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Venire al mondo e andarsene dal mondo hanno un significato sociale e affettivo
estremamente importanti. Sono sempre un qualcosa che resta fissato nella
memoria e produce delle emozioni forti. Un neonato che emette i suoi primi
vagiti o una persona che esala l'ultimo respiro sono circostanze quasi sempre
destinate a ripercuotersi in particolare nel contesto ristretto in cui
avvengono: quello del nucleo familiare. Per noi occidentali l'esperienza della
nascita e della morte destano sentimenti e reazioni che vanno dallo stupore
allo smarrimento e prevedono una partecipazione interiore, o anche solo
formale, all'evento in sé, racchiuse nella sfera del privato.
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BOX 1 - RITI DI AGGREGAZIONE
Fra gli aborigeni australiani per favorire l'aggregazione del neonato alla famiglia o al gruppo umano vi è l'uso di mostrargli degli oggetti appartenuti ad antenati della sua famiglia. L'oggetto che il bambino piccolo afferrerà o indicherà, lo collegherà all'antenato anche in termini di trasmigrazione delle anime o reincarnazione. In Cina la scelta degli oggetti da parte del bambino può significare pure le sue future inclinazioni o ruoli sociali. Davanti al bambino sono esposti dei giocattoli che rappresentano strumenti di diversi mestieri, quello che lui prenderà in mano per primo, vaticina quale sarà il suo carattere, la sua professione, la sua identità sociale. Fra i riti di aggregazione del nascituro, che soprattutto in Africa o anche in India sono tuttora praticati, si possono citare: l'imposizione del nome o battesimo (esiste un nome che lo identifica come figlio, un altro nome come appartenente alla tribù, un altro è segreto con valenze magico-cosmiche per scacciare il malocchio, e un altro si assumerà ex novo al momento di diventare adulto); l'allattamento rituale; la prima dentizione; la foratura delle orecchie; la rasatura dei capelli. |
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BOX 2 - TRADIZIONI CINESI
Per far sì che il bambino diventi docile, tranquillo e obbediente, i cinesi usano fare questo cerimoniale il terzo giorno dopo la nascita: effettuato il primo bagno, il neonato è legato per i polsi con una cordicella rossa. Ad essa sono legate delle monete antiche o dei minuscoli balocchi. Trascorsi quattordici giorni, il bimbo viene slegato e alle manine sono fatte indossare dei braccialetti o collarini di corda di colore sempre rosso. Alla porta della stanza del bambino si può trovare appeso del carbone, per rendere la sua mente sveglia e intelligente. La ricchezza e la felicità sono propiziate dalla presenza di una pianticella. Sul letto del bambino inoltre, per quattordici giorni, rimangono appesi i pantaloni del papà. Sull'indumento è appiccicato un foglietto su cui uno scritto invita gli influssi malefici a entrare nei pantaloni piuttosto che nel proprio figlio. |
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BOX 3 -LE ANFIDROMIE
Nell'antica Grecia, quando si verificava una nascita, la sacralità dell'evento era espressa col cospargere la casa del nascituro di pece o si appendevano alla porta d'ingresso un ramoscello d'ulivo o un pezzo di lana, a seconda del sesso del neonato. Chiunque si avvicinava alla casa era così informato che fra quelle mura si respirava un'atmosfera sacra, dovuta all'evento della nascita. Allora chi non era della famiglia, doveva muoversi con circospezione per non contrarre l'impurità. Cinque giorni dopo la nascita si compiva il rito cosiddetto delle anfidromie (dal greco: correre intorno). Tutti coloro che avevano assistito o partecipato al parto dovevano fare un bagno purificatore e un membro della famiglia doveva fare un giro di corsa intorno all'altare domestico, tenendo in braccio il neonato. Tale cerimonia stava a indicare che il padre riconosceva il bambino e si prendeva la briga di allevarlo. |