Ti confesso, per questo ti scrivo, la mia sorpresa
nel percepire dopo la tempesta la quiete sopraggiunta.
Il tuo silenzio mi ha liberato, ha fatto defluire emozioni e apprensioni. Ero
un fiume in piena. Mi hai assorbito come il mare.
Il silenzio è la casa in cui ho ritrovato il riposo e me stesso. Non
potevi far altro – ascoltandomi – che mettermi nella condizioni di trovare in
me stesso la risposta.Il silenzio è la parola che non ha bisogno di
essere pronunciata. Viceversa anche la parola ha come involucro il
silenzio.Solo chi ascolta entra in relazione. Mi hai preso come un libro
aperto, mi hai sfogliato e letto fino in fondo e io finalmente mi sono visto
uomo maturo. Ho fatto pace con mia moglie, sono stato allo stadio con mio
figlio e ho ritrovato la voglia di sentire un amico. Ho ritrovato la chiave di
lettura della mia vita: più silenzio, meno conflittualità.
Chi ascolta è testimone di ciò che sta per nascere. Tu hai colto in me il desiderio di cambiamento. Il tuo silenzio mi ha dato l’alt a un vero e proprio frullato di parole contraddittorie. L’ascolto tuo mi ha permesso l’esplorazione della mia vita e la presa di contatto con il mio mondo interiore. Ascoltare è un’arte e tacere aiuta a diventare una persona più serena e a migliorare la qualità delle relazioni con gli altri. Mi sento più rilassato. Il nostro sistema d’allarme entra in funzione quando tira aria di tempesta. Trovare un approdo è incontrare uno che ti ascolta senza entrare in competizione con te. Il silenzio rallenta la corsa del tempo e delle emozioni. A tutti piace parlare con qualcuno che per filo e per segno ti ascolti. L’ascolto è una scorciatoia. Arrivi prima al cuore di chi si confida.
Sì, il silenzio è un dono che si fa solo ad un amico
vero.
Carlo Terraneo