LETTERA AI GIOVANI

SE HAI PAURA...

Carissima/a,

Cos'è successo perché, correndo ogni giorno su e giù per l'A 14, l'autostrada che da Rimini porta a Bari, io debba rallentare prima di entrare in galleria? Non l'avevo mai fatto prima dell'11 settembre. Cos'è successo perché nei confronti di un immigrato che in stazione ad Ancona mi chiede il treno per Fabriano mi sfugge di pensare a un attentato per via di una valigia che fa correre dietro di sé?

Non avevo mai avuto la compagnia di questi pensieri.

Per quanto tempo ancora l'immigrato marocchino tenterà di vendermi qualche cianfrusaglia? E quante volte ancora il ragazzo "lavavetri" mi chiederà di pulire il parabrezza senza prendersi un sorriso, senza la paura di essere mandato via? Io sono in auto, al di qua del vetro, ho una casa, uno stipendio, tante sicurezze. Lui a pochi centimetri da me è lontano da casa, forse vittima di qualche raggiro, uno che farebbe meglio a non farsi più trovare tra i piedi. Anche lui sogna una casa, uno stipendio, una famiglia, un bambino che lo chiami papà.

Il mio sistema d'allarme entra più spesso in funzione. E' come se una bandierina rossa venga posta davanti ai miei occhi quando devo prendere l'aereo, andare allo stadio o prendere il metrò. Anche il mio genere di letture è cambiato. Se ti dico che trovo l'"Apocalisse" affascinante, non è perché voglia essere catastrofico o apocalittico, ma perché mi dà una chiave di lettura per i fatti del giorno. Di settimana in settimana la leggo e rileggo come una lettera di avvertimento. La assimilo a piccole dosi come si fa con le pastiglie che si prendono una al giorno per il mal di testa, per la glicemia. E' un antidoto alla paura.

Dall'11 di settembre la paura ha le dimensioni delle torri gemelle. La deflagrazione è avvenuta in ogni psiche. La paura di nascere, di morire di vivere c'è sempre stata. Dall'11 di settembre la paura ha una corporeità, visibilità. Non è solo un'ombra. E' la notte che tiene lontano la luce, e rallenta la corsa dell'aurora. "E' l'enorme drago rosso" (Ap 12,3). Al di là di tutto, l'11 di settembre mi ha aperto gli occhi, e alcuni pensieri stanno ri-orientando la mia vita. Te li elenco come mio personale augurio di buon anno:

Carlo Terraneo