LETTERA AI GIOVANI

Gennaio 2001 Il primo mese del primo anno del terzo millennio. Vorrei affrontare, in queste mie lettere indirizzate a te che percorri con le tue giovani gambe i sentieri dell'era tecno/informatica, problemi che restano aperti e che ti impongono scelte e perse di posizione. ma stavolta la parola la lascio a te!

STAMMI A SENTIRE ANIMA AL CORPO

Carissimo/a
so quello che vuoi dirmi quando vieni a parlarmi: vuoi parlare tu, vuoi che ti ascolti! Ascolto, dì pure.

"Non darmi risposte. Stammi a sentire. Le mie stesse domande possono diventare difficili o scomode se tenti una battuta di ritorno. Ricordi Azzurro di Celentano? Cerco qualcuno con cui chiacchierare.
Sono un ragazzo alla vigilia dell'esame di laurea. Fra qualche mese, se tutto va bene, sarò medico. Eppure i miei mi trattano come se non avessi un corpo, come se fossi asessuato.

Tu mi continui a ripetere di dare un'anima al corpo.
Sono contraddittorio e ambivalente. Mi comporto come tutti. Sento il corpo mio e solo mio. Vivo una specie di narcosi, di ubriacatura. Il sesso ha intaccato la mia psiche.
Quello che vedo, che sento, che provo, mi dà l'idea di un parco giochi. A sera ritorna il silenzio, il buio è una grande nostalgia d'innocenza.
Percepisco il mio corpo estraneo, sazio, ingombrante. Mi nasce la paura del corpo. La statura è stata il mio tormento fino al liceo, per gli altri ero lo spilungone: tutto gambe e braccia, dinoccolato, poco armonico.
Che fatica accettarmi. La gioia e la tristezza, il timore e la speranza convivono in me. Se non voglio rimanere bruco, come mi dici tu, devo darmi una mossa.
Una dieta per il mio fisico non è male. Mi piaccio e piaccio se longilineo, asciutto. Faccio palestra per avere una muscolatura da palestra. I pesi non mi sciupano, posso accettare le fatiche dell'anima.
Amore, gioia, pazienza, benevolenza, fedeltà, mitezza, dominio di sé sono i frutti dello Spirito, mi dici citando S. Paolo. E' un bel vivere. Non sono ancora una farfalla se concludo confidandoti, perché convinto, che il corpo non è un oggetto di consumo o un oggetto di lusso, il cui piacere o possesso ti rendano felice. Il sesso senza amore somiglia più alla notte, all'alienazione, alla morte. Il corpo non può essere dissociato dalla mente. Sarebbe patologia.

Il sesso non è fine a se stesso, non è una divinità.
Se non s'impara ad ascoltar la voce che c'è dentro di noi, ci si può trovare sprovveduti, senza senso, senza futuro, senza voglia di ricominciare da capo. C'è un fiume sotterraneo che scorre silenzioso dentro di noi. Disseta e dà vita, riappropria scelte, decisioni e orientamenti. Sto imparando, non sto dando i numeri. E' la fissa: le mie domande sono anche le mie risposte. Non voglio che la mia vita diventi un terno al lotto".

Hai parlato tu e. hai detto cose giuste, mi pare. Ciao.
Carlo Terraneo