IL PUNTO GIOVANI

di Carlo Di Cicco

Aguzzare gli occhi per penetrare la nebbia della vita e cercare di capire ciò che nasconde. Oggi la nebbia sembra più fitta che mai. Sono ormai in molti a sognare una via d'uscita, un ordine nuovo. Educare è penetrare la nebbia...

l mestiere delle armi", film di Ermanno Olmi sulla fragilità della vita e sulla certezza del morire è pervaso da paesaggi nebbiosi dai quali spuntano i tanti personaggi e comparse mescolando realtà e fantasia, ragione, carnalità e sentimenti. Per capire le mosse della vita in gioco, occorre scrutare la nebbia e cogliere in anticipo se a spuntare saranno amici o nemici.

La nebbia, evocata da quel film singolare e misterioso, è tornata ad avvolgere il mondo dopo l'11 settembre 2001 che ha ridato cittadinanza attiva alle armi esiliando la ragione. E' come un ripetersi del venerdì santo quando - narrano i vangeli - morendo il Giusto e Indifeso sul Golgota, assassinato dai poteri del suo tempo - si fece buio su tutta la terra.

Nonostante i sofisticati radar e i raggi infrarossi che guidano le armi omicide pure nella notte, la nebbia calata giù sulla terra insieme alla pioggia di detriti delle Torri accartocciate, ha concorso alla regressione dei diritti civili e della pietà in Oriente e Occidente.


Qualche uscita di sicurezza, forse insperata, ci sarà anche questa volta e si tornerà a rinchiudere nella caverna l'insipienza collettiva, in attesa di scatenarla alla prossima occasione. Da questa partita giocata nella nebbia, alcuni pochi, usciranno fortunati e più forti. I più pagheranno un pesante pedaggio. Un nuovo ordine politico ed economico uscito dalla nebbia dei prestigiatori al potere, sarà salutato come il migliore possibile. Ma gli esclusi resteranno la maggioranza.

C'è sempre qualcuno che grida "Guai ai vinti". Solo un Potente si è fatto carico fino in fondo delle ragioni dei poveri, facendosi schiavo come loro e si chiamava Cristo. I suoi seguaci sono ancora frastornati da questo evento e di frequente sbagliano parte dove schierarsi, tanto sono sbigottiti e increduli che questo loro Maestro e Signore, che dice anche di essere Figlio di Dio, sia morto come uno schiavo, escluso dai circoli dove si spartiscono risorse e si condizionano le storie di milioni di uomini e donne.


Ora che il mondo è diventato un "villaggio" perché sappiamo cosa succede, siamo condannati a convivere con i nostri affanni e con le palesi ingiustizie che rubano la vita di troppi. Educare significa anche saper dire ai giovani da che parte stare in questo "villaggio" progredito nella tecnica e tanto regredito in umanità.

I tempi di radicalizzazione culturale sono una trappola per l'educazione. Dal servizio alla verità, al conformismo con il potere e le mode dominanti, il passo è davvero breve. Sotto il profilo educativo torna di attualità la sensibilità di Don Bosco. Districandosi all'interno delle nebbie del suo tempo, i suoi occhi sono stati capaci di guardare lontano, mettendo insieme l'utopia dei sogni e la realtà quotidiana per realizzarne almeno un po'.