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Circa settemila telefonate hanno
raggiunto nei giorni di fine d'annola Casa generalizia delle Figlie di Maria
Ausiliatrice (FMA).
Un'onda lunga di solidarietà suscitata dalle trasmissioni di RAI 2 sul Progetto Fides di suor Nancy Pereira, la sorella indiana che restituisce dignità in uno slum di Bangalore. |
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È un mosaico di voci, un puzzle di storie di vita che
illuminano il Natale 2000. "Scusi per la mia richiesta - dice una donna al
di là del filo - vorrei che fosse una bambina e possibilmente che si
chiami Chiara - la voce s'incrina -. Non è per me. Voglio dare questa
adozione come dono a una mia amica che ha appena perso una bimba con questo
nome". "Sono paraplegica, vivo su una sedia a rotelle - informa
un'altra - ho una pensione minima, ma quando ho visto quei bambini del
documentario, mi hanno toccato il cuore. Voglio aiutarli". Non c'è
neppure il tempo di accondiscendere all'emozione. Le chiamate incalzano.
NANCY E DINTORNI
Le telefonate giungono anche da suor Nancy, che non riesce a spiegarsi tanta
popolarità. I tecnici della RAI hanno fatto centro. Hanno costruito una
buona comunicazione sul Progetto Fides. Fabrizia e Giampaolo Sodano
hanno dato il via. Vittorio è stato un mese sul posto con la troupe e ha
catturato immagini che parlano da sole. E Virginia con il suo testo poetico ha
evocato realtà che indicano un "oltre".
La gente ha colto il cuore di quanto non era necessario spiegare. Un
papà rivela: "Io, con mia moglie e i miei figli cercavamo un modo
per finire bene l'anno giubilare. La storia di suor Nancy ci ha suggerito di
concluderlo con un'adozione". Accanto all'anziano che sillaba
l'intestazione del conto corrente o della nonna che chiede pazienza per la sua
fatica nello scrivere, ci sono insegnanti e maestre che vogliono coinvolgere le
loro scuole, educare i ragazzi a incontrarsi con la povertà del mondo
per aiutare chi è nel bisogno.
NON SOLO PAROLE
L'impatto di questo evento è stato forte. Le telefonate più
significative s'allargano di tavolo in tavolo. Il passaparola scorre
incessantemente tra le 120 suore della Casa Generale, e si diffonde fuori nelle
altre comunità di Roma, dell'Italia, del mondo. Le sorelle indiane si
mobilitano, e danno consigli per la gestione dell'evento. Le liste delle
telefoniste volontarie si allungano. E l'effetto è immediato. Le storie
di vita evangelizzano il cuore. Si riflette sulla propria esistenza, le proprie
scelte. L'operaia che sa privarsi di una camicetta, della tazza di caffè
giornaliero per aiutare chi è povero, mette in discussione. Il racconto
di una mamma con un bimbo handicappato grave che sa commuoversi e spendersi per
chi ha problemi di sopravvivenza, scuote. Soprattutto l'impatto con una
situazione femminile tragica, resa evidente dal documentario, arriva pressante
nelle coscienze: il confrontarsi con una donna maltrattata dal marito
alcolizzato, o di un'altra che si getta nella palude per la disperazione, fa
leggere in modo diverso le difficoltà giornaliere. Non c'è
più spazio per la banalità.
LA BUONA NOTIZIA
La fama di suor Nancy è iniziata due anni fa. Prima lavorava nell'ombra,
nascosta dalla miseria dei senza voce. Segnalata per il premio La Mela d'oro,
attribuito ogni anno dalla Fondazione Marisa Bellisario a un certo
numero di donne che si distinguono nell'imprenditoria, suor Nancy viene
invitata da alcuni esponenti RAI a presentare il suo Progetto Fides che
ha le caratteristiche per essere definito un modello innovativo di sviluppo. Al
termine dell'incontro, dove sono presenti registi, sceneggiatori, giornalisti,
il dottor Giampaolo Sodano s'impegna, garante la RAI, a realizzare una fiction,
un documentario, un sito internet e un libro affinché l'opera di
suor Nancy venga conosciuta.
L'idea è molto articolata, si adatta al contesto nel quale agisce, con
l'attenzione alle necessità delle persone con cui entra in contatto.
È un'azione basata su molteplici livelli sia personali, sia comunitari.
Così nello slum dove lavora suor Nancy, le famiglie cominciano a
rinascere: i bambini vengono mandati a scuola, le mamme sono assistite nella
gravidanza e dopo il parto, esistono programmi nutrizionali. Ultimamente, si
è affrontato il problema degli alcolisti che vengono ricuperati
attraverso training specialistici. In questo modo, la disperazione si attenua,
il numero dei suicidi diminuisce, la mortalità infantile scompare. La
finalità del progetto è quella di restituire dignità e
autosufficienza agli individui attraverso la creazione di microimprese
produttive che siano fonti di un reddito adeguato alle necessità. Alla
base sta il principio che una comunità può emanciparsi dalla
propria condizione di indigenza mediante una solida e basilare educazione alla
salute, alla scuola, al lavoro, ma anche utilizzando i propri piccolissimi
risparmi per la crescita di singoli individui e, attraverso il loro successo,
determinare lo sviluppo economico e civile della comunità stessa.
Suor Nancy dà molta importanza all'educazione. È riuscita a
costruire una scuola con l'aiuto di tanti amici. Qui viene garantita
un'istruzione adeguata ai più piccoli, senza distinzione di religione,
di casta o di subculture. ڤ
Per maggiori informazioni: http://www.raidue.rai.it/undonosemplice