SPIRITUALITÀ SALESIANA
di Piero Borelli
AMOREVOLEZZA
La spiritualità salesiana ha il
suo massimo riferimento
nel pilastro dell’amore che regge ragione e religione:
una ragione fredda, non compassionevole
diventa odiosa, una religione senza amore
è tutto fuorché religione.
"Amerai il Signore… amerai il prossimo…": Non c’è
niente di più e niente di meno: la vita cristiana è tutta
racchiusa tra cielo e terra, in questo vivere trino: con Dio, con se stessi,
con il prossimo. Don Bosco ci ricorda che chi lega Dio a sé,e sé
all’altro è l’amore, che egli chiamava col termine meno pretenzioso e
più generale di "amorevolezza", per dire che dobbiamo essere
fatti, impastati di carità.
La spiritualità salesiana parte dalla gioia. La gioia è
fondamentale per un cammino di maturità e presuppone un giusto volersi
bene. Non è narcisismo, ma accoglienza. L’uomo accogliente è
l’uomo con Dio, ed è Dio in lui che saluta, accoglie, aiuta l’altro.
Questa convinzione di fede mantiene l’uomo umile e attento alle esigenze
altrui, nello stesso tempo consapevole delle proprie risorse oltre che dei
propri limiti.
La presenza del Dio/amore spinge ad amare a nostra volta. Non per modo
di dire, ma con tutte le forze che si hanno. Solo l’amore merita di impegnare
tutte le forze dell’uomo, perché solo l’amore ha salvato, salva tutt’ora
e salverà ancora e sempre l’uomo. Solo l’amore immette nello spazio
dell’uomo l’energia divina capace risolvere i grandi dilemmi come i piccoli
screzi quotidiani: solo l’amore afferra Dio e lo costringe a camminare lo
stesso cammino dell’uomo.
Solo l’amore, infine, offre a ogni educatore la possibilità immediata
di penetrare l’animo dell’educando e di piegarlo alle esigenza dell’educazione,
e di fargli amare e desiderare i valori che fanno la vita degna di essere
vissuta. Attorno all’amorevolezza dunque ruota tutta il sistema educativo
salesiano.