TERZO MILLENNIO

di Giuseppe Nicolussi, Consigliere generale per la formazione

FORMAZIONE AL 1° POSTO

PER UNA MISURA ALTADELLA VITA ORDINARIA

Questo marzo che conclude con la Pasqua è un mese che l'attesa delle beatificazioni rende particolarmente intenso. I santi sono gli uomini della Pasqua. Il "Credo... Rinunzio" del battesimo è la più solenne professione cristiana alla santità.

Non é facile nel contesto attuale vivere con coerenza la propria professione battesimale. Essere cristiani comporta decisioni e scelte di qualità. E d'altra parte, lo afferma il Papa nella Novo Millennio Ineunte, sarebbe un controsenso se i battezzati si accontentassero di una vita cristiana mediocre, all'insegna di un'etica minimalista e/o di una religiosità solo cutanea. È sempre più urgente puntare con convinzione a una 'misura alta' della vita cristiana ordinaria, e non aver alcun timore di additare la santità come meta. il Papa si rende conto delle reazioni che può suscitare il vocabolo santità: non é forse qualcosa di scarsamente operativo che allontana dal vissuto quotidiano? Non é riservata a persone privilegiate che hanno ricevuto doni straordinari? Assolutamente no. É per tutti. É incarnare il Vangelo nel tessuto quotidiano, secondo la vocazione e la missione di ognuno.

La lettera che Giovanni Paolo II ha consegnato a fine Giubileo può essere considerata un manifesto della santità cristiana per il terzo millennio. Vi troviamo i tratti di un'esperienza pienamente coerente con il Vangelo, e la pedagogia per coltivarla. Per Don Bosco il tema della santità era familiare. La proponeva senza reticenze in primis ai giovani, convinto che in ognuno di loro ci fosse una capacità di bene maggiore di quanto essi stessi potessero pensare. Era inoltre sicuro che i grandi ideali non spaventassero i giovani, al contrario li spingessero a superarsi, dando il meglio di sé. "È facile farsi santi... la santità fa vivere nella gioia, rende felici". Questa la sua rivoluzionaria convinzione che divenne anche il suo manifesto educativo. Attenzione, non siamo di fronte a un concetto impoverito' di santità. Lo dimostra il fatto che non pochi che l'hanno preso sul serio sono giunti all'eroismo della vita cristiana. Basta sfogliare il calendario del Bollettino Salesiano di quest'anno... Il motto scelto da Don Bosco, Da mihi animas, coetera tolle, é espressione di una mistica della dedizione totale.

La traduzione più peculiare e sorprendente della parola santità operata da Don Bosco è "onesti cittadini e buoni cristiani". "Buoni" non significa alla buona, ma consapevoli e impegnati, persone dalla "misura alta". E "onesti cittadini" vuol dire che sanno scommettere su una convivenza che si coniuga col rispetto delle leggi, la libertà e la carità... "Le vie della santità sono molteplici, e adatte alla vocazione di ciascuno", dice il Papa, e per Don Bosco la santità è: senso di Dio nel quotidiano, vita cristiana fatta di lavoro, di responsabilità concrete, e capacità di assumere "l'affanno di ogni giorno" con la forza della fede; è santità intraprendente e operosa, che sa rimboccarsi le maniche ed esprimersi nell'attenzione ai più poveri, nella solidarietà, nella condivisione; é vita cristiana gioiosa che affronta positivamente le sfide, sempre aperta alla speranza; é sensibilità educativa ricca di umanità e di Vangelo, attenta alla crescita di tutta la persona; é santità mariana, che trova nell'Ausiliatrice un modello e un sostegno per la testimonianza della fede e lo slancio della carità.

Santi non si nasce, si diventa. L'esperienza cristiana va coltivata, se no perde di qualità, e s'ingolfa di mediocrità. Il Papa indica una pedagogia della santità che attribuisce grande importanza alla vita di preghiera, all'eucaristia domenicale, alla riconciliazione, all'annuncio della Parola, alla testimonianza della carità.

Quale pedagogia della santità proponeva Don Bosco? Ecco le semplici strategie da lui privilegiate: fare del bene ed essere attenti agli altri; essere fedeli alle "pratiche del buon cristiano"; non lasciarsi travolgere dalle preoccupazioni del quotidiano, riservando all'anima qualche momento ogni giorno, ogni mese, ogni anno; educare la coscienza attraverso l'ascolto della Parola, i sacramenti, l'accoglienza degli orientamenti della Chiesa; coltivare la dimensione comunitaria della fede: il senso di Chiesa, l'appartenenza alla comunità parrocchiale e altre forme di condivisione.

Notte di Pasqua: durante il rito del rinnovamento delle promesse battesimali Don Bosco proporrebbe anche oggi ai giovani "una misura alta" della loro vita cristiana di tutti i giorni.