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Che cosa sono i riti di passaggio
Con questa espressione, ben nota agli antropologi e agli etnologi, si intende qualificare quelle determinate cerimonie attraverso le quali l'individuo, davanti alla comunità di cui fa parte, compie un passaggio da una condizione esistenziale a un'altra, da una fase della vita a un'altra. Questa spiegazione non è esaustiva, comunque vi si contemplano, per esempio, la nascita, l'infanzia, la giovinezza, la maturità, la vecchiaia e la morte. E non solo. Si tratta anche di dare il risalto che merita a esperienze importanti della vita come il matrimonio o la maternità, o come il ruolo di procurare il cibo o di difendere la propria casa e il proprio villaggio, per esempio. Inoltre la presenza degli anziani è fondamentale quando un iniziato o un'iniziata si sottopongono a questi riti. Perché essi sono i saggi, e hanno il compito di salvaguardare, lasciare intatta e tramandare l'identità etnica del proprio gruppo umano di appartenenza. Una costante essenziale dei riti di passaggio è poi l'elemento religioso o magico. Esso connota, permea, contraddistingue in modo netto e profondo ogni rito di passaggio. L'attenzione al divino, in ogni rito di passaggio, è di primaria importanza. Senza questa caratteristica la manifestazione stessa del rito di passaggio perderebbe ogni efficacia. Tutto considerato sono riti di passaggio anche il battesimo, la cresima, la comunione. |