DOCTOR J

MISERICORDIA E MORALE

Caro dottor J.,

Se ben capisco il suo pensiero, lei afferma che nel campo dell'amore ci si deve confrontare con le stesse difficoltà e con le stesse ricchezze, sia che si tratti di amore eterosessuale come anche, almeno in certi casi, di amore omosessuale. E' per scelta che ci si impegna a vivere una affettività nella realtà del dono di sé, tutti, compresi coloro che hanno inclinazione verso l'omosessualità. Esiste però un inghippo: l'omosessualità contraddice la legge naturale, e gli manca una dimensione importante, la fecondità. E poi, non è forse anche il segno di una immaturità, una specie di blocco dell'evoluzione di un individuo, chiamato ad aprirsi all'altro sesso facendo l'esperienza della differenza? Non c'è nell'omosessualità una componente egoista, o almeno narcisistica? Trattandosi di giovani, come può situarsi in tutto questo un educatore, lui che ha il compito di accompagnare per far crescere, non per avallare tutto?

Carlo, educatore, Roma

Caro Carlo,

Ciò che dici fa problema in effetti. Non poco. Ora, come sempre quando si tratta di umanità, non è possibile dare una risposta soddisfacente e soprattutto definitiva. Ma vale la pena di rifletterci e di porre qualche punto fermo. L'argomento della legge naturale deve essere utilizzato con discernimento. Lo stupratore obbedisce alla legge della sua natura. La legge naturale, è anche la legge del più forte, come capita nel mondo animale. La legge umana impone dei limiti per privilegiare la solidarietà, la quale non è che abbozzata in natura. La sessualità è ancora un enigma e obbedisce alla cultura della società da cui è nata. Se ci si attiene alla natura, bisognerebbe anche spiegare perché essa «si sbaglia » milioni di volte, poiché le cifre che si fanno, parlano di un omosessuale ogni 20/25 persone.

¨ La sessualità, secondo i moralisti, ha tre funzioni: la relazione, il piacere e la fecondità. La coppia omosessuale ha effettivamente un limite: la fecondità non è possibile. Indubbiamente, questa è una grande sofferenza per colui che scopre di avere questa inclinazione, e per i genitori che devono rinunciare alla gioia di poter coccolare dei bambini. Io farei osservare che questa sofferenza è spartita con non poche coppie eterosessuali sterili, ma che la sterilità non fa della loro unione un matrimonio di secondo ordine. E' un limite che non costituisce un ostacolo assoluto a una pienezza della coppia. In quello che concerne la mancanza di maturità o il blocco dell'evoluzione, lei fa senza dubbio allusione alla psicanalisi che, al seguito di Freud, afferma che ciascuno ha dei desideri omosessuali e che l'amicizia più casta nasconde dei sentimenti inconsci che non sono neutrali; questa omosessualità è funzionale: permette alla ragazza o al ragazzo di assimilare più facilmente le regole e i comportamenti che convengono al proprio sesso.


¨ L'omosessualità è il frutto di un blocco dell'evoluzione normale, il segno di una carenza di maturità ? Ammettiamolo. Ma dobbiamo anche ammettere che l'eterosessualità non è automaticamente il segno di una più grande maturità. In un racconto a fumetti un personaggio, oggetto di disprezzo perché aveva la reputazione di «non amare le donne», replicava: «Quando si vede ciò che gli uomini fanno alle donne, si è talora fieri di non amarle!». Non pochi uomini impongono i loro desideri egoisti e si specchiano delle loro numerose conquiste per rassicurarsi sulla loro virilità, trattando le donne come oggetti, mentre alcuni omosessuali sanno mostrarsi delicati e rispettosi delle donne, e a volte perfino più aperti al mondo femminile. Molti adulti "normali" hanno delle reali difficoltà relazionali all'interno della coppia. Sono immaturi quelli che picchiano le loro donne, pesantemente immaturi i pedofili che sovente sono anche incestuosi; immature le donne che prendono marito solo per soddisfare il loro desiderio di maternità. Chi può in questo campo pretendere di essere arrivato alla piena maturità ? L'umiltà è d'obbligo.


¨ L'educatore è sensibile ai casi particolari e alla marginalità. Non è il profeta che proclama verità universali e intransigenti. Tiene conto delle capacità di ciascun giovane e del contesto nel quale vive. Sa che non è capace di raggiungere sempre e immediatamente l'ideale morale, e proprio per questo introduce delle tappe intermedie. Se propone una sfida troppo grande, il giovane si scoraggerà, bisogna proporgli qualcosa di esigente, ma alla sua portata. Bisogna tollerare gli smarrimenti, proporre di nuovo, incoraggiare. Questa non è una morale al ribasso, ma una morale che introduce la progressività, perché tiene conto delle difficoltà del cammino. Il Papa parla di "legge della gradualità". Una morale che metta la misericordia nel suo motore è tanto più necessaria nel campo della sessualità, anche per quelli che scoprono di avere questa inclinazione per la quale, dice il catechismo universale, non c'è colpa.


¨ Si può ricordare quanto Péguy diceva a proposito della vita cristiana: ciò che dà origine a un cristiano non è il livello della sua vita morale, è il fatto che tenda la mano a Dio e agli altri. Gli omosessuali non sono più lontani dal regno di quanto lo siano gli eterosessuali: Gesù rimette le persone in marcia, prima di rimetterle "in regola". La sofferenza, che scava, può giustamente creare un posto per accogliere Dio.