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Giovanni Paolo II dichiara beati 32 salesiani uccisi durante la guerra civile spagnola

MARTIRI A VALENCIA
di Ramon Alberdi*

Non è facile né scontato, in Spagna, parlare dei martiri della guerra civile che dal 1936 al '39 turbò tanto profondamente la coscienza di tutta la nazione. È, al contrario, difficile e pericoloso perché, nonostante siano trascorsi 60 anni, quei tragici eventi continuano a suscitare risonanze contrastanti. Ma tacere non si può. I fatti sono fatti e non è possibile cancellarli.
Un disgraziato conflitto fratricida fu quello della guerra civile del 1936. Il problema più grande è tutto sul come interpretare l'aspetto religioso di quello scontro. E' risaputo che, dopo aver consultato l'episcopato spagnolo, papa Paolo VI decise nel 1964 di congelare per un certo lasso di tempo i processi di beatificazione dei martiri, soprattutto per evitare interpretazioni politiche che potevano strumentalizzare l'approccio essenzialmente religioso del fatto del martirio.
Verso il 1980 si pensò che la situazione fosse cambiata e maturata in modo da evitare la caduta in simili interpretazioni. Così nel 1883 l'attuale Pontefice dispose che i processi iniziati nelle varie diocesi fossero portati a termine in breve tempo. Ed effettivamente non tardò molto ad arrivare l'annuncio della prima beatificazione dei martiri della guerra spagnola: nel marzo del 1987 vennero ufficialmente dichiarati martiri tre suore carmelitane scalze, assassinate in Castiglia a Guadalajara, non lontano da Madrid nel luglio del 1936. Sono poi seguite diverse altre beatificazioni.

I MARTIRI SALESIANI
La causa di beatificazione dei martiri salesiani era in piedi fin dagli anni '50. Il processo canonico di quelli appartenenti alla vecchia ispettoria Tarragonese - che nel 1958 si divise nelle attuali ispettorie di Barcellona d Valencia - rimase iscritto nella diocesi di Valencia; il processo iniziato nella vecchia ispettoria Celtica fu trasferito a Madrid e quello dell'antica ispettoria Betica passò a Siviglia (in totale 97 persone di cui 90 salesiani, 2 Figlie di Maria Ausiliatrice e 5 cooperatori). Ora il processo del primo gruppo è giunto felicemente al termine. Con un decreto della Congregazione per le Cause dei Santi, promulgato il 20 dicembre 1999, la Santa Sede dichiarava che quelle persone furono uccise "in odium fidei" e che "affrontarono la morte per testimoniare la propria fedeltà a Dio e alla Chiesa".
Si tratta del padre ispettore don José Calasanz Marqués e trentuno compagni, tra i quali figurano due suore FMA e un cooperatore salesiano. La cerimonia di beatificazione avviene in questo mese di marzo, precisamente domenica 11 a San Pietro. Insieme a loro verranno beatificati altri martiri spagnoli della stessa guerra. Questo è il meraviglioso evento che la Famiglia Salesiana delle ispettorie di Barcellona e Valencia vive in questo mese.
Quando, nella seconda metà del secolo II la Chiesa di Smirne nell'Asia Minore comunicava alla vicina Chiesa di Frigia la notizia del martirio del proprio vescovo Policarpo e compagni lo faceva per conservare la memoria di coloro che avevano portato a termine la loro battaglia [per la fede], e anche come esempio e preparazione per quelli che stanno ancora combattendo. Mi pare che questa sia esattamente l'attitudine che oggi mantiene la Famiglia Salesiana in Spagna.

LA DINAMICA DEI FATTI
Seguendo il criterio geografico i martiri salesiani si possono riunire in due gruppi, quello di Valencia e quello di Barcellona. Il gruppo di Valencia è costituito da tutti coloro che subirono il martirio in questa città o poco lontano. Nel primo sottogruppo si incontrano nove salesiani, primo fra tutti l'ispettore don José Calasanz. Vennero arrestati il mercoledì 22 luglio. Il 16 avevano cominciato gli esercizi spirituali condotti proprio dal padre Calasanz. Dopo un lungo calvario vennero tutti uccisi in luoghi e circostanze diverse, l'ispettore subì la pena capitale il 29 luglio. Nel secondo sottogruppo si trovano due giovani sacerdoti della comunità di Alcoy (provincia di Alicante), che lì per lì si salvarono, ma furono presi e uccisi nell'autunno dello stesso anno.
Il gruppo di Barcellona, quelli cioè che furono trucidati in questa città o nei dintorni, si possono classificare in quattro sottogruppi. Il primo è formato dai salesiani della casa di Barcellona/Sarrià. Sono 12. Il direttore, don Francesco Bandrés Sáncez, fu arestato il 2 agosto e ucciso in un luogo sconosciuto. Il secondo gruppo è costituito dai confratelli di Barcellona/Tibidabo e il terzo da quelli di Barcellona/Roccaforte. Il quarto invece è composto dai due salesiani di S. Vicenç dels Horts, un villaggio a 15 km da Barcellona, e il quarto è costituito dalle due suore FMA Carmen Moreno Benítez e Amparo Carbonell Muñoz. Dalla casa di Girona proviene invece Julio Junyer Padern.

LA DINAMICA DEI FATTI
Alla ribellione militare del 17 luglio 1936 contro la II Repubblica Spagnola, seguì immediatamente la guerra. Fin dall'inizio di questa tragedia, precisamente nei giorni 18/19 luglio, capitarono dei fatti che possono essere letti e interpretati come una vera persecuzione religiosa. Non è possibile, infatti, spiegarli compiutamente attraverso una lettura politica, economica, sociale o sindacale. Lo storico inglese Hugh Thomas è giunto ad affermare che in nessun momento della storia europea, e forse mondiale, si è manifestato un odio tanto acceso contro la religione e tutte le sue opere. E, riferendosi ai salesiani assassinati in quella occasione, monsignor Olaechea, salesiano e arcivescovo di Valencia, scriveva nel 1957: Nessuna mente sana potrà mai porre in dubbio che furono uccisi a causa dell'odio che i loro giustizieri avevano contro Cristo. E così si sono anche pronunziati molti altri storici e testimoni contemporanei.
In tutti i modi, la scienza storica può e deve continuare a ricercare al fine di precisare e distinguere ancor meglio le cose. Senza alcun dubbio i 32 salesiani che abbiamo appena finito di ricordare avevano coscienza che i loro aggressori volevano ucciderli solo per la loro condizione di sacerdoti o religiosi, e di conseguenza, accettarono la morte per rimanere fedeli a Dio e non rinunciare alla propria fede. Per questo riempirono gli ultimi giorni e le ultime ore della loro vita di alcuni segni inequivocabili: per esempio dichiarando più di una volta di riporre la propria fiducia in Dio e di credere fermamente nella sua Provvidenza, aiutandosi reciprocamente con amore fraterno nelle sofferenze del carcere e dell'esilio, applicandosi senza posa alla preghiera, celebrando tutte le volte che potevano l'Eucarestia, concedendo il loro perdono a tutti, compresi i persecutori. Figliolo, diceva il salesiano laico Angel Ramos a un exallievo che l'aveva denunciato come religioso, che Dio ti perdoni il male che mi fai, come anch'io ti perdono.
Gli antichi padri della Chiesa riconoscevano in questa fortezza dei martiri la viva presenza di Dio, secondo la profezia di Isaia: Il Signore è Dio per sempre. Egli ha creato il mondo entro i suoi confini e non si stanca mai. Nessuno può capire a fondo la sua intelligenza, Egli dà energia a chi è affaticato e rende forte il debole [.] quelli che confidano nel Signore ricevono forze sempre nuove: camminano senza affannarsi, corrono senza stancarsi, volano con ali di aquila".
Questa profezia che, per il bene della Chiesa, si compì particolarmente durante le persecuzioni dei tre primi secoli, ora da circa 60 anni, si è fatta realtà nella vita e nella morte dei 31 salesiani spagnoli, compagni nel martirio di don José Calasanz Marqués, il quale, tra l'aprile e il maggio del 1886 aveva conosciuto personalmente don Bosco.

L'ELENCO DEI NUOVI BEATI SALESIANI
Sac. José Calasanz Marqués
Sac. Antonio Martín Hernández
Sac. Recaredo de los Ríos Fabregat
Sac. Juan Martorell Soria
Sac. José Otín Aquilué
Sac. Julián Rodríguez Sánchez
Sac. José Giménez López
Sac. Alvaro Sanjuán Canet
Sac. Francisco Bandrés Sánchez
Sac. Sergio Cid Pazo
Sac. José Batalla Parramón
Sac. José Bonet Nadal
Sac. Julio Junyer Padern
Sac. José Castell Camps
Sac. Josè Caselles Moncho
Sac. Jaime Bonet Nadal
Coad. Jaime Buch Canals
Coad. Augusto García Calvo
Coad. José Rabasa Bentanachs
Coad. Angel Ramos Velázquez
Coad. Jaime Ortiz Alzueta
Coad. Gil Rodicio Rodicio
Coad. Eliseo García García
Ch. Pedro Mesonero Rodríguez
Ch. Félix Vivet Trabal
Ch. Felipe Hernández Martínez
Ch. Zaccarías Abadía Buesa
Ch. Javier Bordas Piferrer
Ch. Miguel Domingo Cendra
Sr. Maria Carmen Moreno Benítez
Sr. Maria Amparo Carbonell Muñoz
Famiglio Alexandro Planas Saurí