OSSERVATORIO 2
Adriano Gelmini

La primavera è alle porte, e l'occhio si prepara a godere le immutabili sorprese della natura.

IL PESCO

Chi non è rimasto incantato davanti a un pescheto in fiore? L'Italia primaverile è un giardino, il giardino d'Europa, spettacolo di pura disincantata bellezza. Ma il pesco fiorito è un dono della natura quasi universale non è solo italiano.
In Giappone la fioritura del pesco è attesta con impazienza e festeggiata in maniera inferiore solo alla festa dei ciliegi. E' l'occasione per richiamare i valori tradizionali, come la famiglia, la fedeltà, la purezza. La fiducia nel potere di questa pianta è molta, se, specialmente al primo dell'anno, pongono un frutto, un rametto, o statuette scolpite in legno di pesco appoggiate ai davanzali delle finestre e/o davanti alle porte di casa per tenere lontani gli spiriti cattivi e impedire loro di entrare tra le mura domestiche.

In Cina è considerato da sempre l'albero dell'immortalità. La sua storia ricorda addirittura quella del paradiso terrestre cristiano. Il libro dei monti e dei mari che risale a tremila anni avanti Cristo parla di un pesco gigantesco tra i cui rami si apriva la porta degli spettri. Questa porta era custodita da guardiani molto severi che lasciavano passare solo chi era giudicato degno di accedere all'immortalità. Una specie di giudizio particolare. In Cina il fiore di pesco è anche fiore nuziale. Durante la cerimonia delle nozze ne veniva offerto un rametto agli sposi come augurio di vita felice, di prosperità e di fecondità. La semplice vista del fiore di pesco aveva illuminato il monaco Ling-Yun e ne aveva determinato la conversione.

In Egitto per la forma della sua foglia allungata e aguzza che ricorda vagamente una lingua umana era stato scelto come simbolo del silenzio.

In Italia la più antica citazione del pesco risale a Plinio. Era presente a Pompei, come testimonia la sua rappresentazione su affreschi di murari dell'epoca. Il pesco comunque non è originario delle nostre regioni ma proviene dalla Cina settentrionale e fu introdotto nel mondo greco-romano da Alessandro Magno attraverso la Persia, da cui il nome scientifico di Prunus persica.

E' un albero che può arrivare fino ai sei metri di altezza, il tronco grigioscuro, i ramoscelli giovani rivestiti di una corteccia liscia e lucida. Ha due tipi di gemme, quelle foglifere e quelle fiorifere. Queste ultime emettono i loro fiori prima delle foglie e hanno un colore rosa delicato e fascinoso. I frutti sono delle drupe carnose, tondeggianti, ricoperte di una buccia vellutata dal colore vario e con un solco caratteristico. Pesco vuol dire giovinezza, ammirazione, dedizione, ma anche prudenza nel parlare. E' il simbolo della primavera. Secondo il linguaggio ottocentesco dei sentimenti, regalare un ramo di fiori di pesco voleva dire regalare tutta la propria ammirazione e nello stesso tempo assicurarsi una totale dedizione.