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LETTERA AI GIOVANI
Aprile 2000 Viaggiare è un verbo assai comune oggi. Viaggiano tutti e con tutti i mezzi. Un tempo era più comune camminare, perché i mezzi di trasporto erano pochi e scomodi. e nell'ambito ecclesiale il sostantivo più in voga era "pellegrinaggio". Ogni pellegrinaggio aveva una meta. Siamo chiamati a non smarrire la meta. VIVERE IL 2000 "QUO VADIS?": Carissima/o, Tutti conosciamo la tentazione di Pietro di lasciare, di darsi per vinto. Abbiamo bisogno di riprendere le redini del nostro peregrinare e ritrovare la direzione e la meta dei nostri passi. "Ho sbagliato, non so più cosa fare - è la confessione di Cristian - Ho perso la bussola". Ventiquattro anni buttati via per niente. E' bastato uno svarione sentimentale per cancellare un cammino di fede, d'impegno, di testimonianza". E' sufficiente, e necessario, che tu ritorni alla fiducia, riprenda la certezza di poterti rifare. Ci siamo dati l'appuntamento a Roma per la messa a punto di un cuore inquieto. Quo vadis, Cristian? E' urgente sentirsi sulla pelle la domanda di Pietro a Gesù. Torna alla vita, all'impegno. Lo sai anche tu che il cuore rimane inquieto, se non riposa in Cristo. Una telefonata interrompe i miei pensieri, le mie pratiche d'ufficio: "Sono io. Andrea! Ho dato la mia disponibilità come volontario quest'estate a Roma per il Giubileo dei giovani. Sono a mille. Ho voluto dirtelo, perché questo mi carica". Quella telefonata ha fatto bene a entrambi. Dove c'è entusiasmo, c'è vita. Va', Andrea, e non voltarti indietro: mettersi in cammino significa andare incontro alle risposte che si stanno cercando. Il senso stesso della vita è il viaggio. Roma ti aspetta. Il Cardinale Stefan Wyszynski scriveva: "Dio è più vicino di quanto pensiamo. In genere noi lo cerchiamo troppo lontano". Quo vadis, Cristian? Tu sai la strada percorsa da Gesù. Chiediti dove stai dirigendo la prua della tua barca. I primi apostoli chiesero al Maestro: "Dove abiti?". La stessa cosa fanno i pellegrini che varcano "la Porta Santa". Sulla scrivania da tempo tengo prezioso questo programma di vita. "Per essere prete è necessaria una mano di ferro per dominare le proprie passioni; un cuore d'oro per effondere intorno a sé una serafica carità e un'anima di fuoco per incendiare il mondo". In questo momento vorrei riscaldare il tuo cuore, per metterti sulla strada dell'itineranza spirituale, affiancarmi come tuo compagno di viaggio. La Porta Santa ci ricorda l'amore misericordioso di Dio. Dio ha diviso in 100 parti la compassione. Se n'è tenute 99 e l'ultima l'ha data all'uomo. Suggestiva l'immagine. Se vogliamo immergerci nella misericordia di Dio è necessario partire da quella centesima parte di compassione che, tradotta dalla bocca di Pietro, dice: Tu solo hai parole di vita eterna. Ciao
Carlo Terraneo
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