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2001, anno dell'ecumenismo. Pasqua
comune per tutti i cristiani il 15 aprile.
La firma a Strasburgo, una settimana dopo, della Carta Ecumenica europea. I giovani protagonisti del primo incontro ecumenico del nuovo millennio. Un decennio delle Chiese contro la violenza. I viaggi del Papa in Siria e Ucraina. |
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NEL SEGNO DELLA PIETRA
A Graz, per un'intera settimana, ogni giorno tutti si raccolgono sotto un
grande tendone per la liturgia della Parola. La mattina del venerdì,
dopo la meditazione sul Vangelo di Giovanni, cristiani che per secoli si sono
scagliati offese pesanti come macigni, vengono invitati a scambiarsi una
piccola pietra consegnata a ciascuno all'ingresso: gesto simbolico di
fraternità ritrovata. Con lo scambio della pietra, i rappresentanti
delle differenti tradizioni religiose dell'Europa promettono solennemente che
nessuna pietra sarebbe più stata scagliata fra cristiani, e s'impegnano
a crescere insieme "come pietre vive, quale edificio spirituale". Il
"segno" della piccola pietra ricorda ancora oggi ad anglicani,
cattolici, ortodossi e protestanti d'Europa l'impegno preso. Il cammino verso
l'unità che costituisce lo scopo del movimento ecumenico moderno alla
fine del II millennio ha registrato momenti profetici, ma si è anche
imbattuto in alcune pietre d'inciampo. Dunque "ancora tanto cammino rimane
da fare". Lo riconosce realisticamente Giovanni Paolo II, tracciando il
cammino della Chiesa nel nuovo millennio. Papa Wojtyła sottolinea
però con speranza che "dopo secoli di separazioni, incomprensioni,
indifferenze e contrapposizioni, è rinata nei cristiani la
consapevolezza che la fede in Cristo è una forza capace di superare
ciò che li separa". Il 2001 presenta alcune pietre miliari per il
cammino comune.
UN CASO PROVVIDENZIALE
La più importante si profila in questo mese di aprile. Per la
prima volta, dopo quasi un quarto di secolo, tutti i cristiani nel mondo
celebreranno la Pasqua nello stesso giorno. Per una fortunata coincidenza dei
calendari, la festa cadrà domenica 15 per tutte le Chiese sia d'Oriente
che d'Occidente. Una ricorrenza che non poteva esser lasciata cadere.
Così il Papa ha preso coraggiosamente un'iniziativa dallo straordinario
impatto psicologico, proponendo alle diverse Chiese di festeggiare sempre la
Pasqua nella medesima data, e lasciando intendere d'essere anche disposto a
seguire il computo orientale. La questione della data della Pasqua è
emblematica delle tante divisioni confessionali. A partire dal Concilio di
Nicea (325) i cristiani hanno celebrato Pasqua la domenica dopo la luna piena
di primavera. Quando Papa Gregorio XIII nel 1582 riformò il calendario
di Giulio Cesare, perché troppo corto rispetto all'anno solare, il
calendario gregoriano venne adottato dalle nazioni occidentali, mentre
le orientali rimasero fedeli a quello giuliano. Di qui la non
coincidenza della Pasqua. La proposta di fissare una data comune è stata
fatta dal Papa a fine gennaio, dinanzi ai rappresentanti di due miliardi di
battezzati tra cattolici, ortodossi, anglicani e protestanti, a conclusione
della settimana di preghiera per l'unità dei cristiani. E il luogo
prescelto è stato la basilica di San Paolo fuori le Mura, dove
Wojtyła ha aperto la Porta Santa col primate anglicano Carey e il
metropolita Athanasios di Costantinopoli.