IL GRANDE EVENTO
di Juan E. Vecchi

UNA SPIRITUALITA' PER IL III^ MILLENNIO - PORTATORI DI SPERANZA

La speranza è il metro della salute psichica di una persona, la misura delle forze ancora disponibili che ci sono in essa. In alcuni giovani la fede, come riferimento a verità e fiducia negli educatori, sembra esaurita. E anche l'amore, come capacità ed attesa di essere accolti, sembra mortificato. Ma se riescono a sperare che, intervenendo altre circostanze, possono redimersi, allora è possibile ricominciare. Chi questa energia non ha, è vulnerabile, quasi inerme di fronte a deviazioni ed evasioni.

La speranza non è una virtù facile. La vita, nel mondo attuale, la mette a dura prova. Ne dice qualche cosa il moltiplicarsi dei suicidi giovanili. L'esito negativo può essere non solo la rinuncia alla vita, ma anche le "speranze corte".

In una inchiesta sulle prospettive di un possibile cambiamento in meglio, le risposte positive dei giovani scendevano a mano a mano che le domande riguardavano contesti più larghi. Sulla possibilità di comportamenti migliori nelle persone singole, la risposta era in generale positiva; sul cambiamento in meglio della propria città o nazione, le risposte erano di perplessità diffusa;

alle domande sulla possibilità di trasformazione del mondo e dei grandi sistemi, le risposte erano scettiche o decisamente negative. Sono troppi gli elementi da cambiare, le volontà da convogliare.

La mancanza di speranza rende buia la vita, ma soprattutto taglia le ali all'azione solidale ed ai progetti di vasto respiro. Si capisce allora perché don Bosco, uomo di azione, ribadisse, con mille gesti ed espressioni, una sua raccomandazione: "lavorare con speranza". L'ufficio liturgico l'ha caratterizzato come un uomo che "sperò contro ogni speranza". Difatti la speranza diede alla sua santità tratti tipici.

Uno di questi tratti è la costanza nelle imprese di bene e nelle prove, qualità necessaria all'uomo di azione. Egli stesso diceva di non mollare più, quando aveva messo mano ad un'opera che era per la gloria di Dio e il bene dei giovani. Non si trattava però di un tratto del suo temperamento "piemontese", anche se ciò aveva la sua parte. Qualche altra energia superiore lo sosteneva, come lasciano intravedere le sue parole: "Coraggio! La speranza ci sorregga quando la pazienza vorrebbe mancare".

San Paolo aveva già fatto un collegamento tra speranza e gioia. "Siate lieti nella speranza" (Rom 12,12), "Il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e pace" (Rom 15,13). Per questo la speranza ispira una costanza non faticosa (si può essere perseveranti senza molto sforzo) un lavoro che non risulta inviso; una vita che non è pesante anche se con prove e difficoltà.

La gioia è rimasta come un tratto, non secondario, dello spirito salesiano. Viene comunicata ai giovani, come un aspetto indispensabile della "buona educazione". Si manifesta nelle "feste" (dove esprime un elemento caratteristico dell'ambiente e della pedagogia salesiana) che sono autentiche "esperienze" cristiane di ringraziamento per i beni attuali e per quelli che si possono attendere come esito della vita. E' un capitolo del programma di santità per salesiani e giovani: allegria, studio, pietà.

Il segreto della costanza e della gioia sta nella certezza del "premio" che la bontà di Dio ci garantisce. E' uno dei temi più simpatici della vita di Don Bosco. Il Paradiso, e coloro che si trovano in esso, li sogna, ne parla ai giovani fino a farlo desiderare. Lo ricorda in massime brevissime ma veramente espressive perché sorte dalla vita: "Un pezzo di paradiso aggiusta tutto". Per sé e per i suoi seguaci adulti fa uso frequente dell'espressione di San Paolo: "Le sofferenze del tempo presente non sono paragonabili con la gloria futura che dovrà essere rivelata in noi" (Rm 8,18).

La Famiglia salesiana è chiamata oggi a portare speranza ed a darne ragione con la propria esperienza. La offre ai singoli, la diffonde nell'ambiente, la getta su grandi progetti. Dove appaiono segni di una cultura di morte, rinunciataria delle gioie e delle responsabilità della vita, testimonia la verità della Parola di Gesù: "La vostra gioia nessuno ve la toglierà" (Gv 16, 23).