Un nuovo campo di lavoro si è andato delineando in questi anni per i salesiani: gli universitari
UN
CAMPUS SCOPERTO
di Giancarlo Manieri
Dal mondo universitario verranno i dirigenti di domani: è perciò un ambito che esige di attrezzarsi perché si tratta di giovani adulti ormai fuori dal percorso pedagogico adolescenziale, anche se i sociologi parlano di adolescenza prolungata... I problemi sono molti. Per capirne di più abbiamo intervistato l'unico incaricato salesiano che fa questo nuovo mestiere a tempo pieno, don Gianni Ghiglione.
I salesiani per i giovani universitari che sempre più numerosi prendono stanza nelle loro strutture fanno gli educatori o gli albergatori?
Sì, le richieste di ospitalità sono
numerosissime e non tutte possono essere soddisfatte: in alcuni ensionati
abbiamo liste di attesa per anni! E' anche vero che
da parte di molti giovani c'è la semplice richiesta di un letto e una stanza
dove poter studiare, punto e basta; pochi scelgono le nostre strutture per
poter continuare una formazione cristiana. Tuttavia, il clima umano
caratteristico dell'ambiente, la vicinanza e la cura di salesiani e di compagni
motivati, e una serie di attività tipiche del sistema di Don Bosco catturano e
coinvolgono la maggior parte. E' provato. Si tratta di creare occasioni di
incontro comunitario con tutti i suoi dinamismi umani e relazionali e con le
attività che caratterizzano la tradizione salesiana. In questo ambito
l'attenzione (molto spesso disattesa) alle strutture è importante. Sono
convinto che i responsabili dei Collegi Universitari Salesiani (CUS)
hanno buona volontà e ottime intenzioni, vogliono cioè essere educatori'
tra i giovani. Spesso però non si sa come e che cosa fare: il mondo
universitario non è come quello delle scuole superiori! Un punto importante è la
chiarezza iniziale nel presentare ciò che il collegio
"è" - non lo chiamo pensionato, come puoi notare - e ciò
che chiede a chi vuole fermarsi. Se questo passo è fatto bene, crea serenità e
voglia di costruire insieme.
Quali sono le difficoltà principali del lavoro con gli universitari?
Alcune sono di tipo strutturale: gli orari delle
lezioni che vanno dalle 8.00 del mattino alle 8.00 della sera, per cui c'è
sempre un via vai a tutte le ore; ci sono nell'arco dell'anno delle
pause con la possibilità di dare esami e allora molti tornano a casa. Tutto
questo determina una variegata frammentazione nelle presenze. Altre difficoltà
provengono dalla pesantezza dello studio per cui tutto il resto passa in
secondo piano; se poi a questo si aggiunge una certa dose di pigrizia giovanile
verso quanto sa di formativo e di impegno, il quadro è delineato. Ma c'è anche
la difficoltà dei salesiani a entrare in questo mondo abbastanza nuovo, a
inventare strategie educative basate sull'autorevolezza delle persone, sulla
qualità delle proposte e sul coinvolgimento dei giovani nella gestione del
collegio a tutti i livelli...
3. So che
hai risolto queste difficoltà Attraverso un progetto, l'unico finora esistente.
Quali sono le linee portanti?
A
Torino giovani universitari e responsabili dei cinque CUS presenti
(per un totale di circa 300 posti letto) hanno elaborato un "Progetto educativo", costruito sui pilastri del Sistema
Preventivo.
Esso viene consegnato al momento dell'iscrizione e studiato da tutti
per un anno, in modo che ognuno sappia a cosa punta la presenza
salesiana con loro. Poggia su tre aree: l'area del personale: la crescita armonica
della persona, l'autonomia e la responsabilità del soggetto;
l'area del sociale:
l'acquisizione di capacità relazionali, la cura del carattere,
la lettura attenta e critica di fatti e opinioni, la partecipazione
attiva alla vita del CUS; l'area del senso:
la ricerca di valori per la propria vita, la cura della riflessione,
il servizio, l'offerta di momenti espliciti di preghiera e di
celebrazione. Utopia? Forse. Ma Don Bosco ci ha insegnato a
puntare in alto e sognare in grande!
4. La
pastorale universitaria rientra a pieno titolo nel carisma salesiano?
Perché
no? Don Bosco ripeteva spesso: "Basta che siate giovani perché io vi ami
assai!",
intendendo con questo che tutti i giovani sono oggetto del suo
affetto e della sua attenzione. Oggi, ci dicono gli esperti,
l'adolescenza si prolunga fino ai 25 anni e oltre. Dunque... Del resto
la pastorale universitaria cerca di attuare lo stile del carisma
salesiano, come un equilibrato dosaggio di pazienza ed esigenza. Con i giovani vogliamo
essere pazienti
(rispettosi dei loro tempi di maturazione, delle loro esigenze e
difficoltà), ma anche esigenti
(desiderosi di farli crescere, eliminando tutto quello che sa di
pigrizia, di chiusura e di egoismo).
5. Gli
Universitari, si sa, di giorno studiano e di notte... vivono! Credi possibile
conciliare gli orari dei giovani con quelli dei salesiani?
Se un giovane vuole stare
al passo con gli esami, di notte dorme! Le lezioni occupano buona parte della
giornata e lo studio è obbligatorio nelle ore serali e notturne. Per gli
educatori il tempo della sera è il più propizio per dialogare, vedere e
discutere un film, trovarsi a pregare un po'... Questo non vuol dire che non
restino spazi per 'respirare', tutt'altro. Urge educare i giovani a saper
gestire il loro tempo, e qui si aprono spiragli per proposte educative secondo
il nostro stile e la nostra tradizione.
6. Ti pare possibile coinvolgere i giovani in iniziative formative di spessore? È applicabile il Sistema Preventivo?
Io coordino il lavoro educativo svolto dai vari responsabili e propongo iniziative, corsi, gruppi, attività di servizio, incontri culturali, ecc. Ritengo di vitale importanza offrire spazi di formazione, specie in questo momento in cui l'Università rischia di diventare quasi esclusivamente un centro di servizi e non più un laboratorio in cui i diversi "sapere" entrano in dialogo per formare personalità libere e aperte. "Contro una cultura dell'addestramento, contro una logica dell'efficienza è urgente ricuperare una spiritualità, una dimensione etica e valoriale che salvi la dignità della persona umana", dice il progetto.
Il mondo giovanile universitario è una realtà ricca e disponibile; sento tutto questo come un dono e una sfida per i salesiani: questo nuovo campo pastorale è un motivo di speranza e di futuro per noi, per la Chiesa e per la Società.
FOTO
La copertina del progetto educativo stilato per gli universitari del Piemonte / Valle d'Aosta
Matricole a Valdocco con don Gianni Ghiglione
Un ritiro con gli universitari
La pastorale salesiana cerca di attuare lo stile del carisma salesiano.
E' vitale offrire spazi di formazione ai giovani universitari