TERZO MILLENNIO
di Juan E. Vecchi

QUESTIONI PENDENTI
BAMBINI LAVORATORI

La globalizzazione va forte. Ma non su tutti i fronti. Quella "economica" si impone: trasferimento di capitali e di imprese lì dove i costi sono minori, apertura dei mercati, ecc. Ma c'è un'altra globalizzazione, davvero urgente: è quella che deve garantire la dignità di ogni persona, a partire dai bambini, in qualsiasi parte della terra, per solidarietà tra i poteri e i popoli.

Il Papa ha detto ai pellegrini del Senegal: "Non vi rassegnate a un mondo in cui l'uomo non è rispettato nella sua dignità" (Osservatore Romano, 3 settembre 2000). Questa è stata la consegna del 2000, anno giubilare La globalizzazione della solidarietà sulla base di un nuovo umanesimo va a rilento. A ciò si riferiscono le "questioni pendenti" che andrò presentando lungo il corso di questo primo anno del III millennio.
Le spese umane di vistosi progressi ricadono più pesantemente sulle parti deboli della società.
Una di queste parti deboli sono certamente i bambini e i ragazzi. Sui loro diritti ci sono solenni dichiarazioni di istituzioni internazionali. Quella ragazzina, di una famosa striscia, Mafalda, di fronte alla dichiarazione dell'ONU sui diritti dei bambini fa questo commento: "Che non capiti con i diritti dei bambini quello che è capitato con i dieci comandamenti". Cioè che li osserva chi vuole.
Infatti tra la dichiarazione e l'applicazione c'è di mezzo la volontà umana, perché manca l'autorità capace di tagliare secco dove tali diritti sono gravemente violati da poteri locali.