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Monsignor Giuseppe Zen, già insegnante di filosofia e teologia al seminario di Shanghai e ispettore della ispettoria cinese, notissimo per le sue prese di posizione sui diritti umani. Che gli hanno meritato un premio.

Le premesse erano che niente dovesse cambiare per 50 anni: "un paese due sistemi", in realtà si sta forzando per realizzare "un paese un sistema" . Molte libertà sono... un ricordo.

Beh, non si uccide una gallina dalle uova d'oro! Aprire indiscriminatamente a tutti significherebbe in fondo proprio questo. Fondamentalmente gli ordinamenti democratici sono rimasti e le frontiere sono state mantenute, per non provocare una catastrofe, cioè l'emorragia degli investimenti stranieri, delle banche, la caduta verticale del commercio e perciò la fuga dei capitali...

Il governo fa grandi proclami a favore dell'educazione... ma l'importanza viene data solo al progresso tecnico/informatico trascurando l'educazione ai valori. I giovani sono in grave disagio morale conseguenza forse del grosso agio materiale. I cinesi soprattutto quelli ricchi del continente hanno imparato che Hong Kong è un paradiso rispetto al resto dell'immenso territorio e quindi c'è l'assalto ai suoi beni, aumenta la corruzione, la malavita, il commercio illegale con annessi e connessi...

I cristiani sono stabili. Sono anche dei buoni cittadini. Vanno indubbiamente educati sempre di più e sempre meglio ad essere fermento, a lavorare per il bene comune, per la giustizia, per la legalità, per la libertà.

Noi salesiani abbiamo a Hong Kong strutture di servizio non di potere, e questo è ben visibile e noto al governo centrale. Abbiamo formato una serie di exallievi che oggi hanno in mano posti di responsabilità anche nell'amministrazione dello stato. E tuttavia siamo una spina nel fianco: far bene il proprio mestiere, cioè essere bravi insegnati ed educatori vuol dire incidere nella società, preparare la società di domani, ecco perché non tutto va liscio. Ma conviene anche al governo centrale che noi prepariamo degli "onesti cittadini!".