I NOSTRI SANTI

a cura di Paquale Liberatore postulatore generale

UNA GUARIGIONE

IMPROVVISA

La malattia cominciò nel 1983 e si andò aggravando fino al 1990 allorché mi ridussi a non poter fare più niente e ad aver bisogno di un'altra persona che mi assistesse. Soffrivo di attacchi di rigidità muscolare. La cura impostami non approdava ad alcun risultato anzi dal 1990 in poi cominciai a trascorrere i miei giorni a letto o seduta sul divano. I medici parlavano di sindrome da Parkinson. Io avevo in cucina un quadretto della Ven. Alessandrina da Costa. L'avevo da alcuni anni, e una volta avevo anche pensato di disfarmene. Però ne fui trattenuta da una forza interiore. Fu dunque a lei che io mi rivolsi quando mi convinsi che le cure erano ormai del tutto inefficaci. Pregai così: "Signore, se la ella è presso di te, per la sua glorificazione su questa terra, fa' che io guarisca per sua intercessione"; e iniziai subito una novena. Una settimana dopo avvenne la guarigione. Era il 3 marzo 1995, primo venerdì del mese. Mi ero sentita male per tutto il giorno. Il medico aveva praticato due iniezioni, e poi aveva detto a mio marito di armarsi di coraggio, perché ormai aveva esaurito ogni possibilità d'intervento. Alle ore 16 mi fu portata la Comunione e poi fui trasportata in casa di mia sorella, perché mio marito aveva il turno di notte. Fu qui che avvenne il miracolo. In modo improvviso. Sentii una forza che mi sollevò dal divano e mi portò in mezzo alla sala. Il mio corpo era diventato agile. Tra la meraviglia dei presenti, mio cognato mi chiese se riuscivo ad alzare i piedi da terra. Ciò che io feci con facilità. Ero davvero guarita. E la commozione s'impadronì di tutti. Da allora in poi sono stata sempre bene e so di essere una testimonianza vivente della potente intercessione di Alessandrina da Costa.

Maddalena Azevedo Gomes Aldeia Nova

Portogallo

 

UN ADENOMA

PERICOLOSO

Mia sorella da Tempo accusava forti dolori alla schiena, in prossimità del rene sinistro. Gli esami prescritti dal medico misero in evidenza un adenoma del rene. Era urgentissima l'operazione perché da un momento all'altro cellule maligne potevano invadere tutto l'organismo. Ci rivolgemmo subito con fiducia alla venerabile Eusebia Palomino. L'operazione riuscì bene ma il chirurgo, non potendo assicurare la perfetta guarigione, si limitò a dire: "Abbiamo cercato di fare tutto il possibile, ma solo Dio conosce l'avvenire". Mia sorella si sentiva guarita e in realtà lo era. Infatti oggi, a sette anni di distanza, non vi è più alcuna traccia del male. Inviamo questa testimonianza per ringraziare il Signore che ha esaudito le nostre preghiere.

Sr. Maria Gavioli, Fma

Cusano Milanino (Mi)

DUE INTERVENTI

STRAORDINARI

 

S. Domenico Savio è intervenuto nella mia vita in due occasioni molto serie. Mio figlio Raimondo, il giorno 27 maggio 1998 ebbe un grave incidente automobilistico, da cui la macchina uscì completamente distrutta. Nell'incidente rimase incolume anche la moglie che solo in ospedale venne a sapere di essere incinta. Il timore che l'incidente avesse prodotto dei danni al nascituro era più che giustificato. Il 25 gennaio 1998 invece nacque Pietro sano e vegeto. Questa grazia è da attribuire all'intercessione di S. Domenico Savio cui sono state rivolte le preghiere di tutta la famiglia.

Un'altra mia figliola, Elena, il 18 agosto 1997, mentre era in vacanza con la propria famiglia, ebbe anche lei un grave incidente automobilistico. Anche in questo caso, totale fu il danno alla vettura che rimase sospesa in bilico su un burrone. Elena ne uscì incolume: nel momento del pericolo aveva invocato S. Domenico Savio che il giorno prima tutta la famiglia aveva pregato in chiesa. Per questi due interventi di S. Domenico Savio io esprimo tutta la mia riconoscenza.

Maria Iodice

Secondigliano (Napoli)

IO NON LO

CONOSCEVO

Tutto iniziò alla vigilia del Natale del '97. Trovandomi dai miei parenti a Terni, andai a confessarmi dai Salesiani. Il confessore, vista la mia pena perché non riuscivo ad avere bambini, m'invitò a rivolgere preghiere a S. Domenico Savio. Confesso che io non lo conoscevo e fu il confessore a dirmi chi fosse questo piccolo santo. Egli desiderava darmi l'abitino ma, non avendolo, mi disse di chiederlo io stessa a Roma. Ciò che io feci subito. Con fede e devozione lo pregai costantemente e quattro mesi dopo. la sospirata grazia. I nove mesi trascorsi sono stati splendidi, senza problemi o disturbi, anche quando sembrava che ce ne potessero essere perché avendo sempre con me l'immagine di S. Domenico Savio, tutto si risolveva bene. Il 27 febbraio '98 è nato Lorenzo.

Santina Panepinto

Lucca

I RISCHI

ERANO ALTI

Appena un mese fa venne diagnosticata a mia nonna una retinopatia in fase avanzata che le aveva causato la perdita di un occhio e che stava causando gravi danni all'altro. L'oculista propose subito un intervento per l'eliminazione di una lieve cateratta che creava ulteriori problemi all'occhio recuperabile. I rischi di perdere l'occhio erano alti, anche perché lei soffre di diabete e di pressione. Io mi rivolsi subito a Mamma Margherita e le affidai il mio caso. L'operazione è riuscita senza problemi ed io ho solo da ringraziare Mamma Margherita.

N.N.

 

POSI L'ABITINO

SOTTO IL GUANCIALE

All'età di quattro anni, alla mia unica figlia fu diagnosticata una leucemia linfoide. Presa dalla disperazione telefonai alla sua maestra suora della scuola materna che la bambina frequentava pregandola di procurarmi l'abitino di S. Domenico Savio. Lo ricevetti lo stesso giorno e lo posi sotto il guanciale della bambina, pregandolo con tutta la fede che mi era possibile perché mi concedesse la grazia della sua guarigione. Alle mie preghiere si unirono molti dei familiari e delle suore della scuola.. Dopo sette anni di cure e di sofferenze la mia richiesta è stata esaudita e non si può descrivere la gioia di noi tutti quando mia figlia è stata dichiarata clinicamente guarita. Mantengo volentieri la mia promessa di pubblicare la grazia.

G. S., Roma

PERICOLO

EVITATO

 Ero una gestante al IV mese. Essendo cresciuta all'Oratorio dei Salesiani, appena saputo che ero in attesa, richiesi nella mia Parrocchia, l'abitino di S. Domenico Savio e cominciai a portarlo con me. Ma il 2 aprile, avendo voluto partecipare alla processione del Venerdì Santo, a sera, appena tornata a casa mi sentii tanto male da temere di perdere il bambino. Invocai S. Domenico Savio perché scongiurasse il pericolo e intanto misi il suo abitino al collo. All'indomani il medico mi disse di ricoverarmi subito per gli accertamenti. In clinica fu riscontrato solo un piccolissimo distacco della placenta e dopo quattro giorni, giacché tutto andava bene potei tornare a casa. Ora ringrazio moltissimo S. Domenico Savio per la protezione ricevuta.

Milazzo Adele

Marsala