OSSERVATORIO
Nella stazione ferroviaria di Schio scendono dal treno i primi salesiani inviati da don Rua, primo successore di Don Bosco. L'autunno già si fa sentire nell'industriale città ai piedi delle Piccole Dolomiti, in provincia di Vicenza. E' definita la Liverpool d'Italia per l'industria tessile, e in particolare laniera, che la identifica.
A inizio secolo, frotte di giovani
lasciano la campagna o la montagna, e scelgono la fabbrica nella speranza di
una vita meno dura. Alessandro Rossi, senatore del Regno d'Italia, nei suoi
soggiorni a Torino ha modo di conoscere a apprezzare l'opera di Don Bosco e
vuole ripetere l'iniziativa educativa nella sua Schio, in qualche modo simile
nei problemi giovanili alla Torino di metà ottocento.
¨ L'opera di Don Bosco era già conosciuta in molte famiglie, grazie alla diffusione del Bollettino Salesiano effettuata da alcuni convinti cooperatori presenti in zona. L'oratorio visse, nel tempo, varie peripezie: fu scuola, ospedale militare durante la grande guerra, centro di attività educative della città... ma non perse mai la sua identità di "casa per i giovani" e punto di riferimento riconosciuto. Si può dire che tutti i cittadini scledensi a buon diritto possono definirsi exallievi di questo oratorio. E se oggi la città può vantare un diffuso associazionismo, è dovuto anche al fatto che quanto seminato con le antiche "Compagnie", o altro tipo di aggregazione, ha portato frutto.
Altrettanto si può affermare per quanto
riguarda la prevenzione del disagio, e di quanto degrada il vivere sociale. Don
Bosco ha lasciato un segno profondo nella vita e nell'educazione di generazioni
di persone di questa città.
¨ Oggi i salesiani a Schio sono presenti con un centro di formazione professionale, il palazzetto dello sport, e l'oratorio, e sono punto di riferimento e aggregazione per moltissimi immigrati che oltre allo spazio/gioco trovano la possibilità di studiare, di organizzare le attività tipiche della loro cultura o religione, e incontrare persone amiche che rendono la loro vita meno dura. Come Don Bosco. Il 10 settembre scorso, il Consiglio Comunale della Città nel corso di una solenne seduta ha conferito al Rettor Maggiore Don Juan Vecchi la Cittadinanza Onoraria, per quanto fatto da tanti salesiani, sacerdoti e laici in un secolo di storia, a servizio dei giovani scledensi e delle loro famiglie.