"Lavorare in rete" è un metodo moderno e un impegno globale. Scuola, lavoro, industria, commercio, politica. tutti i settori sono interessati. Lavorare in rete per i giovani è la sfida di tutti gli educatori di oggi, e non può non essere la sfida dei salesiani.
Lavorare in rete", espressione che nasce dal linguaggio dei computer e dell'informatica, è sempre più sinonimo di lavoro di alta professionalità, di interazione, di sintonia con il resto del mondo, di attenzione ai risultati conquistati da altri, ma soprattutto di solidarietà, di confronto e di dialogo. Lavorare in rete è dunque lavorare "con la finestra sempre aperta", attenti a ciò che già altri stanno facendo; come in Internet, dove ogni finestra apre alla conoscenza delle risorse disponibili, alla possibilità di incontro, percorrendo virtualmente le strade del mondo e disponendo all'accoglienza di tanti beni come "beni comuni". ma la rete ha i suoi pericoli: può trasformarsi in. "ragnatela", dove gli imprudenti rischiano di rimanere invischiati, vittime di quanti sfruttano il web con scopi e interessi di natura eticamente discutibile.
ANCHE NELL'EDUCAZIONE
Si va sempre più scoprendo, anche nella Famiglia Salesiana, che
l'efficacia dell'educazione passa essenzialmente attraverso un "lavorare in
rete". Ciò significa che il lavoro educativo è un "navigare
insieme", senza estraniarsi dalle varie prospettive, usufruendo di tutte le
risorse educative disponibili sul mercato! Il lavoro in rete offre
possibilità nuove per l'educazione e la formazione dei giovani, sia
attraverso il modello della web education (interattivo,
dialogico, pluralistico) sia attraverso lo scambio di diversi contenuti educativi,
sia attraverso le tecnologie che permettono questo scambio, in
particolare Internet e le altre tecnologie multimediali. Gli obiettivi educativi
vengono orientati dal rispetto della prospettiva "altra", da una formazione
della coscienza non dogmatica, da un fare educativo "insieme", da una
più efficace e semplice didattica, da una comprensione più
"lineare" della peculiarità di un certo cammino formativo,
dall'interiorizzazione critica e personale delle varie proposte formative.
MOLTI PROGETTI. SALESIANI
Così nascono una serie di progetti e iniziative per i giovani del III
millennio. Con alcune attenzioni: occorre prima di tutto lavorare insieme tra
gli educatori; lavorare insieme per i giovani, perché
è dovere di ogni educatore e fa parte del carisma salesiano; lavorare
insieme con i giovani che sono parte in causa e protagonisti del
processo educativo. Una grande rete, dunque, che riporta l'attenzione sul
"senso di famiglia", sia la Famiglia Salesiana, che la famiglia naturale. Il
clima educativo di Don Bosco è fondamentalmente un clima di famiglia (lo
"spirito di famiglia" come lui lo chiamava), dove le varie componenti e le
varie prospettive si incontrano in un clima di simpatia e di impegno solidale.
Insomma, lavorare in rete per i giovani e con i giovani vuol dire lavorare
insieme come famiglia, con la famiglia e per la
famiglia.
C'è stata la tendenza nel mondo salesiano a lavorare molto con i giovani, non investendo altrettante energie con la famiglia naturale da cui il giovane proviene e in cui vive. Il lavoro educativo giovanile non è un'icona a sé, ma è parte dell'icona familiare. Il giovane nasce dalla famiglia, cresce e si sviluppa in famiglia, è chiamato a costruire una famiglia (sia essa naturale o comunità religiosa). La famiglia è insomma il punto di partenza e di arrivo del giovane: da lì parte e lì arriva la sua gioia di vivere e il suo entusiasmo, i suoi sentimenti e affetti, la sua capacità di impegno e di lavoro, il senso del sacrificio, la sua stessa vita di fede. Tutta la personalità del giovane ha un lessico familiare.
UN ESEMPIO
A Messina l'Istituto Teologico Salesiano, sotto il coordinamento della Scuola
Superiore di Specializzazione in Bioetica e Sessuologia, ha inventato il Forum
per la famiglia. Per coinvolgere quanti vivono esperienze originali di
spiritualità familiare, in particolare i movimenti ecclesiali che hanno
uno specifico cammino per le famiglie. Vi hanno aderito associazioni e
movimenti ben noti: L'Azione Cattolica, Comunione e Liberazione,
il Rinnovamento nello Spirito, il Cammino Neocatecumenale, i
movimenti Incontro Matrimoniale, e Evangelizzazione Famiglie.
Saranno presto coinvolti anche i Cursillos de Cristianidad, Famiglie
Nuove, i Focolari. La scuola di bioetica aveva già
strutturato lo scorso anno un Master per la Famiglia (vedi http://www.gte.it/est/).
UNA PASTORALE PER LA CRISI
Il lavoro in rete può offrire un contributo sia su come gestire la
pastorale familiare in chiave educativa e giovanile, sia su come fare una
pastorale giovanile con e per la famiglia. Perché
attualmente essa da cellula fondamentale della società e risorsa per una
rinnovata civiltà, si pone nella formazione dei ragazzi come un luogo
particolarmente "problematico", carico di situazioni paradossali e conflittuali
- già presenti all'interno della coppia - che creano rapporti destinati
facilmente a sfociare nell'evasione, nella ricerca di mondi artificiali
"pasticcati", e anche nel disagio sociale e nella devianza. Una pastorale
familiare che non sia giovanile è destinata a incentivare i "nodi"
già molto problematici, come le relazioni coi genitori, con la scuola,
con il futuro professionale e con il lavoro, con la disoccupazione, con gli
anziani sempre più presenti nella famiglia. Occorre che i "nodi" siano
invece espressi nel lavoro di rete, dove il legame interattivo e a volte
critico con l'altro diventa piuttosto il luogo per un migliore "annodamento"
della tessitura della rete.
NAVIGARE INSIEME
Ciò può avvenire se si accolgono alcune norme essenziali, di
base. Anzitutto la consapevolezza e l'accettazione della ricchezza delle
risorse del web, vale a dire guardare con simpatia alle diverse prospettive;
poi "navigare insieme"; attenzione ai risultati conquistati da altri;
capacità di confronto e di dialogo; senso della tolleranza; scambiarsi
le diverse esperienze educative anche attraverso le nuove tecnologie che
permettono questo scambio; non demonizzare né angelizzare Internet
in quanto tecnologia educativa. Quindi lavorare nel web per una pastorale
familiare a servizio dei giovani, può migliorare i risultati. La
"finestra sempre aperta" è segno di accoglienza e di condivisione, ma
soprattutto può essere il segno profetico di un nuovo modo di lavorare
della Chiesa nel III millennio.