VANGELO OGGI

MARIOLA DELLA TV
di Maria Antonia Chinello

Mariola è una giovane suora polacca, che vive a Varsavia.
Ha 36 anni e da tre dirige un programma per ragazzi e ragazze alla televisione di Stato.
Il piccolo schermo è diventato per lei una magnifica e grande scuola di religione con più di due milioni di alunni per volta.


È il volto simpatico del sabato mattina. Il suo sorriso segna l'appuntamento con più di due milioni di ragazzi e ragazze polacchi, dai 7 ai 15 anni. Giochi, canti, concorsi, discussioni, teatro. una scaletta varia e differenziata è il risultato di "Ziarno", cioè "Il grano", il titolo del suo programma. La trasmissione è nata nel 1989 come frutto dell'intesa tra Chiesa e governo all'epoca di Solidarnosc. Allora si ebbe la possibilità di avere spazio per i cattolici nella TV di Stato. Attualmente la trasmissione ha una frequenza settimanale e dura 25 minuti. È possibile vederla, tramite satellite, anche in altri paesi oltre la Polonia. Incontriamo Mariola durante una sosta a Roma per approfondire la conoscenza della lingua italiana. Una lunga chiacchierata per conoscere una professione insolita per una religiosa, ma non per una figlia di don Bosco che ama e usa i linguaggi dei giovani, compresi quello del piccolo schermo:

Quale preparazione hai alle spalle?
Soprattutto una passione innata per la comunicazione. A cinque anni facevo già teatro. Direi che la drammatizzazione fa parte dell'anima polacca. Basta pensare a Giovanni Paolo II. Quando ero adolescente sognavo di fare la giornalista. Poi, avendo scelto di diventare suora, credevo di dover cancellare questi desideri. Per qualche anno ho insegnato religione, poi ho frequentato l'Università laureandomi in letteratura con specializzazione in teatro e in seguito due anni di giornalismo. Sto ancora studiando. ..

Come sei arrivata in TV?
Per la specializzazione in giornalismo avrei dovuto fare tirocinio presso una radio. Dopo le prime prove dovetti arrendermi. Abituata all'espressività corporea del teatro, la comunicazione radiofonica mi dava l'idea di essere mutilata. Domandai di fare tirocinio in televisione. E fu così che qualche mese più tardi il direttore del programma mi chiese di assumere la responsabilità della trasmissione. Non è stato facile, ma ci ho creduto e ci credo tuttora. Con la catechesi potevo raggiungere al massimo 80 persone per volta, con il programma televisivo arrivo a più di due milioni di ragazzi, senza contare il coinvolgimento delle famiglie, delle scuole, delle parrocchie.

Come costruisci le varie puntate?
Per la sceneggiatura lavoro con Lidia, una giovane donna, che si occupa del montaggio, ma è pure coautrice dei testi. Infatti, 25 minuti di trasmissione comportano molto tempo per la stesura di testi e sceneggiatura. Occorrono poi un giorno per la registrazione del programma e due per il montaggio. È vero che abbiamo a disposizione una schiera di tecnici (circa 30), però bisogna saperli gestire perché tutto risulti ben coordinato.

Chi sono i vostri ospiti?
Nella maggior parte si tratta di bambini e ragazzi. Li scelgo, di volta in volta da luoghi diversi della Polonia per coinvolgere più zone e più gente possibile. Oltre ai bambini, che vanno preparati alla trasmissione, invitiamo persone famose: cantanti, sportivi conosciuti e amati dai giovani, che servano come testimonial di fede. Ci coordiniamo con case editrici cattoliche. Diamo molto spazio alla musica, alla manualità, cioè a tutti gli ingredienti che riescono a dare un taglio attraente alla trasmissione, che è fondamentalmente una catechesi.

Quali tematiche trattate in "Ziarno"?
Vangelo, temi liturgici, Giubileo, ecc. Sono presentati rispettando i ritmi e il linguaggio della televisione, che è anche il più recepito dai ragazzi. Con questo non voglio dire che banalizziamo o manipoliamo il messaggio del Vangelo, piuttosto cerchiamo di inculturarlo nei canali comunicativi di massa. C'è poi un lato molto interessante dal punto di vista educativo: i piccoli ospiti, quando vengono per la registrazione del programma, scoprono i segreti del piccolo schermo e diventano recettori critici.

Quali prospettive per quest'anno giubilare?
Stiamo sognando un viaggio in Terra Santa per un reportage dai luoghi di Gesù così da rendere ancora più efficace il suo messaggio. Per preparare un programma ancora più attraente vorremmo poter uscire dalla redazione e spostarci nelle zone dove i bambini vivono e studiano, presentando la realtà di tutta la Polonia.

Il programma ha una buona audience?
Direi di sì. Oltre che dalle percentuali di ascoltatori, lo si deduce dal numero delle risposte ai concorsi. Nell'ultimo abbiamo ricevuto 25 mila lettere. Il taglio della trasmissione comporta il continuo rinnovamento dello stile e della regia, per mantenerci in sintonia con il mondo dei ragazzi. Crediamo inoltre che la "nuova evangelizzazione" esiga l'utilizzo di un linguaggio televisivo in continua evoluzione. Non per fare spettacolo, ma perché i ragazzi non cambino canale e siano interessati al messaggio.
Parlando ancora di audience, devo aggiungere qualche episodio personale. Quando sono in metro o per strada, i bambini mi salutano. Qualche tempo fa, mi trovavo in una chiesa per la confessione e un ragazzo mi ha scattato una foto. Telefonandomi o scrivendomi mi dicono che sono una suora simpatica, perché sorrido sempre e vorrebbero che fossi la loro maestra.