Il Grande Evento
di Juan E. Vecchi

UNA SPIRITUALITA' PER IL III^ MILLENNIO: FARE DEL BENE

Il parlare ha invaso la vita, soprattutto quella pubblica. E' necessario per creare le condizioni di partecipazione. A volte però abbiamo l'impressione che le spiegazioni, i chiarimenti, le dichiarazioni, le risposte, le correzioni abbiano qualcosa di sproporzionato riguardo a quello che si fa.

Tutti vogliono spiegare e spiegarsi. Si ha il sospetto che i mali continuano perché è più grande lo sforzo di spiegare i problemi che l'impegno a risolverli. Qualcuno famoso, ma ormai sorpassato, aveva detto che finora i filosofi avevano cercato di dare spiegazioni sul mondo e che era tempo che cercassero di trasformarlo.

A volte, dopo aver ascoltato un discorso su una situazione, rimaniamo con il sentimento di non potere né dover tentare di fare qualcosa. Talmente è sopra le nostre possibilità. C'è bisogno che qualcuno riporti a livello personale e familiare le grandi prospettive e il linguaggio specialistico.

I santi hanno una caratteristica: sanno unire la lettura della realtà e l'intervento opportuno in un gesto concreto di liberazione. Ed è l'amore che ispira entrambi. Imitano Dio del quale si dice che si manifesta a noi attraverso avvenimenti o gesti di salvezza e con parole. Gesù, rivelazione di Dio, si spiegò con discorsi e con opere, svelando il senso delle cose e dando la vita per noi. Di Dio Padre Egli disse che è sempre all'opera nel mondo: ispira e agisce, muove e sostiene affinché le cose avvengano.

E' questa la visuale di Don Bosco: agendo si impara e anche si insegna. Ma soprattutto operando ci si inserisce in quell'azione con la quale Dio salva il mondo. C'è una indicazione di spiritualità, semplice e popolare, quasi ingenua: fare del bene appena si può, ogni volta che si presenta l'occasione, senza aspettare né migliori condizioni né miglior tempo. "Non mandate a domani il bene che potete fare oggi, perché forse domani non avrete più tempo" (MB IV 439). Non dobbiamo lasciarci mai sfuggire un'occasione che il Signore ci offre di fare del bene" (MBVI 493) "Siamo in tempi in cui bisogna lavorare..." (MB XIII, 126) .

La sua biografia viene imbastita proprio su "quello che egli fece" per i giovani, per la cultura popolare, per gli emigranti, per le vocazioni. Appena gli capita sott'occhio, la situazione di un giovane, prende un'iniziativa pratica che sul momento raggiunge il giovane e in seguito un gruppo. Da cosa nasce cosa. L'amore deve essere sollecito e tempestivo. Questo divenne quasi un principio nel suo stile di amare: dimostrare l'amore subito e con il gesto più efficace possibile al momento, aggiungendo anche la parola che raggiunge il cuore. Fu tipico di lui prima realizzare e poi raccontare, prima portare a maturità le iniziative e poi descriverne una possibile teoria. Per questo la sua è una spiritualità attiva. Fu chiamato "un imprenditore di Dio". Secondo don Bosco è meglio accendere un fiammifero che maledire le tenebre o farne un trattato.

Noi saremo sempre alle prese con i grandi problemi, le piccole soluzioni, la fugacità del tempo e la scarsità dei mezzi. Non possiamo eliminare la povertà, ma possiamo risollevare qualche povero, amarli tutti nel Signore, appoggiare le persone che si battono per loro. Non possiamo creare una opportunità per tutti i giovani. Ma possiamo aiutare qualcuno che è accanto a noi, incoraggiarlo con la simpatia e la vicinanza, pregare per coloro che li seguono. E così via. Il tempo e il mondo sono pieni di opportunità di bene e l'amore ha l'occhio pronto per scorgerle.

Tre convinzioni sostengono questo proposito Il bene è estremamente fecondo: buttato in piccoli semi, cresce giorno e notte. Il bene si collega misteriosamente a rete: le soluzioni che sembrano insufficienti diventano efficaci quando molti contributi convergono e si raccolgono quasi in un canale collettore. Il bene che noi facciamo è lo strumento con cui Dio parla e muove altre energie: noi siamo le sue mani.

Si è detto umoristicamente che il sapone e l'istruzione non hanno effetti rapidi come un massacro, ma a lungo andare sono più "micidiali".