LETTERE AL DIRETTORE
NÉ PRETI NÉ CHIESE! Signor Direttore, forse non le piacerà questa mia, però io la penso così, e lo scrivo. Penso cioè che non c'è affatto bisogno di preti, chiese, messe, benedizioni per essere un credente. Questa storia di mediazioni, e regole messe dalla Chiesa, ecc. [...] mi pare una moltiplicazione inutile di peccati. [...] E ho anche un mare di dubbi su dei mali inspiegabili, vedi per esempio l'handicap mentale, e non solo quello [...]
Avv. Assunta, R.
Io invece, cara "avvocato" (o avvocatessa, veda lei!) non riesco a credere alla "privatizzazione" della religione, è come dire che Dio dopo che mi ha creato mi ha buttato in un ambiente - per lo più ostile - a tirare avanti la vita, e la fede, da solo, come un cane. Che se ne fa Dio di "monadi vaganti" nello spazio e nel tempo ciascuno col suo "proprio" Dio? Che senso avrebbe aver creato "famiglie" di animali, di piante, di popoli? Perché le razze, le etnie, l'umanità, se poi ciascuno nella questione più importante, la propria compiuta realizzazione e salvezza, è abbandonato a se stesso? Che razza di dio è un dio "privato", che non ha luogo dove adorarlo insieme, non ha mediatori che in qualche modo possano essere punto di riferimento spirituale, e amalgama per il popolo? Che dio è un dio senza un popolo, un dio disperso nella mente delle creature, un dio senza riferimenti sociali, un dio della privacy, un dio che a lei suggerisce una cosa, a me il contrario? Non s'accorge che tutto nel mondo porta verso il pubblico, verso l'insieme, il gruppo, la comunità? Tant'è che per ricuperare in qualche modo un po' di privatezza abbiamo dovuto inventare le leggi sulla privacy. Dio non abbandona nessuno nella cella ermetica del proprio io, non mura gli individui nella prigione del proprio ego (potrei tranquillamente scrivere egoismo) a consumarsi di rabbia e paura. La religioneè comunità, è il modo con cui le persone imparano a mettersi in relazione reciproca sotto lo sguardo dell'unico Dio. Quanto al secondo punto della sua lettera: la questione alla quale rispondere, signora, non è perché Dio permette che ci sia "l'handicap mentale" nel suo mondo, ma quale tipo di comunità dovremmo diventare perché il ritardo mentale non finisca per costituire un ostacolo al godimento di una vita gratificante da parte di tutti. La religione non mai privata; pensi a funerali, matrimoni, ecc. Al centro c'è sempre l'uomo/comunità non il single; la parola stessa, religione, deriva dalla parola latina "religio", dal verbo "religare", è un "legame": la religione ci lega tra noi e con Dio per formare la famiglia del Padre/Creatore...
GALERA....Caro direttore, sono in galera perché ne ho fatte tante [...] Qui non è vero che si sta meglio che fuori perché si mangia, si vede la tv, si ha un letto, la radio, ecc. Qui è un inferno che non ti redime, non ti fa capire di aver sbagliato, invece ti butta sempre più nel vizio, nello sconforto, nella rabbia, una rabbia infinita... Impari cose ben peggiori di quelle che sapevi quando sei entrato. Chi ha la sventura di incontrare la galera, dopo non ce la fa più a fare l'uomo onesto... Questo sto sentendo che mi capita...
Lettera firmata
Capisco, e non so cosa farei per riportare in alto la tua autostima, caro fratello carcerato. Credo di poter affermare che ognuno di noi è chiamato a lottare contro un mostro terribile, quello che fa di un evento una condizione. E questa è l'unica vera battaglia che vale la pena di ingaggiare, direi di più, è la lotta cui siamo chiamati come appartenenti al genere umano. Tutti possono sbagliare: "L'uomo giusto pecca sette volte al giorno", afferma sicura la Bibbia, ma quando lo sbaglio, diciamo, "occasionale" diventa norma, si trasforma cioè da evento casuale a condizione normale, a stile di vita, allora si crea il mostro. C'è un'attenzione da porre: l'impegno metodico, giornaliero di far emergere il nostro lato buono, perché, diceva Don Bosco, in ogni giovane "havvi un punto sensibile al bene".Caro amico, vanne alla ricerca di questo lato buono di te, dentro le infinite strade dell'anima e costringilo, il bene, a presentarsi ogni tanto "in pubblico", a uscire dagli anfratti nascosti del tuo cuore, e non temere: Dio ama anche le persone che hanno "stravolto" la propria vita.
IL MOVIMENTO NO-GLOBAL. Caro Direttore, mi puoi spiegare in due parole cosa è mai questo movimento antiglobal, che non ci capisco un tubo, e che il mio parroco dice che è buono e mio padre dice che è una... la parola non posso scriverla!
Engelbert, I^ media
Caro Engelbert, non mi chiedere la luna nel pozzo. Posso dirti perché è nato, quali problemi dovrebbe o vorrebbe affrontare, ma non analizzare le mille anime che lo compongono e lo "inquinano", né i metodi di lotta che ogni gruppo adotta. In breve il movimento in questione nasce dal fatto che la globalizzazione in realtà ha un grosso difetto: non è globale! Se è vero - com'è vero, ahimè - che i paesi poveri diventano sempre più poveri, vuol dire che qualcosa non funziona nel meccanismo della globalizzazione. Il movimento antiglobal prova esattamente a dire quello che non funziona:
Le economie più deboli hanno collassato, schiacciate dalle economie dei paesi ricchi, le uniche veramente globali, spinte dalla dottrina liberista che domina l'occidente e non solo quello.
L'inquinamento ormai "globale" dovuto soprattutto all'ingordigia occidentale che continua imperterrita, nonostante gli allarmi degli scienziati, a inquinare con le sue emissioni di gas velenosi, l'atmosfera allargando sempre più il buco dell'ozono.
La deforestazione selvaggia che le grandi compagnie occidentali praticano senza il minimo scrupolo.
Il monopolio delle medicine, coperte da brevetti che le rendono costosissime e praticamente impossibili per l'economia di famiglie che possiedono solo quello che hanno addosso.
Lo spreco scellerato delle risorse idriche in occidente e la completa mancanza di tali risorse nei paesi più poveri.
La totale mancanza di igiene e profilassi in moltissimi paesi del II/IV mondo, che noi riempiamo anche dei nostri rifiuti, soprattutto quelli tossici, in cambio di pochi dollari... e facciamo chiassate paurose se il comune vuole costruire un depuratore, o se c'è un antenna di telefonino vicino a casa nostra... Niente da dire, ovviamente se è vicina a quella di un altro, e nientissimo se è nel II o IV mondo, anzi!
Ti basta? Il movimento antiglobal - quello non violento, quello cui aderiscono associazioni di volontariato, missionari, associazioni cattoliche, parrocchie, ecc. - combatte contro queste ingiustizie. E mi pare sacrosanta battaglia. Le frange estremiste sono tutt'altra cosa... e chi sa che non si tratti di provocatori proprio per gettare cattiva luce su una battaglia perfettamente cristiana!
SOFFERENZA PER L'ECCESSO. Gentile Direttore, [...] sono andata a vedere la sede del VIS a Roma e sono rimasta impressionata e affascinata dal mondo delle missioni... Nella mia vita di tutti i giorni vedo il superfluo e sento la sofferenza dell'eccesso... Vorrei partire e dare aiuto a gente che vive in modo indegno per una persona... Ma forse siamo noi che non siamo degni di essere chiamati persone...
Laura, Firenze
Cara Laura,
Ti fa onore questa tua "sofferenza per l'eccesso"... L'avessero in tanti alla tua età, avremmo certamente un mondo migliore o, quanto meno, una gioventù a prova di consumismo: meno perduta dietro ai riflessi "sberluccicanti" (il neologismo l'ho sentito da una tua coetanea) ma vacui del niente eretto a sistema. Coltiva con scrupolo e passione questa tua sensibilità sociale, non così frequente in ragazze come te; aguzza il tuo sguardo solidale verso chi è meno fortunato; non lasciarti portar via da nessuno questo stupendo sentimento che ti allarga gli orizzonti della mente e del cuore, impedendoti di rinchiuderti nel piccolo guscio del tuo piccolo io, come se il mondo intero si esaurisse lì dentro.
Ma permettimi anche di esortarti a non perderti nel pessimismo: guarda, sì, con senso critico ma anche con serenità questo nostro mondo: è vero assomiglia a una grande discarica di valori... eppure, stanne certa, sotto la cenere il fuoco resiste, conservato dalla cenere stessa. Un esempio ne sei anche tu che nutri sentimenti così nobili e alti. E ci sono anche altri che, come te, sognano un mondo solidale, e si fanno essi stessi solidali. Vai, Laura, vai e non demordere: ogni vittoria riportata in questo campo, piccola che sia, è una vittoria del bene sul male, della vita sulla morte, della speranza sulla disperazione, della luce sulle tenebre. Coltivati, sarchia il terreno, cura i germogli, innaffia le radici, e sarai un magnifico fiore, ben più profumato dei "fiori del male" che impoveriscono la vita di tanta gente..
CI SIAMO ANCHE NOI. Caro Direttore, sembra che i giornali si occupino dei giovani solo quando fanno qualcosa di male: se uccidono i genitori, se fanno violenze nei cortei... Io ho 18 anni e sono appena tornata da un'esperienza bellissima: l'incontro internazionale dei giovani che si tiene a Schio [...] Porto ancora nel cuore le emozioni di questa esperienza [...] In migliaia abbiamo dialogato, parlato di pace e di un mondo in cui tutti possano rispettarsi e amarsi... I giovani non sono solo quelli dei giornali, ci siamo anche noi!
Maria, Roma
Brava, Maria! Hai ragione da vendere: i giovani sono altro da quelli dei giornali che scrivono con un occhio all'informazione, con l'altro all'audience, e con tutti e due ai soldi. Tu a 18 anni sei andata a Schio, Marta a 20 in Madagascar, Sara a 19 in Angola, Giovanni a 21 in Nigeria, ecc. (moltissimi ecc.). Questi coraggiosi quanto oscuri (ma sarebbe meglio dire oscurati) impegni di solidarietà, questi duri sacrifici fatti col sorriso sulle labbra e il cuore che scoppia di commozione, questi supermarket della carità, non hanno spazio nei quotidiani, troppo occupati a far conoscere le tinte forti del sangue, gli urli beffardi del male, le curiosità malsane di divi e divetti della high society, o le scempiaggini fatte di niente del Grande Fratello. Fai bene a gridare forte: "Ci siamo anche noi", e io, con queste 400 mila copie del BS cerco di darti una mano.
APPELLI
Desidero avere sincera amicizia con persone buone e con famiglie della regione
Umbria, per sentirmi meno sola. Morlupi Maria, Via Marzabotto, 8 - 06050 SPINA
PG
Desidero scambiare le innumerevoli immagini che possiedo. Raccolgo anche santini
con reliquie e biografie di santi giovani e di fondatori. Di Dio Pasquale Lino,
Via Juvara, 60 - 93012 GELA CL
Cerco di A. Mondatori "Guida agli aeroplani di tutto il mondo" Modelli civili e
modelli militari. Marino Antonio, Via Vittorio Veneto, 247 - 80058 TORRE
ANNUNZIATA NA
Chiedo che qualcuno mi scriva... Come detenuto ho davvero bisogno di conforto e di sostegno morale. Ringrazio fin d'ora chi lo farà. GALLO Giovanni, Via Limaccio, 2 - 67039 SULMONA AQ