il proseguimento della ricerca teologica comune". Grazie a questo documento, si potranno affrontare le difficoltà ancora esistenti a livello teologico tra luterani e cattolici, "con una più fondata speranza di risolverle nel futuro". Il Papa ha parlato di un contributo prezioso alla purificazione della memoria storica e alla testimonianza comune"; di un " traguardo intermedio lungo la via difficile, ma tanto ricca di gioia, dell'unità e della comunione cristiana"; e soprattutto, di un segno consolante che giunge alle soglie del Duemila, così che i cristiani possano presentarsi al Grande Giubileo più vicini e disposti a superare le divisioni del secondo millennio".

IL SINODO PER L'EUROPA
Un altro segno di novità gioiosa per l'ecumenismo è venuto nello stesso mese dal Sinodo dei vescovi per l'Europa, celebrato in Vaticano. Non solo per la presenza dei delegati delle altre Chiese, ma per la conferma della grande rilevanza che ha ormai assunto la dimensione ecumenica (che il Papa con un atto di audacia ha aperto a tutte le religioni, convocando in Vaticano i capi delle grandi religioni del mondo).
Il messaggio finale del Sinodo indica che "il cammino ecumenico" è segno di speranza per un continente che ha dato origine alla maggior parte delle divisioni tra i cristiani e che soffre ancora per le loro conseguenze. L'ecumenismo in sostanza ha registrato un consenso generalizzato, come elemento determinante sia per il processo di unificazione dell'Europa, sia per l'efficacia e la credibilità dell'evangelizzazione.
Le Chiese sono i "ponti" per superare le nuove divisioni. Questa l'immagine emersa nel Sinodo. Si sta infatti alacremente lavorando a una "Carta ecumenica per l'Europa" per la Pasqua del 2001, che vuol essere un documento teologico e pratico per il dialogo tra le Chiese che formano i tasselli del mosaico cristiano europeo. Nel testo si sottolinea con forza sin dalle prime righe che Dio stesso chiama all'unità. La riconciliazione perciò è un compito per il quale tutti i credenti devono lavorare instancabilmente.

UNA SETTIMANA PER L'UNITA'
La settimana di preghiera per l'unità dei cristiani che si celebra, come sempre, dal 18 al 25 gennaio chiama tutti a questo compito. Esorta a pregare con rinnovato slancio e intensità nuova per l'unità e la comunione. Il tema guida, Benedetto sia Dio. che ci ha benedetti in Cristo, è tratto dall'inno della lettera agli Efesini che parla del misterioso disegno di salvezza centrato su Cristo. E incoraggia a più riprese a riflettere che la vita dei cristiani deriva dalla scelta d'amore di Dio, così che tutto dovrebbe essere a "lode della sua gloria". L'avere così tanto in comune dovrebbe costituire un incentivo a risolvere ciò che ancora li divide.
Quasi duemila anni dopo, le parole dell'apostolo sollecitano ancorai cristiani a interrogarsi sul punto centrale della loro fede: su tutto ciò che condividono, malgrado le loro divisioni. E il Papa invita a rinnovare la fiducia nello Spirito che "sa allontanare da noi gli spettri del passato e le memorie dolorose della separazione". "Egli, scrive nell'Enciclica sull'ecumenismo Ut unum sint, sa concederci lucidità, forza e coraggio per intraprendere i passi necessari, in modo che il nostro impegno sia sempre più autentico". ?