ANNIVERSARI

I salesiani sono al quartiere Vomero da cent’anni: cent’anni di apostolato

NAPOLI/VOMERO A QUOTA CENTO
di Carmine Di Biase

Fin dal 1893 ci furono richieste, come quella del cardinale Capecelatro, per la venuta dei Salesiani a Napoli, dove Don Bosco si era già recato il 29 marzo 1880, incontrando anche il santo frate Ludovico da Casoria; e le richieste si erano fatte via via più pressanti, finché i figli di Don Bosco accettarono e aprirono una presenza al Vomero.

Non fu un caso che, dopo intense, problematiche vicissitudini e richieste, l’arrivo nella città partenopea sia datato 1 maggio 1901 da parte dei figli di Don Bosco. Egli fu tra i primi in Italia a stabilire "regolari contratti" a garanzia del "lavoro" e della "formazione" dei ragazzi più poveri. Lì a Napoli si sentiva forte questo bisogno.
Tre coraggiosi salesiani diedero l’inizio all’opera, il direttore don Angelo Piccono, il chierico polacco Francesco Kruszynski e il coadiutore Gerolamo Vallarino. Un inizio pieno di difficoltà ma ricco di entusiasmo, diviso in pochi spazi ristretti e provvisori, in cui però trovò subito posto la cappella del "Sacro Cuore". In seguito sorsero l’istituto e il santuario. Così nasce il primo oratorio, mentre si viene definendo il volto stesso dell’istituto e della scuola che nel 1908 inizierà con le elementari (negli anni 1929-30 frequentò la IV elementare e la I media Salvo d’Acquisto, che nel 1943 immolerà la sua vita per salvare 22 persone dai tedeschi).

L’ORATORIO
Al centro dell’attività e dell’opera salesiana fu, dunque, l’oratorio dove confluirono immediatamente ragazzi d’ogni età, ma soprattutto i fanciulli delle elementari, perché l’opera, destinata ai ragazzi più poveri e in difficoltà, non poteva non avere una attenzione particolare proprio ai più piccoli, perché più esposti e indifesi. L’interesse dei nuovi arrivati verso i "poveri e abbandonati", e il loro grande spirito di servizio attirò subito le simpatie e l’aiuto di autorità e benefattori, e provocò l’arrivo di doni e suppellettili per arredare l’ambiente. La duchessa di Vietri inviò un’offerta di dieci lire, la prima offerta in assoluto ricevuta dai salesiani, all’inizio della novena di Maria Ausiliatrice nel maggio del 1902. Furono senza dubbio inizi difficoltosi, ma anche fruttuosi, che nel tempo fece confluire all’oratorio del Vomero un’incredibile massa di ragazzi e ragazze che continua oggi nel centro giovanile. Attività di ogni tipo, ludico/sportive, educativo/pastorali, formative, espressive, culturali, sia durante l’anno scolastico che nel periodo estivo, hanno riempito e sostanziato questi cento anni di presenza salesiana, meritando il plauso di autorità religiose e civili e attirando la stima della gente.

LA PARROCCHIA
La cappella e, nel tempo, il santuario del Sacro Cuore, divennero punto di riferimento dell’oratorio e delle famiglie, facendo assumere al Tempio, consacrato nel maggio del 1911, un ruolo importante nella educazione morale e spirituale di tutti coloro che sempre più numerosi lo frequentavano. Eretto a Parrocchia il 30 settembre 1914, ebbe riconoscimento ufficiale con decreto del cardinale Giuseppe Prisco il 1° aprile 1915. Nel 1965, per il del 50° della parrocchia (di oltre 7000 anime), le manifestazioni religiose si svolsero nel segno pastorale di tempi conciliari, con la partecipazione del cardinale Raúl Silva Enriquez, primate del Cile e del cardinale Castaldo, arcivescovo di Napoli. L’attività parrocchiale, in tutte le sue manifestazioni pastorali di "associazioni", dai bambini agli anziani, è stata, ed è, intensa e fruttuosa, con partecipate iniziative formativo-religiose, a servizio della Chiesa locale e della Diocesi, nello spirito post-conciliare. Lo si è potuto rilevare soprattutto in occasione del Giubileo del 2000, ricco di un fervore insolito di iniziative e proposte religiose per giovani e famiglie, frutto di intensa e partecipata azione pastorale.

LA SCUOLA
La scuola è la terza grande offerta dei salesiani al quartiere e alla città. Dunque, oratorio, parrocchia, scuola: una triade vincente, nel segno dell’impegno educativo, culturale e religioso voluto da Don Bosco per le sue opere. Dai primi passi delle elementari, la scuola si è consolidata nel tempo, ampliando il suo raggio d’azione, prima alle medie poi alle superiori. Dopo la parifica della Scuola Media e del Ginnasio nel 1939, si sentì il bisogno di completare il curriculum scolastico con la costruzione di un nuovo Istituto nel 1970, e la conseguente istituzione del Liceo Classico prima (1975) e del Liceo Scientifico poi (1995). Per il prossimo anno è previsto anche l’Istituto Tecnico Commerciale IGEA, cioè con indirizzo giuridico, economico, aziendale. Innumerevoli le iniziative che ampliano e qualificano le varie attività educative e di apprendimento.
Il segreto del successo è, ancora una volta, nel sistema preventivo che Don Bosco ha fatto proprio e che mira a ottenere "onesti cittadini e buoni cristiani", uomini formati al dovere morale e all’impegno civile, uomini di fede e di cultura, che basano il proprio vivere sui valori fondamentali della famiglia, del lavoro, della religione.
Il protagonismo, l’assunzione quotidiana delle proprie responsabilità, la lealtà verso la Chiesa e le istituzioni costituiscono da cento anni il patrimonio che la scuola salesiana del Vomero cerca di trasmettere giorno dopo giorno ai suoi scolari e, tramite loro, alle famiglie, e che trova ampio consenso e generosa risposta negli oltre 550 allievi, nel corpo insegnante, nelle stesse famiglie, negli amici ed estimatori dell’opera, così come nei tanti exallievi che sparsi ormai in ogni parte d’Italia ricordano insegnanti e insegnamenti, educatori ed educazione, facendo onore alla Chiesa e alla Società.