Media territorio dei giovani?
di Maria Antonia Chinello
Per rispondere alla domanda occorre
mettersi dalla parte dei giovani,
immergersi nell'universo dei media,
attraversare la "terra di mezzo"
e trovare nodi di contatto,
di dialogo, di consapevolezza critica.
Il passaggio al III millennio è avvenuto. Il millennium bug ha
causato meno danni di quanto ci si aspettasse. Tutto tranquillo, dunque?
Ogni giorno assistiamo all'accelerazione del progresso tecnologico, che
determina cambiamenti nei nostri stili di vita. L'irruzione di Internet
nell'esistenza quotidiana offre la possibilità di lavorare in casa
anziché uscirne per andare in ufficio, di fare ricerche di studio a
raggio universale, di comprare e vendere senza recarsi nei negozi. I giovani,
spericolati internauti, corrono il rischio di venire travolti dalla tempesta di
stimoli e offerte che a valanga piovono dal pianeta media. Rischiano l' asfissia
da informazione. Tutti preoccupati, allora? Cerchiamo di fare sintesi
tra le domande, i sospetti, le acclamazioni che si agitano attorno al tema
"comunicazione e giovani". C'è, oltre agli interrogativi, la
necessità di un dialogo educativo, che generi un contributo positivo per
vivere il futuro con una dose in più di fiducia, con una marcia in
più per far avanzare la pace e la non violenza.
UN BINOMIO VINCENTE
Una delle manifestazioni più totalizzanti della cultura mediatica del
"villaggio globale" è la musica dei giovani. Il rapporto
giovani/musica è vitale. La genericamente chiamata musica rock e
la popular music sono diventate non soltanto un prodotto di consumo, ma
soprattutto un simbolo di identità, uno linguaggi più eloquenti
delle giovani generazioni. "La musica dei giovani è diventata per
loro così importante, significativa e vitalmente necessaria che la
sperimentano come "casa" da abitare, clima che si respira, tanto da generare un
gergo proprio, che solo loro conoscono e che permette di dialogare in
profondità". Lo afferma Tone Presern, docente presso la Facoltà
di Comunicazione sociale dell'Università Pontificia Salesiana di Roma.
La musica è la colonna sonora della vita: il vero rock parla sempre
della vita quotidiana nel tentativo, e qui sta il nocciolo della questione, di
allargare le pupille e le orecchie e di dare alla realtà una luce nuova,
diversa, spesso unica voce pubblica alternativa alla comunicazione ufficiale,
anche in situazioni di dittatura militare (Cfr. Argentina anni 1976-83).
Conoscere questo linguaggio offre agli educatori la possibilità di
capire meglio i giovani, il senso della musica, i loro modi di esprimersi e
comunicare, le loro speranze, i loro sogni e bisogni.
EDICOLA TEEN: UNA VITA FORMATO ROTOCALCO
Un universo sommerso, quasi conosciuto a educatori e genitori, ma consumato dai
giovani e sostenuto da una vivace e battagliera concorrenza è quello
della stampa giovanile. Riviste settimanali, mensili, quindicinali affollano le
edicole delle città. Perché gli adolescenti comprano e leggono?
La vita "formato rotocalco" che cosa offre ai giovanissimi? I suoi contenuti a
che livello interpellano adulti, genitori, insegnanti, educatori? Quale
rapporto e quale distanza c'è tra la proposta educativa della scuola e i
sogni "a buon prezzo" venduti dalle riviste? L'adolescenza è il momento
degli interrogativi e troppo spesso le domande trovano solo silenzi
imbarazzati. Le pagine colorate delle riviste dicono no al silenzio, e parlano
dei grandi temi dell'amore, dell'amicizia, della sessualità in modo
semplice e diretto. Attorno alla stampa giovanile, si percepisce una situazione
di grave "abbandono" in cui le giovanissime vengono a trovarsi nel bel mezzo
della stagione del risveglio dell'affettività e della sessualità:
le risposte che la scuola non dà, che la famiglia non sa c'è chi
le sforna settimana dopo settimana, con una grande capacità di renderle
appetibili, tanto da tener vivo un mercato più che remunerativo.
TV, LA GRANDE SORELLA?
La TV è l'atro grande territorio dei giovani. Sullo suo schermo sfilano
i big della canzone, del cinema e della radio, ma anche i "coetanei di
successo". È possibile ritrovare, attorno alla zona spettacolo, due
filoni: i grandi protagonisti di avventure difficilmente riproducibili, ma che
fanno sognare e sospirare, oppure quelli quotidiani, del tipo "uno di noi".
È un mondo fantastico, dove emerge la bellezza, la determinazione, il
fascino e l'originalità. L'obiettivo è attirare l'attenzione
sugli ingredienti che fanno il successo.
I personaggi delle serie televisive d'oltreoceano conquistano gusto e sogni di
giovanissime e giovanissimi: ci sono proprio tutti: da Baywatch Hawaii a Dawson
Creek, da Nash Bridges a X-Files. Muscoli maschili e
curve femminili, sorrisi e fascino, segreti e passioni, impegni e progetti per
il futuro. I personaggi rispecchiano le inquietudini e le incertezze delle
giovani lettrici. È questo che li rende "vicini", "veri", "amici".
Questa invasione di miti incontra, nella fase di definizione
dell'identità, l'esigenza dell'adolescente di trovare modelli a cui
riferirsi e su cui costruire la propria immagine futura. I protagonisti,
bellissimi e inossidabili, che passano da una tournée all'altra, che
riempiono di sé i set cinematografici e i palchi dei concerti, che
dormono in albergo e si cibano di birra e succhi di frutta sono gli ideali
scintillanti proposti alle giovanissime.
Ma dallo schermo non compare il vero più ordinario: dov'è scritta
la fatica del crescere? La noia, la solitudine che attraversano la vita di
tante e tanti adolescenti? Basta essere belle e in forma? Ottenere successo in
fretta e... mantenerlo? Essere "frizzanti" per emergere con la propria
originalità?
ATTRAVERSO "LA TERRA DI MEZZO"
Si fa strada una nuova forma di cultura giovanile, la cultura dei media da
consumare in solitudine nella propria stanza. Sono sempre più numerosi i
giovani che accedono ai vari media in privato, e i genitori sono totalmente
indifferenti a riguardo di ciò che i loro figli consumano. Non
intendiamo lanciare un grido di allarme, invitiamo però i genitori a
dialogare con i loro figli, provocandone la riflessione, a riguardo di quanto
essi ricevono dai media. È importante rendersi conto che viviamo in un
tempo in cui sembra che ci sia una inesauribile possibilità di scelta;
in realtà c'è una negativa convergenza riguardo ai contenuti.
Messaggi identici sono trasmessi da una moltitudine di voci e queste voci sono
guidate da un solo motivo, il profitto. In un sistema mediale così
commercializzato i cittadini più consapevoli devono unire le forze per
dar vita a una campagna politica con lo scopo di combattere per il bene dei
giovani. Che si tratti dei tentativi di diffondere materiali pornografici ed
erotici in modalità nascoste, o della pressione esercitata sulle giovani
donne per spingerle a cercare un fisico perfetto, dobbiamo garantire che ci
siano le leggi capaci di controllare l'industria, e sostenerne l'applicazione.