LETTERE AL DIRETTORE

LA CAMPANA NASCOSTA
Una gloriosa campana, nascosta per 25 anni durante il periodo della soppressione delle religioni in Albania, ha suonato dopo la caduta del comunismo, chiamando a raccolta i fedeli clandestini dispersi qua e là e, soprattutto, 300 missionari/e dall'Italia, per aiutarci a ridare visibilità alla fede. Soprattutto i salesiani, la cui presenza è la più qualificata e la più numerosa. Grazie a Don Bosco, a cui hanno intitolato una via a Tirana, addirittura in un quartiere musulmano. Impensabile fino a poco tempo fa. I vostri cortili brulicano di ragazzi/e che vengono non solo per giocare ma per imparare nelle vostre valenti scuole professionali, nelle vostre chiese e nei vostri centri sportivi. Era quello che attendevamo [.].

Don Simon, Albania
La sua lettera, caro don Simon, non richiede commenti, solo ringraziamenti. Speriamo di meritare gli elogi che ci ha fatto. Solo non dimentichi che la "risurrezione" di una nazione dipende più che altro dai suoi figli!


CHIEDERE PERDONO.
Egregio direttore, [.] perché il Papa non chiede perdono anche delle colpe commesse dai suoi predecessori, che ne so, tanto per non fare nomi, Stefano VI, Alessandro VI, la papessa Giovanna.
Videnzio, Torino
Caro signore, quanto bisogna tornare indietro per sentirsi liberi di essere liberi? Stefano VI. lei parla di più di 1000 anni fa! Lei si sognerebbe mai di chiedere perdono delle eventuali atrocità commesse da qualche suo avo vissuto ai tempi di Carlo Magno o giù di lì? Il Papa ha dato l'esempio. e, a quanto pare, è rimasto l'unico ad aver avuto questo coraggio. Quale dei nostri governanti ha chiesto perdono delle nefandezze dei nostri padri storici? Quale governo ha chiesto mai perdono delle efferatezze perpetrate nel periodo coloniale? Ma basta così, non vale la pena dire altro. Ah, no scusi, un'altra cosa sulla famosa papessa. Adesso si deve chiedere scusa anche delle leggende? Via, caro Videnzio (spero di aver interpretato bene il nome), non oltrepassiamo i limiti della decenza (quella storica intendo!).



A TORSO NUDO!
Caro direttore, voglio vedere se lei ha il coraggio a rispondere a questa semplice domanda: perché a me, maschio, è consentito di andare a torso nudo e alla mia fidanzata no? E [.], se proprio le devo dire tutto, perché si possono scoprire certe parti e non tutte?
Valerio, Bra

Caro Valerio, io prego Dio che l'uomo non perda del tutto il pudore, perché, lo voglia o no, il pudore è una difesa di sé, un riparo dagli sguardi e dai desideri smodati di conquista degli uomini, una pellicola protettiva della propria dignità e della propria libertà: essere prede della concupiscenza degli altri non è essere liberi. Se ci tieni alla tua libertà coltiva il pudore. Anche lo stato ha fatto leggi sulla privacy; per cosa crede che le abbia fatte, per farla andare in giro a torso nudo?
Ma voglio dirti altro. Prega che ancora resista in te qualche residuo di turbamento: è il segno che non tutto è perduto. Ci si scopre, caro Valerio, non perché il sesso è sporco ma perché è sacro, è segno della capacità divina dell'uomo, indica la presenza di Dio nella facoltà umana di produrre vita. Le parti che da sempre l'uomo copre (salvo rare eccezioni) sono quelle che custodiscono il segreto dei segreti: la vita. Ora il pudore non salva degli organi, ma la vita! Un'ultima osservazione. e scusami la malizia: ma tu sei proprio così impaziente che la tua fidanzata se ne vada in giro ("uso le tue parole") a torso nudo? I nostri vecchi avrebbero esclamato che non c'è più religione. Io no. Non è infatti questione di religione ma di buon gusto. Eccoti accontentato. Credevi davvero che ne avessi paura? Che cosa avrei dovuto temere?



DISCORSI DA PRETE?
Caro Direttore, Con riferimento alla risposta "Il colpo di fulmine (BS Lu/agosto), mi permetto di dirle che ai ragazzi non bisogna fare discorsi da prete né da psicologi [.] Gli consigli invece di osservare la ragazza oggetto dei suoi desideri mentre lecca il gelato o s'ingozza di pizza; l'ascolti quando è euforica; gli auguri di vederla indignata [.] come sghignazza quando è libera di esprimersi [.]perché [.] questa sarà la dote che gli porterà [.] Glielo scrive un ex ragazzo che ha sperimentato l'utilità di "osservazioni attente" prima di "farsi avanti" e non se ne è pentito, Deo gratias!
Pasquale, Mathi

Bene, caro Pasquale. lei è stato molto più drastico di me, anche se non credo di aver fatto né discorsi da prete né da psicologo! Questo suo modo spiccio, da detective privato, può avere il sui lati positivi, forse, ma non pensi che basti. Vede, tutte le volte che è presente la persona che si ama, le reazioni sono ben diverse da quelle che si hanno quando essa è assente, per cui la sola osservazione non esaurisce la conoscenza del partner in oggetto. Ci vuole, credo, sia il discorso da prete (non vedo perché debba mancare, visto che il matrimonio cristiano ha spiccatamente l'impronta sacramentale) sia quello da psicologo (l'uomo non finisce mai di apprendere, e sentire il parere di chi ne sa di più o sa organizzare meglio le conoscenze, è una manna). In certi campi niente è di troppo, mi creda.



PREGHIERA.
Caro direttore, la preghiera è una cosa seria, ne conviene? E lei non ne parla mai. Ho sentito confratelli dire che è facilissimo pregare, che basta fare il proprio dovere e questo è pregare e sciocchezze del genere. E invece per pregare bisognerebbe prima fare una lunga preparazione, mettersi alla presenza di Dio, fare silenzio, meditare, prendere le forze, essere convinti che si sta per interpellare Dio. Non si può fare la cosa più grande del mondo come se si bevesse un bicchier d'acqua.
P. Quinto, Milano

Caro Padre, prima di respirare lei non fa uno studio sull'ossigeno, la trachea, i polmoni o quant'altro serve per la respirazione, se no quando si decide - dopo l'adeguata preparazione - lei è già morto! Pregare per l'uomo è come il respiro, è un atto naturale, è l'ossigenazione delle spirito. "Non è un esercizio che s'impara, ma un cammino nel quale bisogna entrare per poterlo vivere", come dice Quoist. Tutti possono e devono pregare. tutti che abbiano la minima capacità di "riconoscere la propria sorgente e collocarsi consapevolmente nel suo asse", tutti che abbiano la capacità di stupirsi e ringraziare, di prendere coscienza di esistere non per virtù propria. Pregare è possibile anche per chi non crede! Io ne sono convinto. perché pregare è come risalire un fiume. prima o poi, si trova la sorgente.


SOLITUDINE.
Caro direttore, muoio di solitudine.Non trovo un cane che mi dia una mano. In che mondo sono capitata?[.]
Maria, Torino

Lo scorso ottobre, in un giorno preciso che forse non vale molta pena ricordare, l'ONU ha deciso che nascesse il seimiliardesimo uomo (!). eppure lei scrive di morire di solitudine! Ma non le do torto: mi sembra che la grande maggioranza degli uomini soffra di questo brutto male: ecco perché tante persone, tornate da scuola o dal lavoro s'affrettano ad accendere la TV o a far funzionare il walkie talkie. Però la vera malattia dell'uomo di oggi non si chiama solitudine, essa è solo un effetto secondario, che interessa purtroppo anche chi non c'entra, e colpisce gli innocenti. La causa, il vero morbo si chiama individualismo, solipsismo, narcisismo e affini. Credo sia urgente che. "rompiamo gli specchi" per impedirci di fare come Narciso! Qualche rinuncia in più all'orgoglio non farebbe male. Abbiamo fatto tutte le nostre battaglie per "isolare" la persona, per i diritti dell'individuo, la privacy ormai diventata mito. Ci stiamo difendendo dagli altri. La conseguenza è che ci nascondiamo, ci chiudiamo nel nostro guscio, e se talvolta veniamo fuori, presentiamo il simulacro di noi stessi, le apparenze, l'esteriorità sempre più stramba e improbabile (si prenda la briga di guardare certe sfilate di moda). Pensi un attimo ai vocaboli in voga: autoreferenzialità, autocertificazione, autonomia, autovalutazione, autodeterminazione, autoformazione, autoerotismo, autocompiacimento, autogratificazione . Signora, mi sa tanto che abbiamo sbagliato auto!


PETTEGOLEZZI.
Caro direttore, voglio confessargli che ho fatto qualche pettegolezzo sulla rivista che dirige e che da un anno a questa parte invia a noi lettori con tanto di c.c.p. e codice a barre. il pettegolezzo è che l'avete fatto per fare soldi.
Alfredo, Cagliari

Le do due risposte, perspicace sig. Alfredo, una buona e una cattiva. Quella buona è che lei ha ragione: ha fatto un pettegolezzo. Vede il pettegolezzo non è mai "la verità", è sempre al di qua o al di là di essa, contiene sempre qualche sgradevolezza, o meglio ancora, se vogliamo dar ragione a certi filologi, qualche sgradevole odore (se è vero che deriva - la parola - da 'piccolo peto): insomma la mania che abbiamo un po' tutti è quella di forzare l'immaginazione: spettegolare è uno sport nazionale e forze pure mondiale, ma in certuni diventa addirittura materia prima e forma sostanziale del proprio pensiero. Quella cattiva è che lei ha torto: il BS non è per far soldi ma per fare del bene, sia diffondendo cose della famiglia salesiana, sia portando a conoscenza fatti e opinioni, sia aiutando i missionari più abbandonati nei villaggi più sperduti delle zone più disgraziate del pianeta. Immagino che lei ribatta: "Beh, dov'è la risposta buona per me!?". Che pretendeva, caro Alfredo? La verità è diversa, dicevo, dal pettegolezzo; c.v.d., come dimostrar volevasi!


IL CORAGGIO.
Preg.mo Bolletino Salesiano, credo che il cattolico moderno debba avere le abilità di James Bond e lo spirito di avventura di Indiana Jones. Avete il coraggio di pubblicare ciò?
Donato, Aversa

Perché no? Purché lei non pensi anche alla morale del famoso detective che girovagava per l'orbe terracqueo con "licenza di uccidere" e far altro (!) a suo uso, consumo, e piacimento! Voglio dire che l'imitazione dei due si ferma a quel che lei ha scritto punto e basta. Dico bene?