RICORDO DI UN GRANDE
Vent'anni fa moriva don Luigi Cocco, un missionario di grande
caratura, che ha speso gran parte della sua vita nell'Alto Orinoco (venezuela),
dove ha fondato la prima missione salesiana e iniziato la civilizzazione degli
Yanomami. "Don Vigù", come molti
lo chiamavano affettuosamente, era una vocazione "adulta". Ordinato a
trent'anni, era convintissimo del passo fatto. Fu destinato all'oratorio di
Valdocco, dove si fece tanto apprezzare che, a 60 anni di distanza, è
vivissimo nel ricordo dei "ragazzi di allora!". Attivo e intraprendente, ne
pensava ogni giorno qualcuna per i suoi ragazzi. Fu lui che fondò le
colonie estive di Oulx e Santa Chiara in Val di Susa. Sono ancora attive. Nei
tempi difficili della guerra rischiò più volte la vita per
nascondere all'oratorio "ricercati", senza distinzione di razza, colore o
bandiera. Non guardava la carta di identità delle persone, guardava il
cuore, soprattutto il suo. Atti di eroismo spicciolo, poco noti e ancor meno
documentati, che sono impressi a fuoco nel cuore e nella mente di chi dal suo
coraggio e dalla sua bontà è stato salvato. E non sono pochi
questi fortunati. All'inizio degli anni
'50, d'improvviso, la grande svolta. Non gli
bastava più Valdocco. Gli mancava qualcosa, il suo grande cuore anelava
a vette più alte. Fece domanda per le missioni, un due tre volte,
finché non convinse i superiori che gli affidarono la prima missione
salesiana nel territorio degli indios Yanomami, non ancora raggiunti dalla
"civiltà". Ci si buttò a corpo morto: fondò la missione di
S. Maria de los Guajcas, dissodò il terreno, costruì un
villaggio, una cappella, un ospedale e perfino un aeroporto in terra battuta
per i piccoli aerei che recavano i rifornimenti. Oggi è il più
importante aeroporto di tutta la zona amazzonica.
Il suo lavoro fu riconosciuto con l'assegnazione della medaglia
"Franciso Miranda", e nel '66 con la decorazione FAV (Croce al merito delle
forze aeree venezuelane). Poi venne il diploma di "Amico del Venezuela". Fece
scoprire al mondo la grande e fiera cultura yanomami con il libro/enciclopedia
"Parima, dove la terra non accoglie i morti", una vera "summa" di oltre
500 pagine, il più accurato, completo e dettagliato lavoro finora edito.
Diceva: "Posso gloriarmi di essere diventato uno di loro. Con loro ho condiviso
(per 17 anni n.d.r.) il cibo, ho curato le loro ferite, li ho
rappacificati nelle risse, ho tollerato i loro capricci.". Per salvare la loro
cultura fece pressione sul governo fino a far dichiarare il territorio
amazzonico venezuelano "Parco e riserva nazionale", sottraendolo dallo
sfruttamento indiscriminato. Agli Yanomami diede tutto, fino a fiaccarsi nel fisico, ma mai
nello spirito. Fu richiamato a Torino mentre al suo posto erano da tempo giunte
due Figli di Maria Ausiliatrice, sr. Maddalena Mosso e sr. Felicita Supertino.
Fino alla sua morte continuò a darsi d'attorno girando l'Italia con
diapositive, filmati e tenendo conferenze, dibattiti, tavole rotonde per
propagandare la cultura dei suoi figli della foresta. Fino alla morte, avvenuta
nel 1980. Per saperne di più: Cesare Cerrato, "Don Luigi Cocco",
Ed. Elledici.
di Nicola Caronia