GIOVANI

IL Forum Internazionale del MGS (Movimento Giovanile Salesiano) al Colle Don Bosco

UTOPIA GIOVANE
di Maria Antonia Chinello

Al Colle Don Bosco, nell'agosto scorso, circa 220 giovani dei cinque continenti si sono ritrovati per dare vita al primo raduno internazionale del MGS.
L'opera di don Bosco e di madre Mazzarello hanno un futuro: cammina con i loro passi, accarezza con le loro mani, sceglie i più poveri.

Nella settimana, che ha preceduto gli appuntamenti romani della Giornata Mondiale
della Gioventù, i giovani delegati di Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice del mondo si sono scambiati esperienze sull'animazione salesiana nei propri paesi, hanno ascoltato testimoni del presente e del passato, hanno visitato i luoghi dove ha avuto inizio il carisma, e hanno tracciato linee per meglio servire la Chiesa e i giovani nel futuro.

RISPOSTE PER IL DOMANI DELLA TERRA
I giovani del "senza": senza pace, senza lavoro, senza istruzione, senza famiglia, senza interlocutori, senza fede, senza salute. È il quadro forse un po' negativo, risultato dalla condivisione sulle domande giovanili e sulle povertà più urgenti che si incontrano nelle realtà continentali studiate dai partecipanti al Forum del Movimento Giovanile Salesiano (MGS).
In Africa, all'instabilità politica, alle guerre infinite, alla corruzione, all'incertezza sul futuro si aggiunge la piaga dell'AIDS, che decima le nuove generazioni. La globalizzazione invade le città, i villaggi. Le famiglie sono disorientate, confuse. I valori che finora hanno retto le società vengono meno. Il sincretismo religioso si diffonde; la giovane donna è sempre più perdente, in una società che fatica a trovare equilibrio tra modernità e tradizione.
L'Asia rivela tinte oscure che incidono fortemente sul presente e sul futuro delle generazioni. Le nuove tecnologie, i media affascinano e contribuiscono ad ampliare una realtà divisa: molti poveri sempre più poveri e pochi ricchi sempre più ricchi. I giovani si vendono per soldi a partiti politici affamati solo di grandi masse: I cristiani, ridotti a minoranza, non riescono a incidere sul sociale e a ridurre le distanze tra i gruppi. Il dialogo tra le religioni che compongono il mosaico asiatico è difficile, c'è la tendenza ad arroccarsi su posizioni di difesa.
L'Europa si dibatte tra povertà antiche e nuove, che si radicano soprattutto nella solitudine dei giovani. C'è disorientamento, mancanza di lavoro. Gli adulti non hanno più tempo per ascoltare. Si abbassa sempre più, e senza supporti formativi, la soglia dell'età in cui i giovani fanno scelte determinanti: adulti bambini o bambini cresciuti troppo in fretta?
L'America è impegnata a trovare risposte a sfide cocenti. Al Nord, si lamentano la diffusione dell'analfabetismo, la mancanza di modelli in campo politico, sociale e religioso. Si denota l'affermazione sempre più forte di un fondamentalismo religioso che si oppone a un lassismo in campo morale. Il disorientamento dei giovani non trova nel benessere e nel consumismo alcuna risposta. Il Centro e il Sud del continente insistono sulla disgregazione familiare con il conseguente incremento di ragazzi e ragazze abbandonati dalla famiglia, che ingrossano le file della marginalità e dell'esclusione sociale. La perdita dei riferimenti culturali, l'apatia sociale e politica e una crescente disoccupazione a causa di politiche economiche neoliberiste ed economia globalizzata fanno sì che un maggior numero di popolazioni ingrossino le liste dei poveri.

UNA CHIESA GIOVANE
Due ospiti illustri hanno lasciato ai giovani il loro messaggio di speranza. Il vescovo salesiano indiano Thomas Menamparampil ha affermato: ""Davanti ad ogni necessità umana c'è sempre una risposta, e sempre c'è qualcuno che può rispondere. Questo qualcuno sei tu. Il lavoro per la pace non è un'attività popolare in questo tempo di eroi di guerra: abbiamo bisogno di apprendere dalla saggezza di ognuno; c'è urgenza di costruttori di pace". A sua volta il vescovo di Livorno monsignor Abbondi ha detto ai giovani che "incontrare" è una parola chiave per loro, per vivere una vita cristiana autentica. Non devono accontentarsi di un "cristianesimo di bricolage". Le sfide più urgenti oggi sono mettere Cristo al centro, costruire la comunione, vivere il senso profondo della sessualità, esprimere la gratuità come attitudine.

GUARDARE AVANTI
Il Forum si è concluso con un messaggio dei giovani ai giovani. Il Manifesto sottolinea la varietà di luoghi e di culture di provenienza dei partecipanti all'incontro mondiale, ma nello stesso tempo ne evidenzia l'unità nella passione per la vita, nell'assunzione del Vangelo come orientamento dell'esistenza, nell'opzione per i più poveri e nel riconoscersi in uno stile proprio del Movimento. "I giovani - recita il testo - si sentono chiamati a impegnarsi nei molteplici aspetti che implica l'esperienza di una fede vissuta nel quotidiano con gli occhi e il cuore di don Bosco e di Madre Mazzarello, che sono i modelli in cui si identifica il MGS".
I giovani si sono impegnati ad assumere la fede cristiana nel quotidiano, a testimoniare la vita assumendo i nuovi linguaggi e i simboli adeguati al mondo giovanile attuale. Desiderano essere presenti nell'ambito socio-politico, con particolare riferimento al mondo giovanile; promuovere la formazione integrale; incrementare il protagonismo dei giovani rinnovare l'opzione preferenziale per i poveri "uscendo dai muri conosciuti incontro agli immigrati e agli ultimi là dove sono, rispondendo concretamente ai problemi della droga, della violenza, dell'omosessualità, dell'AIDS, all'apatia, alla solitudine, all'individualismo dei giovani". Infine, una richiesta pressante ed esplicita: "In tutta sincerità e schiettezza il MGS chiede a salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice che facciano una chiara scelta per i più poveri e bisognosi".