IL DOCTOR J.
di Jean François Meurs

HUMOR SI', INSOLENZA NO!

Caro doctor J., Mio figlio di 14 anni è rientrato con una T-shirt che sfoggiava un Bart-Simpson senza mutande. Suppongo che questo voglia dire qualcosa, ma che cosa? Durante la cena i miei figli si sono messi a fare commenti su quei fumetti, e a sganasciarsi dalle risate, mettendo in evidenza le scene dove il personaggio principale si abbandona senza ritegno a varie scurrilità. Poi cominciarono a imitare il suo modo di mangiare rumorosamente. Allora ho ripreso le redini in mano a modo mio, e ho piazzato un sonoro rutto. Mi hanno guardato shockati. Ho detto che ero felice di constatare che anch'essi volevano dei limiti. Nella discussione che è seguita, hanno assicurato di non volere assolutamente assomigliare ai Simpson, anche se provavano piacere ai loro modi disgustosi. E poiché tutti erano infatuati di questi personaggi, non dovrebbe essere così grave fare come loro... Un argomento che non mi ha soddisfatto! Che cosa dire di questo fenomeno di società? (Una mamma di quattro adolescenti piuttosto perplessa - Pistoia)

Cara mamma,
la grossolanità trova un terreno favorevole nella psicologia dell'adolescente: esprime l'insicurezza nella quale si trova, sconcertato dalle trasformazioni del suo corpo e talora deluso dalla sua figura: piedi smisurati, brufoli, peli. Egli scopre una nuova difficoltà nella padronanza del suo corpo e delle sue funzioni. Il fenomeno è ben conosciuto dagli educatori che parlano di regressione allo stadio anale, che si traduce in un'attrattiva momentanea per la sporcizia e anche per il linguaggio triviale che evoca gli escrementi o le funzioni genitali.

Poiché l'atteggiamento dei genitori cambia di fronte al loro corpo che diventa adulto, i ragazzi si domandano che cosa significhi questo: sono diventati meno amabili? Più deludenti? Più pericolosi? O sono impresentabili? L'attrazione verso le cose di cattivo gusto è utilizzata dal giovane, proprio perché non manca mai di provocare la reazione energica dei genitori. E' nel tentativo di shockare gli adulti che essi si lasciano andare a scorrettezze a volte tutto sommato molto banali: forse intuiscono che gli adulti sono fragili di fronte a queste realtà.
Certamente si accorgono che i loro genitori non sono gli eroi che credevano. E questo tende ad accreditare una genere di fumetti come i Simpson. Bart, il padre, è un adulto antieroe che non si fa alcun problema della sua mediocrità. Privo di morale, egli si abbandona alla più puerile permissività. Non ci sono vie di mezzo: o si resta shockati o si scoppia dal ridere.

L'insolenza e la grossolanità fanno parte delle strategie dell'adolescente per cercare un equilibrio tra ciò che in lui rassomiglia ai modi di essere dei suoi genitori e ciò che costituisce la sua peculiarità. Si tratta di una ricerca di identità. Nella sua coscienza egli pensa: "Io non sono quello che voi credete! E voi non siete quello che apparite! Non mi piace ciò che mi proponete, e molte vostre convinzioni mi fanno ridere.". Segretamente però egli spera che i suoi genitori non crollino sotto i suoi colpi, altrimenti non avrebbe più riferimenti.
E' anche vero che la psicologia non spiega tutto.La nostra epoca censura molto meno che altre i fenomeni regressivi e la grossolanità: la trasgressione fa un po' parte della fisionomia del nostro tempo. Per di più, la società sfrutta questi fenomeni a livello commerciale. Bart Simpson è un consumatore lobotomizzato che cede a tutte le tentazioni del mercato, e cade in tutte le trappole come un fesso. La serie dei Simpson potrebbe funzionare come un avvertimento, ma purtroppo favorisce certe malsane imitazioni.

Molti giovani imitano i Simpson nelle loro cose peggiori,perché si sentono scarti di una società dove si percepiscono come un rifiuto del ventre della madre, che non voleva il loro concepimento. L'ingiuria sei un aborto! ha sempre successo. Se la trivialità è di moda, è anche perché la società diffonde una confusione negli ideali: essa lascia supporre che tutto va bene, che non esistono verità universali, e nemmeno gerarchie di valori. Questa melassa ugualitaria annulla le differenze, uccide il rispetto ed è rivelatrice di un deficit di regole e di riferimenti.

Si comprende allora lo shock dei ragazzi, quando vedono la inusuale reazione della mamma che sembra abdicare ai suoi valori! Tutti. ma non la mamma! D'altronde nei Simpson, madre e figlia sono le sole persone assennate, guardiane della morale e del civismo in una società immonda.
Il suo gesto teatrale, signora, ha avuto il merito di essere sottilmente umoristico, ma sarà difficile ripeterlo!. E' certo, infatti, che gli educatori dovranno talora dire un no molto deciso davanti a comportamenti troppo regressivi e alienanti. In compenso, nei casi più comuni, devono dar prova di flessibilità, evitando di invischiarsi in atteggiamenti troppo puritani. Devono insomma agire con un certo humor, mostrando di aver compreso ciò che succede senza rendersene complici.