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Storie africane di resurrezione

N'TONGA
di Alberto Mengon

Nella foto, quello che non sta bevendo la birra si chiama N'Tonga Thompson Bangura. Dalla stessa foto è evidente che N'Tonga non è fortunato come la maggior parte di noi. E' nato infatti con una anomalia vertebrale, e, purtroppo, si vede.

Alcune donne della missione scoprirono N'Tonga del tutto casualmente. Capitò che un giorno le brave signore invece di seguire il sentiero principale, ne imboccarono uno molto più stretto e disagevole e quasi abbandonato. Per due motivi, uno nobile e l'altro. un po' meno! Quello nobile prevedeva di andare alla scoperta di gente povera, abbandonata o ammalata che, si sa, per timidezza o altro non segue le strade ordinarie, ma si nasconde per non essere di peso, non dare fastidio, non imporre agli altri la propria sfortuna! Quello un po' meno nobile era il desiderio di un po' di relax: quattro chiacchiere lontano da occhi e orecchi indiscreti, da mariti burberi, e da figli troppo chiassosi e insistenti, e godersi in tutta tranquillità alcune tazzole di prelibato "palm wine", fresco, appena raccolto dalla cime di altissime palme, sono una magnifica terapia antistress.

Così una scappatella innocente ha arricchito la missione di un marmocchio in più. N'Tonga l'hanno pescato in un villaggetto sperduto nella foresta, una dozzina di capanne pigiate l'una contro l'altra, quasi per reggersi a vicenda, costruite senza un chiodo, o un pezzo di fil di ferro, ma solo con paglia, bastoni e fango, e abitate da un centinaio di persone più o meno vestite, tutte poverissime. Tanti i bambini.
Era lì, N'Tonga, smarrito, tremante, emarginato con la sua malformazione: sembrava aspettasse la manna dal cielo per sorridere, almeno una volta. E manna, per lui, sono state le donne della missione che l'hanno portato via da quel buco, presentandolo senza tanti complimenti al missionario perché ne avesse cura.
Poi per N'Tonga è arrivata un'altra manna. Donatella che puntualmente ogni mese deposita alla casa rurale di Rabbi il suo contributo, per farlo studiare, per farlo curare. perché possa sperare in un futuro più roseo.

E' proprio vero, dicano quel che vogliono i moralisti, che di tanto in tanto bisogna dar retta a qualche tentazione, come quella delle signore di cui sopra: un po' di prelibato "palm wine" e quattro "ciagolate" in libertà! Se avessero resistito, forse N'Tonga sarebbe ancora seppellito tra le capanne cadenti di Moloko.