CONFRONTO 99

L'ASCOLTO
di Giancarlo Manieri
Chi ha detto che i giovani non sanno ascoltare, che sono utenti distratti e annoiati di assemblee liturgiche, incontri di studio, confronti, talk show, lezioni? Critici forse sì, distratti no! Durante il Confronto al Colle fanno assistito a lunghe dissertazioni, conferenze, tavole rotonde senza battere ciglio, attenti, quasi tesi. Abbiamo colto commenti a volte critici, ma sempre profondi, fatti senza animosità, convinti che un ascolto critico/costruttivo fosse indispensabile per diventare cittadini responsabili della nuova Europa
Che cosa vi ha motivato a partecipare al Confronto?
Per crescere è necessario confrontarsi, soprattutto con culture e mentalità diverse dalla tua. Ma un evento del genere è anche indispensabile per prepararci ad entrare nel nuovo millennio, come cittadini europei a pieno titolo, perché crediamo sia più importante essere europei che italiani o francesi o.

Come vi sembrano questi vostri amici europei?
L'approccio è stato lì per lì sconvolgente: ci si perdeva tra tante lingue. Poi abbiamo visto che con qualche parola d'inglese e molti gesti ci si intendeva; allora è passata la paura e cresciuta l'amicizia. Ci siamo anche resi conto che agli occhi dei nostri coetanei che fanno scelte diverse, sembriamo un po' matti. Ci dicono: "Ma come fate a divertirvi senza "sballare"?". Questa è forse la nostra diversità, e non può farci che piacere.

Che ne dite del tema del Confronto per una nuova cittadinanza?
È azzeccato! Noi del MGS, possiamo offrire le basi per abbattere le rigidità nazionali ed essere cittadini del mondo. Vogliamo valorizzare le differenze - qui ne abbiamo incontrate tante - per essere più capaci di capire. Ci animano gli stessi principi ma modi a volte opposti di applicarli alla vita; questo ci offre maggiori opportunità.

Quali le esigenze della cittadinanza europea e mondiale a cui il MGS deve educare?
Una sola: educare alla diversità. A guardare anche solo l'Italia ci si accorge che non sono più solo gli italiani a viverci: c'è una quota di stranieri che va rapidamente espandendosi. Questa è la prima osservazione. La seconda è che bisogna ormai parlare di meno, ascoltare e agire di più per capire, condividere, e fornire a tutti le stesse possibilità. Insomma bisogna lavorare per una uguaglianza sostanziale di tutti. Ci teniamo a dire però che uguaglianza non vuol dire omologazione.

Non vi sembra un po' fuori orizzonte per voi del MGS un tema di carattere sociale?
Questa è nuova! Chi ha detto che il MGS non si occupa di temi sociali? È rivolto alla crescita del giovane; come si fa a prescindere dalla crescita sociale, o interculturale, ecc.? Non siamo un'associazione di devoti. Il carattere del movimento è quello salesiano/educativo. Non era don Bosco che diceva di voler fare "onesti cittadini e buoni cristiani"? Come si fa senza tenere conto del sociale? Quindi, è una domanda un po' curiosa questa, non ti pare?

Pensate che il Confronto stimolerà a una maggiore attenzione ai temi sociali nella vita ordinaria del movimento?
Assolutamente sì. Sarebbe stupefacente il contrario.

Che effetto fa essere qui? Suscita qualche emozione o è un luogo come un altro.
Di emozioni il Colle ne suscita sempre molte. ma non cerchiamo più emozioni, bensì convinzioni. Ecco perché ascoltiamo molto e riflettiamo molto. Il Colle insomma non è indifferente, ma motivante.

Che cosa dovrebbero trovare i giovani venendo qui?
Semplice, il Don Bosco del 2000. Queste almeno sono le nostre aspettative.