ON LINE 2

RICORDO DI UN GRANDE
di Nicola Caronia

Vent'anni fa moriva don Luigi Cocco, un missionario di grande caratura, che ha speso gran parte della sua vita nell'Alto Orinoco (venezuela), dove ha fondato la prima missione salesiana e iniziato la civilizzazione degli Yanomami.

"Don Vigù", come molti lo chiamavano affettuosamente, era una vocazione "adulta". Ordinato a trent'anni, era convintissimo del passo fatto. Fu destinato all'oratorio di Valdocco, dove si fece tanto apprezzare che, a 60 anni di distanza, è vivissimo nel ricordo dei "ragazzi di allora!". Attivo e intraprendente, ne pensava ogni giorno qualcuna per i suoi ragazzi. Fu lui che fondò le colonie estive di Oulx e Santa Chiara in Val di Susa. Sono ancora attive. Nei tempi difficili della guerra rischiò più volte la vita per nascondere all'oratorio "ricercati", senza distinzione di razza, colore o bandiera. Non guardava la carta di identità delle persone, guardava il cuore, soprattutto il suo. Atti di eroismo spicciolo, poco noti e ancor meno documentati, che sono impressi a fuoco nel cuore e nella mente di chi dal suo coraggio e dalla sua bontà è stato salvato. E non sono pochi questi fortunati.

All'inizio degli anni '50, d'improvviso, la grande svolta. Non gli bastava più Valdocco. Gli mancava qualcosa, il suo grande cuore anelava a vette più alte. Fece domanda per le missioni, un due tre volte, finché non convinse i superiori che gli affidarono la prima missione salesiana nel territorio degli indios Yanomami, non ancora raggiunti dalla "civiltà". Ci si buttò a corpo morto: fondò la missione di S. Maria de los Guajcas, dissodò il terreno, costruì un villaggio, una cappella, un ospedale e perfino un aeroporto in terra battuta per i piccoli aerei che recavano i rifornimenti. Oggi è il più importante aeroporto di tutta la zona amazzonica.

Il suo lavoro fu riconosciuto con l'assegnazione della medaglia "Franciso Miranda", e nel '66 con la decorazione FAV (Croce al merito delle forze aeree venezuelane). Poi venne il diploma di "Amico del Venezuela". Fece scoprire al mondo la grande e fiera cultura yanomami con il libro/enciclopedia "Parima, dove la terra non accoglie i morti", una vera "summa" di oltre 500 pagine, il più accurato, completo e dettagliato lavoro finora edito. Diceva: "Posso gloriarmi di essere diventato uno di loro. Con loro ho condiviso (per 17 anni n.d.r.) il cibo, ho curato le loro ferite, li ho rappacificati nelle risse, ho tollerato i loro capricci.". Per salvare la loro cultura fece pressione sul governo fino a far dichiarare il territorio amazzonico venezuelano "Parco e riserva nazionale", sottraendolo dallo sfruttamento indiscriminato.

Agli Yanomami diede tutto, fino a fiaccarsi nel fisico, ma mai nello spirito. Fu richiamato a Torino mentre al suo posto erano da tempo giunte due Figli di Maria Ausiliatrice, sr. Maddalena Mosso e sr. Felicita Supertino. Fino alla sua morte continuò a darsi d'attorno girando l'Italia con diapositive, filmati e tenendo conferenze, dibattiti, tavole rotonde per propagandare la cultura dei suoi figli della foresta. Fino alla morte, avvenuta nel 1980.

Per saperne di più: Cesare Cerrato, "Don Luigi Cocco", Ed. Elledici.