INDIA

Una Figlia di Maria Ausiliatrice indiana, suor Nancy Pereira agli onori della cronaca.

LA VITA CORRE SUL FILO
di Graziella Curti
Circa settemila telefonate hanno raggiunto nei giorni di fine d'annola Casa generalizia delle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA).
Un'onda lunga di solidarietà suscitata dalle trasmissioni di RAI 2 sul Progetto Fides di suor Nancy Pereira, la sorella indiana che restituisce dignità in uno slum di Bangalore.
Sono le 22,50 del 27 dicembre 2000. Nell'attimo in cui viene sovraimpresso il numero telefonico delle FMA alle immagini del documentario presentato da RAI 2 sul Progetto Fides, scatta l'operazione solidarietà. Il centralino diventa incandescente e a 15 terminali rispondono in contemporanea altrettante suore. Per più di una settimana si danno il cambio dalle prime ore del mattino fino alle ultime della notte. È una folla di donne, uomini, giovani che tentano e ritentano per giorni di prendere la linea per sapere come fare un'adozione a distanza o come mandare un aiuto a suor Nancy.

È un mosaico di voci, un puzzle di storie di vita che illuminano il Natale 2000. "Scusi per la mia richiesta - dice una donna al di là del filo - vorrei che fosse una bambina e possibilmente che si chiami Chiara - la voce s'incrina -. Non è per me. Voglio dare questa adozione come dono a una mia amica che ha appena perso una bimba con questo nome". "Sono paraplegica, vivo su una sedia a rotelle - informa un'altra - ho una pensione minima, ma quando ho visto quei bambini del documentario, mi hanno toccato il cuore. Voglio aiutarli". Non c'è neppure il tempo di accondiscendere all'emozione. Le chiamate incalzano.

NANCY E DINTORNI
Le telefonate giungono anche da suor Nancy, che non riesce a spiegarsi tanta popolarità. I tecnici della RAI hanno fatto centro. Hanno costruito una buona comunicazione sul Progetto Fides. Fabrizia e Giampaolo Sodano hanno dato il via. Vittorio è stato un mese sul posto con la troupe e ha catturato immagini che parlano da sole. E Virginia con il suo testo poetico ha evocato realtà che indicano un "oltre".
La gente ha colto il cuore di quanto non era necessario spiegare. Un papà rivela: "Io, con mia moglie e i miei figli cercavamo un modo per finire bene l'anno giubilare. La storia di suor Nancy ci ha suggerito di concluderlo con un'adozione". Accanto all'anziano che sillaba l'intestazione del conto corrente o della nonna che chiede pazienza per la sua fatica nello scrivere, ci sono insegnanti e maestre che vogliono coinvolgere le loro scuole, educare i ragazzi a incontrarsi con la povertà del mondo per aiutare chi è nel bisogno.

NON SOLO PAROLE
L'impatto di questo evento è stato forte. Le telefonate più significative s'allargano di tavolo in tavolo. Il passaparola scorre incessantemente tra le 120 suore della Casa Generale, e si diffonde fuori nelle altre comunità di Roma, dell'Italia, del mondo. Le sorelle indiane si mobilitano, e danno consigli per la gestione dell'evento. Le liste delle telefoniste volontarie si allungano. E l'effetto è immediato. Le storie di vita evangelizzano il cuore. Si riflette sulla propria esistenza, le proprie scelte. L'operaia che sa privarsi di una camicetta, della tazza di caffè giornaliero per aiutare chi è povero, mette in discussione. Il racconto di una mamma con un bimbo handicappato grave che sa commuoversi e spendersi per chi ha problemi di sopravvivenza, scuote. Soprattutto l'impatto con una situazione femminile tragica, resa evidente dal documentario, arriva pressante nelle coscienze: il confrontarsi con una donna maltrattata dal marito alcolizzato, o di un'altra che si getta nella palude per la disperazione, fa leggere in modo diverso le difficoltà giornaliere. Non c'è più spazio per la banalità.

LA BUONA NOTIZIA
La fama di suor Nancy è iniziata due anni fa. Prima lavorava nell'ombra, nascosta dalla miseria dei senza voce. Segnalata per il premio La Mela d'oro, attribuito ogni anno dalla Fondazione Marisa Bellisario a un certo numero di donne che si distinguono nell'imprenditoria, suor Nancy viene invitata da alcuni esponenti RAI a presentare il suo Progetto Fides che ha le caratteristiche per essere definito un modello innovativo di sviluppo. Al termine dell'incontro, dove sono presenti registi, sceneggiatori, giornalisti, il dottor Giampaolo Sodano s'impegna, garante la RAI, a realizzare una fiction, un documentario, un sito internet e un libro affinché l'opera di suor Nancy venga conosciuta.
L'idea è molto articolata, si adatta al contesto nel quale agisce, con l'attenzione alle necessità delle persone con cui entra in contatto. È un'azione basata su molteplici livelli sia personali, sia comunitari. Così nello slum dove lavora suor Nancy, le famiglie cominciano a rinascere: i bambini vengono mandati a scuola, le mamme sono assistite nella gravidanza e dopo il parto, esistono programmi nutrizionali. Ultimamente, si è affrontato il problema degli alcolisti che vengono ricuperati attraverso training specialistici. In questo modo, la disperazione si attenua, il numero dei suicidi diminuisce, la mortalità infantile scompare. La finalità del progetto è quella di restituire dignità e autosufficienza agli individui attraverso la creazione di microimprese produttive che siano fonti di un reddito adeguato alle necessità. Alla base sta il principio che una comunità può emanciparsi dalla propria condizione di indigenza mediante una solida e basilare educazione alla salute, alla scuola, al lavoro, ma anche utilizzando i propri piccolissimi risparmi per la crescita di singoli individui e, attraverso il loro successo, determinare lo sviluppo economico e civile della comunità stessa.
Suor Nancy dà molta importanza all'educazione. È riuscita a costruire una scuola con l'aiuto di tanti amici. Qui viene garantita un'istruzione adeguata ai più piccoli, senza distinzione di religione, di casta o di subculture. ڤ



Box
Suor Nancy Pereira, indiana del Kerala, fin dalla prima giovinezza si è impegnata nel sociale. Dal 1993 è coordinatrice dei servizi sociali di Bangalore. Oltre il Progetto Fides, avvalendosi di un fondo iniziale stanziato dalla provincia autonoma di Bolzano, in conformità con le direttive della legge sulla cooperazione e lo sviluppo, ha aperto lo sportello bancario Fondo per i poveri , per creare uno strumento di sviluppo equo, durevole e non di tipo assistenziale, dando la possibilità di accedere a finanziamenti che nessuno avrebbe mai dato.

Per maggiori informazioni: http://www.raidue.rai.it/undonosemplice