OSSERVATORIO
di Giancarlo Manieri
IRAK CHIAMA
31/01/1885: Don Bosco sogna. Un ennesimo
sogno missionario, riguardante la Patagonia. Vede una sterminata pianura,
numerose case, e vie lunghissime percorse da mezzi di trasporto fantastici che,
giunti vicino alle case, vi "passavano in alto"! .
Ma il sogno non finisce qui. Ecco infatti apparire d'improvviso un'altra
lunghissima via che, "traversando fiumi, mari e laghi faceva capo in paesi
sconosciuti". Poi compare un personaggio "pallidetto" e "grasso" che
"risplendeva tutto", il quale risponde alle domande di Don Bosco:
- Dove siamo qui?
- In Mesopotamia. Alla incredula meraviglia del santo, lo sconosciuto
ribadì sillabando:
- "Me-so-po-ta-mia" (MB XVII, 299). Il 31 gennaio di 114 anni dopo in una
chiesa gremita di fedeli, a Mossul, due fratelli salesiani e un chierico
parlavano di lui, nella terra tra i due fiumi, in Irak, l'antica Mesopotamia.
Tre "incursioni" nel paese tuttora martellato dalle bombe dei "paesi
civili", hanno fatto scoprire ai fratelli Gianazza, salesiani, una
realtà umana all'emergenza e una realtà apostolica di sicuro
promettente avvenire con giovani e adulti che "attendono i salesiani". L'area
è zeppa di petrolio e di miseria: uno dei paesi del mondo in cui non
piove solo acqua, ma anche micidiali ordigni di devastazione, benché
pochi ormai ci facciano caso: si fa l'abitudine anche alla tragedia, se questa
è quotidiana.
Su una superficie di 434 mila kmq vivono 20/22 milioni di abitanti, 62%
musulmani sciiti, il 34% sunniti, il 3,5% cristiani, soprattutto cattolici di
rito caldeo, ma anche ortodossi e pochi protestanti. Sopravvivono ancora
antichi monasteri, conventi e santuari. A Baghdad, la capitale, sono attive 31
parrocchie: alta la percentuale di praticanti. Antiche pratiche sono ancora in
vigore come il "Digiuno di Giona": tre giorni di rigoroso digiuno che aprono il
grande periodo liturgico della Quaresima. Fiorente la comunità
cristiana, che negli ultimi 40 anni ha visto costruire chiese al ritmo di una
ogni due anni.
Olga è una suora di 37 anni, laureata in chimica, appartenente
alla Chiesa assira. Ha ripristinato l'esperienza monastica femminile dopo 700
anni d'interruzione, fondando una nuova congregazione. Il cristianesimo ha in
Iraq prospettive di futuro. Ma è una Chiesa al lume di candela. Le
funzioni religiose spesso terminano proprio così, dato l'ostinato
embargo voluto dalla comunità occidentale che ha ridotto la nazione al
limite della sopravvivenza. Chi ci rimette sono le fasce più deboli:
malattie, inappetenza, mancanza di lavoro, precarietà.
Il campo scuola che i salesiani di Terra Santa hanno organizzato la
scorsa estate ha visto la partecipazione straordinaria ed entusiasta di circa
500 giovani. Forti i contenuti: catechesi, riflessioni, dibattiti, colloqui,
canto, danza, gioco: gli ingredienti più testati del metodo salesiano,
che ha conquistato tanto i partecipanti, le autorità religiose e civili
che ora gli irakeni attendono i salesiani quasi con smania: ormai sono
tantissimi gli "Asdiqâ Don Bosco" gli amici di Don Bosco.