CULTURA SALESIANA

Un libro/intervista di Di Cicco tocca i temi caldi della questione giovanile di fine millennio

TEMI CHE SCOTTANO
Redazionale

Esporsi su un tema quale quello dell'educazione oggi è come andare alla guerra. Il Rettor Maggiore dei salesiani l'ha fatto rispondendo alle domande spesso provocatorie del giornalista Carlo Di Cicco sui punti caldi della questione educativa, ed evidenziando un equilibrio che non gli ha impedito affermazioni avanzate e prese di posizione controcorrente. Il libro "Guardiani dei sogni col dito sul mouse" può servire a rinvigorire il dibattito in corso. Ne diamo alcuni stralci, estrapolando pensieri dal pensiero globale.

GAP GIOVANI/ADULTI. La generazione adulta si lascia guidare dai contenuti assimilati in gioventù, la giovane si è formata sui nuovi criteri di vita privata e pubblica, influenzata dal linguaggio della comunicazione sociale della televisione, dei videogiochi. Perciò gli educatori sono chiamati a rivedere la propria mentalità, perché l'educazione deve insegnare la sensibilità al nuovo e la passione di progettare il futuro.

LA SCUOLA. Nella scuola è in gioco una certa concezione della società e del potere di controllo dello Stato rispetto ai privati. In Italia si aggiunge un certo anticlericalismo atavico non presente in altre nazioni.
Bisogna avere il coraggio di ripensare il proprio passato sociale e culturale. Questo non si può chiedere solo ai cattolici. Del resto dalle scuole cattoliche sono emersi molti membri di partiti di sinistra, di centro e di destra. Segno che manca quella forte manipolazione di cui sono accusate.

IL SESSANTOTTO. Non mi piace che si attribuisca a quel periodo di contestazione studentesca un significato quasi messianico. Assolutizzare alcuni momenti fino a consacrarli ideologicamente è un'abitudine non corretta di leggere la storia. Com'è capitato con la rivoluzione francese e la rivoluzione d'ottobre. Le tendenze del '68 sono analoghe a quelle che anticipatamente in campo religioso erano state raccolte nella riflessione del Concilio. Al '68 non bisogna fargli il monumento né celebrarne il funerale, piuttosto relativizzarlo. E' vero che è stato una ribellione a ciò che "fermava" l'immaginazione e la creatività. Si avvertiva nei giovani il bisogno di nuovi rapporti, nuove forme di comunicazione, nuova conoscenza e maggiore libertà di fronte a sperimentazioni. Insomma si sognava una nuova umanità. Ma "L'immaginazione al potere" è rimasto uno slogan. Comunque da quegli anni turbolenti è nato il volontariato sociale, un fenomeno straordinario di solidarietà.

LE DISUGUAGLIANZE SOCIALI La povertà si manifesta anche nelle società più avanzate, dove cresce il benessere e si accentuano le disparità. Oggi c'è da fare i conti anche con altre forme: la povertà affettiva, la povertà spirituale o progettuale, cioè mancanza di prospettive di vita e di valori, la povertà sociale. In questo caso occorre dare ai giovani le motivazioni, gli strumenti per pensare a una modifica interna del sistema, senza isolarli dal contesto sociale.

INTERNET, ECC.In Internet trovo un'apertura enorme al mondo e una disponibilità vastissima di notizie. Non sono dipendente da questo mezzo. Il vantaggio è di avere un panorama più vasto e dettagliato, e l'informazione è il segreto di una buona decisione. Perciò non mi è costato accettare che il supporto informatico potesse essere uno strumento utile che moltiplica l'azione e i fronti. Insomma i nuovi mezzi di comunicazione sociale obbligano a ristrutturarsi internamente e a ripensare criteri e partner. L'educatore vero più che entrare in crisi di tipo depressivo entra in crisi di tipo promozionale, si sente sfidato ad adeguarsi. Oggi è necessario anche l'educatore informatico. Ma l'interlocutore umano rimane essenziale e non viene meno il suo ruolo di accompagnatore.
Il telefonino. Certe prese di distanza degli educatori suonano come un meccanismo di difesa contro la fatica di stare al passo coi tempi, di sopportare il nuovo che viene a disturbare modelli acquisiti di vita, pensiero, azione. Oggi la garanzia educativa sta nel dare capacità di interagire positivamente con le informazioni.
I videogiochi potrebbero servire come un nuovo canale di apprendimento a livello primario, se le industrie informatiche concertassero con le istituzioni educative e con i governi intelligenti proposte di apprendimento, contro l'analfabetismo invece che produrre violenza.

EROTISMO. Nell'erotismo c'è il centro della persona e il senso della vita. Riguardo ai rapporti prematrimoniali non si tratta di essere pro o contro ma di fare una valutazione umana e morale. Se sono personalmente contrario è perché l'esercizio della sessualità tra due persone comporta una profondità tale di rapporto che non può essere un'esperienza di puro intrattenimento. Il giovane va accompagnato a superare la masturbazione con il rapporto maturo con il proprio corpo. L'amore è più grande del rapporto sessuale. La grande crisi del nostro momento storico è la divisione tra amore e sesso.

BIOETICA. L'intero capitolo delle nuove scienze è un terreno totalmente aperto e pone nuovi problemi agli educatori. Si è indebolito il senso del limite e accresciuta la sensazione di onnipotenza. ma la paura non è mai un giusto atteggiamento. L'educazione è sempre uno sforzo di proporre, elevare, offrire elementi critici, aiutare a sopravvivere. Comunque si dovranno introdurre novità riguardo ai contenuti del percorso formativo degli educatori.

PLURIRELIGIOSITÀ. La Chiesa ha espresso istituzionalmente il proposito di dialogare, e avvicinarsi alle altre esperienze religiose. In educazione la mentalità integralista è un tarlo pericoloso. Budda, Maometto possono arricchire la cristologia, senza che si cada nel relativismo, dando un senso definitivo all'esperienza di Cristo. C'è una comunicazione di fede che arricchisce tutte le fedi di esperienza storica.

ECOLOGIA. L'educazione non è stata troppo sensibile all'ambiente. Nell'area del benessere c'è una mentalità diffusa da correggere di fronte a una proposta di consumismo come stile di vita quasi invidiato. L'educazione dovrà preparare a un rispetto sostanziale della natura. E' tempo di vivere la cultura ecologica in una visione globale.

DON BOSCO OGGI. Le visioni del sistema preventivo vanno tutte adeguate e ripensate con forme nuove. e anche l'ambiente oratoriano ammette l'evoluzione dei tempi e si arricchisce di nuove dimensioni e dinamiche. L'oratorio deve anche avere un movimento di uscita: va a cercare i giovani, non solo li attende. Si può pensare anche a un oratorio notturno per seguire il ritmo dei ragazzi non quello delle discoteche. Se non si potrà arrivare a un oratorio dell'etere, forse sarà possibile fare uno spazio educativo nell'etere.

CONCLUSIONE. Sono un uomo concreto che preferisce stare dalla parte dei giovani ma non dei torti dei giovani; sono uno che per salvare i giovani farebbe come Don Bosco che era pronto a togliersi il cappello anche davanti al diavolo.