I NOSTRI MORTI
ANZELMO sac. Giuseppe
, salesiano+ Andria BA il 28/06/1999 a 83 anni.
Una vita, la sua, spesa tutta per la missione salesiana nella scuola e nella parrocchia. Monto attento alla dimensione culturale e soprattutto alla formazione cristiana dei suoi allievi che ha sempre amato e servito con vero cuore salesiano. Sacerdote a tempo pieno in parrocchia, ha realizzato una parte essenziale del suo ministero nella disponibilità più generosa per le confessioni e la cura assidua e sacrificata dei malati. I lungi mesi della sua malattia ha ricevuto l'attestazione d'affetto di confratelli, giovani oratoriani e fedeli della parrocchia che gli sono stati vicini in una gara di fraterna solidarietà.
PIGNATARO sac Giuseppe, salesiano,
+ Napoli, il 25/05/1999, a 83 anni
"Lasciate che la pace io goda/ senza dimensioni umane/ in attesa di quel Giorno Chiaro./ Conservate il mio ricordo solo/ nella vostr'anima in preghiera". Parole tratte dalla lirica "Testamento di un poeta", scritta da don Giuseppe, animo sensibile di sacerdote, artista e poeta. Carattere simpatico e gioviale, che sapeva esprimere se stesso, le sue aspirazioni, la sua fede attraverso i versi e la pittura. Il suo apostolato si è svolto nella scuola ma anche attraverso le sue composizioni.
MAROCCO sac. Giovanni, salesiano,
+ Colle Don Bosco AT, il 09/07/1999, a 88 anni
Cuore grande di sacerdote, secondo lo spirito salesiano, profuse con cordiale generosità i preziosi doni del suo sacerdozio tra i giovani e tra quanti lo avvicinarono nel ministero della Parola e della Riconciliazione. Fu una guida spirituale ricercata e preziosa per molti giovani e adulti. Sempre attento e disponibile, rese visibili l'ottimismo e la gioia quali segni della fiducia illimitata in Dio.
MICULIN sr. Francesca,
+ Haledon USA il 3/07/1999 a 98 anni
Ancora giovanissima, aveva conosciuto le suore, e con loro aveva lavorato in una fabbrica tessile del Piemonte, dove aveva deciso di dedicare interamente la sua vita a Dio. A 22 anni partiva missionaria per New York, quando non aveva ancora emesso la professione religiosa. Visse tutta la vita negli Stati Uniti, insegnando nella scuola elementare e animando gli oratori/centri giovanili. I disturbi dell'età avanzata le resero difficili sia il movimento che la comunicazione. Le infermiere che l'assistettero nei lunghi anni di malattia la chiamavano l'angelo, perché non diede mai disturbo e non si lamentò mai di nulla.
ZANINETTI sr. Angela,
Figlia di Maria Ausiliatrice
+ Orta San Giulio, NO il 7/06/1999 a 92 anni
Suor Angela è nata e cresciuta in una famiglia numerosa: era la secondogenita di 12 figli, di cui tre religiosi. Attivamente impegnata in ambito parrocchiale, ha detto il suo sì al Signore nel lontano 1928 e vi è rimasta sempre fedele e contenta di esserlo. Fu insegnante di scuola materna per lungi anni. Ovunque ha lasciato un ricordo incancellabile di impegno generoso e umile, di accoglienza incondizionata, di attenzione agli altri, di capacità sorprendente di perdono e di benevolenza, di grande spirito di sacrificio. Quanti l'hanno conosciuta la ricordano per il suo cuore grande, semplice e buono.
GUIDI MARCACCI Silvana Vera,
cooperatrice salesiana,
+ Pisa il 07/08/1999 a 77 anni
Fu una donna di grande fede ed esemplare saggezza cristiana. Semplice, spontanea, fedele ai suoi doveri, assidua negli impegni, ha donato finché ha potuto, mettendo a disposizione il suo tempo e le capacità personali con vera generosità e grande amore per Dio e per il prossimo.
ESPOSITO DE CRESCENZO Anna, cooperatrice salesiana,
+ Pietrasanta il 22/07/1999 a 74 anni
La signora Anna, mamma di un salesiano, napoletana, visse la sua vita di sposa a madre a Livorno e Pisa. Rimasta vedova continuò col suo lavoro a sostenere i figli e ne donò uno, già grande e con un lavoro, a Don Bosco, contenta che seguisse la sua vera vocazione, quella di occuparsi di anime come sacerdote invece che di soldi, come impiegato di banca. E' stata una cooperatrice fedele e convinta nella preghiera, contenta dell'aiuto che poteva offrire con gioia e generosità. Ha fatto esperienza del dolore, a causa della salute malferma, rivelando una grande forza interiore, che, unita a una profonda saggezza e un comportamento mite riservato, ricco di discrezione e umiltà, ne ha fatto un modello di vita cristiana.