MISSIONI

L'opera salesiana di Morelia nel Messico compie 100 anni di fruttuosa presenza.

VICENDE CENTENARIE
di Francisco Castellanos

È una delle città più belle del Messico: il duomo é un gioiello architettonico, i numerosi edifici in pietra, i molti monumenti, l'acquedotto, le fontane fanno di Morelia una città da vedere. All'inizio del XX secolo aveva circa 50.000 abitanti: brava gente e di profonda fede cristiana. Lì arrivarono i salesiani...
C'erano buone scuole nella città, ma nessuna istituzione educativa cristiana per i figli del popolo; la gioventù cresceva senza religione, e numerosi adolescenti e giovani cadevano vittime del vizio. Nel 1896 un gruppo di cattolici moreliani animati dall'Arcivescovo Ignacio Ariciga, si misero in contatto con i salesiani che già avevano due opere, una a Città del Messico e l'altra a Puebla. Quando le trattative si conclusero, poté cominciare a Morelia una nuova avventura dei figli di Don Bosco.
Arrivarono l'8 gennaio 1901, inviati da don Rua, don Paolo Montaldo, direttore, don Clodoveo Castelli che era già in Messico, i chierici Giovanni Bertazzo, Alberto Pattini e Giacomo Szaforz, i coadiutori Giovani Battista Bertolotti, e Antonio Ruggeri. Alla stazione ferroviaria gli diedero il benvenuto i canonici della cattedrale, molti sacerdoti e i rappresentanti personali dell'Arcivescovo. Dopo qualche giorno di gran daffare per preparare i locali, hanno potuto procedere all'inaugurazione, il 20 gennaio, alla presenza del nuovo arcivescovo Atenògenes Silva e di altre autorità civili e religiose.

L'AVVIO
Il collegio iniziò con tre laboratori: sartoria, calzoleria e falegnameria. Alcuni allievi si dedicarono anche all'agricoltura. Il primo anno frequentarono solo 40 ragazzi. Negli anni seguenti il collegio andò migliorando: gli alunni aumentarono e si aggiunsero i laboratori di tipografia e meccanica. Il collegio ben presto acquistò fama, ma per alcuni anni gli scolari non furono moltissimi soprattutto a causa dell'endemica carenza di locali. La prima cosa che si cercò fu un luogo per la cappella. Fiorirono le vocazioni. Nel 1905 iniziò la costruzione della chiesa di Maria Ausiliatrice. L'Architetto Adriano Giombini preparò i disegni e il coadiutore Pietro Tagliaferri diresse i lavori. Due anni dopo, il 29 dicembre, venne solennemente inaugurata, e ben presto fu meta di numerosi devoti, tanto da diventare sorprendentemente popolare in tutta la zona e fuori.

MOMENTI DIFFICILI
La stima e la fiducia della gente di Morelia per i salesiani venne alla luce soprattutto ai tempi della rivoluzione messicana. Nel luglio del 1914 i rivoluzionari carranzisti avevano preso Morelia. Il 24 settembre tutti i sacerdoti stranieri furono convocati al Palazzo del Governo; tra i salesiani tre erano stranieri, don Scamuzzi, don Croce e don Kock che si presentarono alle autorità, com'era stato ordinato. Essi ricevettero l'ordine di lasciare immediatamente paese. Ma i capi rivoluzionari non avevano fatto i conti con la gente, che non si rassegnò a perdere i suoi padrecitos. Il giorno 25 infatti circa duemila persone si assembrarono sotto il palazzo del Governo, obbligando le autorità a revocare l'ordine di espulsione. Il mese seguente venne messo in atto un altro tentativo per cacciare i salesiani, ma gli innumerevoli amici sparsi ovunque, anche tra le autorità, ottennero ancora una volta che fossero lasciati al loro posto a continuare il prezioso lavoro di educazione dei ragazzi e della gente povera. Non accadde la stessa cosa per altri religiosi che dovettero abbandonare il paese.
Negli anni 1915/16 aumentarono contrasti e difficoltà, tanto che i salesiani dovettero rifugiarsi a Città del Messico. Il solo don Croce restò al suo posto con alcuni coadiutori. Il collegio fu sequestrato per alcuni mesi e i confratelli furono costretti ad abitare in una casa privata, guadagnandosi il pane col lavoro delle proprie mani. Nel 1916 si riacquistò il collegio e i salesiani rincominciarono la loro attività educativa.
Nel periodo di Calles (1926-30), ci fu persecuzione religiosa, ma i collegi salesiani poterono continuare la loro opera educativa. Quando sembrava che il pericolo fosse passato, fra il 1935 e il 1936, il governo di Càrdenas s'impadronì dei quattro collegi salesiani della Repubblica messicana e i confratelli dovettero ricorrere a tutta la loro inventiva e creatività per continuare.

I TEMPI EROICI
Dal 1936 al 1941 per i pochi salesiani rimasti a Morelia furono tempi eroici. Erano solo quattro, tre preti e un coadiutore, ma non si scoraggiarono, anche se il collegio era stato requisito dal governo, e rimaneva loro solo il tempio. Presero in affitto una piccola costruzione, la casita, e vi organizzarono una scuola e un oratorio festivo. Alcuni ex allievi ricordano: "Poiché il governo aveva proibito le scuole cattoliche, noi alunni arrivavamo a gruppetti sparsi per non dare nell'occhio con pochi libri e i quaderni nascosti sotto la camicia". E' proprio vero che le ore disperate spesso si rivelano le ore migliori: questi tempi infatti diedero ottime vocazioni.
Col regime del presidente Camacho ci fu più tolleranza e fu possibile avere una scuola perfettamente funzionante, benché di ridotte dimensioni e solo a livello elementare. Nel 1951 con grande gioia si celebrarono i cinquant'anni dell'opera di Morelia e da allora le cose andarono, si può ben dire, a gonfie vele. Nello stesso anno del cinquantenario venne restituito il collegio sequestrato nel 1936, i salesiani aumentarono grazie a nuove vocazioni e a quelli che poterono tornare dell'esilio; nell'edificio rimodernato crebbe considerevolmente il numero degli allievi; l'oratorio festivo prese nuovo incremento. Ma non si ritornò più al regime d'internato, né si riaprì la scuola di arti e mestieri: i tempi erano cambiati. Si incrementarono invece l'Unione exallievi, i Cooperatori salesiani, e l'Associazione di Maria Ausiliatrice.
Negli anni '60, si aggiunse alla scuola elementare il ginnasio. Gli anni '70 furono caratterizzati dalla crisi vocazionale, dopo l'ondata per certi versi devastante della rivoluzione sessantottina. Nuovamente il personale di Morelia si ridusse a quattro salesiani, ma il lavoro non diminuì; con l'aiuto di collaboratori laici si mantennero lo stesse opere.

GLI ULTIMI ANNI
La ripresa degli anni '90 ha visto nuovo incremento: si è potuto aggiungere alla elementare e al ginnasio anche il liceo. Il collegio è stato rimodernato e nuovi impianti hanno completato l'opera. Morelia continuerà a tessere la sua storia lungo il secolo XXI.