INTERNET

Internet continua la sua marcia di penetrazione nelle strutture della pastorale salesiana

C'è un'amic@ per te!
di Maria Antonia Chinello

Internet è uno spazio virtuale in continuo movimento. Leonilda Altoé è una suora salesiana, esperta navigatrice della rete, insegnante e amministratrice del sito web del Colegio Nossa Senhora da Glória di Macaé in Brasile

Sessantasette anni e una gran passione per Internet e il mondo virtuale. Si tratta di suor Leonilda Altoé (Léo per tutti), insegnante presso il Colegio Nossa Senhora da Glória di Macaé, una scuola d'avanguardia rispondente alle esigenze di oggi. La sua intuizione è stata quella di capire che era giunto il tempo di "mettersi in rete", perché c'è un bisogno smisurato di
comunicare, stringere rapporti, collegarsi al di là di ogni barriera nazionale, culturale, sociale o religiosa.
Così la scuola si è dotata di un proprio server che per un certo tempo è stato l'unico della città! "È soprattutto un'esperienza pedagogica, spiega suor Ramos, preside della scuola, che vogliamo vivere per scoprire l'aspetto educativo delle nuove tecnologie. Desideravamo che nessuno dei nostri 2000 alunni fosse tagliato fuori dall'accesso alla Web. Per questo ci siamo costituiti come server. Ora tutti gli studenti hanno un proprio indirizzo e-mail e una password per "navigare". La tassa mensile richiesta è di soli 30 reais. Ci sono anche altri 300 abbonati "esterni", utenti privati e qualche ditta. Una équipe aggiorna i contenuti del sito (http://www.castelo.com.br), e studia il linguaggio e le possibilità di utilizzare Internet in chiave educativa. Non si fa che seguire la filosofia di Don Bosco!. ".
La carriera di "internauta" di suor Léo però non è tutta qui. Collabora, infatti, a NetCard, sito brasiliano di cartoline elettroniche (http://www.netcard.com.br) con l'invio di disegni e messaggi che costruisce lei stessa. Per questo, è nota ai naviganti della rete ed è in contatto con giovani e adulti, religiosi e religiose di tutto il mondo; e cura anche lo spazio web "Evangelizzazione Elettronica", con lo scopo di far conoscere il Vangelo e risvegliare il desiderio di avvicinare i testi della Sacra Scrittura.

In che modo Internet può servire alla formazione di ragazzi e adolescenti?
Viviamo nella società dell'informazione, della globalizzazione, dove le persone comunicano da un angolo all'altro della terra con un semplice "clic" del mouse. La scuola vuole essere dentro al tempo e partecipare alla cultura attuale, per questo non può ignorare Internet. Il nostro obiettivo è formare giovani critici e responsabili, capaci di interrogarsi, di ricercare, di non fermarsi a ciò che si scopre attraverso i libri scolastici.

Nella vita dei giovani c'è spazio per Internet. C'è anche per Dio?
Certo. I giovani, attraverso la rete, scoprono nuovi modi per costruire e parlare di un mondo migliore, di amore, di giustizia. Quando iniziano, possono comportarsi con leggerezza. Ma a poco a poco colgono il ridicolo e la perversità di alcuni siti, li criticano e assumono posizioni ben precise. Grazie a uno scambio con la Petrolbras, l'impresa petrolifera brasiliana, siamo in contatto con giovani dell'Asia, dell'Europa e dell'Nordamerica. Insieme ai nostri studenti, costatiamo che le aspirazioni, le ansie, le attese sono le stesse. E questo è una porta aperta al trascendente. I giovani ricercano con insistenza un senso alla vita. Anche nelle altre religioni. Purtroppo i media ci riportano l'altra faccia della medaglia: giovani che cercano soluzioni ai loro problemi tuffandosi nella droga, nella violenza, nella fuga dalla realtà. In questo modo ci si dimentica che, invece, tanti ragazzi e ragazze sono impegnati nella ricerca del bene e del bello.

Internet presenta aspetti come pornografia, violenza... Che cosa ne pensi?
Purtroppo, tante persone non usano la libertà nel migliore dei modi. Si servono della rete per mettere in vendita la loro merce sporca, e allestendo siti degradanti. È un problema grande. Penso che ci sia bisogno di un controllo maggiore da parte degli utenti, una denuncia pubblica dei siti pornografici e violenti.

Che cosa dicono i giovani quando in rete s'imbattono in una suora?
Sono ammirati e mi invitano a restare in rete. Con molti ho intrapreso un dialogo che spazia su vari argomenti: dalla fede all'ecologia, dalla letteratura al rapporto genitori/figli. Chi poi conosce don Bosco non si stupisce di trovare una sua figlia che li avvicina usando il loro linguaggio.

Quali sono le pagine web in cui preferisci "navigare"?
Utilizzo Internet soprattutto per aiutare gli studenti nella ricerca di siti utili. Mi piace anche navigare liberamente e stupirmi di fronte all'intelligenza e alla creatività di uomini e donne che sanno rendere attraenti alcuni contenuti che, senza questa veste, sarebbero sbiaditi e noiosi. Preferisco, però, approdare a siti che parlino di giovani e di cultura dei popoli.

Fai uso anche di posta elettronica?
Certo. Lo ritengo uno strumento di comunicazione efficace e veloce: lì si rinsaldano le amicizie, si ricevono messaggi, posso farmi sentire vicina a chi soffre. Ho contatti con gente di tutto il mondo. Un giorno ho ricevuto l'e-mail di un professore degli Stati Uniti che mi chiedeva il permesso di copiare alcune immagini dai nostri siti, per preparare la sua ora di religione. Li aveva scoperti attraverso una sua alunna brasiliana che inviava ai genitori, rimasti in patria, cartoline con messaggi di NetCard, il sito a cui collaboro.

Suor Léo non è la sola che, in diverse parti del mondo, cura e segue da vicino i giovani che accostano Internet. La sua convinzione, come quella di tanti altri, è che la rete non è un luogo immaginario, ma un mondo in cui bisogna vivere. Si sente missionaria del terzo millennio.