IN ITALIA & NEL MONDO
10. MERURI, BRASILE
CENTRO CULTURALE TRA I BOROROS
Il
15 luglio si è inaugurato il centro culturale del popolo Bororo dedicato
a Padre Rodolfo Lunkenbein, che metterà a disposizione degli alunni della
scuola Indigena un ampio materiale sulla propria cultura. La data è densa di
significato. In questo giorno, infatti, ricorre il 25° anniversario del
martirio di padre Rodolfo e dell'indio Simão, uccisi da alcuni fazenderos
che non vedevano di buon occhio che il territorio indigeno fosse ridotto in
riserva, cosa che invece avverrà da lì a un anno. Nel nuovo centro si possono
incontrare opere di interesse letterario e archeologico. Accanto a suor Elza
Maria Ribeiro e padre Francisco de Lima, animatori delle comunità FMA e SDB,
numerosi sacerdoti, religiosi e laici, ricercatori dell'Università di São
Paulo, hanno fatto sì che l'idea di un luogo in cui conservare e rendere vivo
il popolo Bororo, diventasse realtà. I locali del centro dispongono di
videoteca, sala di rappresentazione, biblioteca, banca dati, un laboratorio di
informatica e uno studio che ospiterà la radio comunitaria.
11. JOWAI, INDIA
UNA SCUOLA SERALE
L'idea era venuta alle exallieve di Jowai che desideravano fare qualcosa di concreto per quelli che si allontanavano dalla scuola, perché "non ce la facevano". È sorta così la scuola serale per operai/e, baby-sitters, collaboratrici domestiche, piccoli venditori, ragazzi/e di strada, spazzini e inservienti. Una popolazione variegata e sempre più numerosa. Dai 50 studenti del 1995 (anno in cui ha preso il via l'iniziativa), si è giunti agli attuali 230. I ragazzi hanno la possibilità di sostenere gli esami governativi per essere ammessi a una classe regolare. Tanti ce l'hanno fatta a recuperare, grazie alla competenza e alla passione educativa delle exallieve, molte delle quali, non potendo mettere a disposizione il loro tempo per l'insegnamento, hanno sostenuto il progetto con contributi finanziari.
12.
LOEI, THAILANDIA
UN DONO PER TUTTI
È
stata la prima esperienza di volontariato, ma «la rifaremo l'anno prossimo!»,
affermano sicure. Le protagoniste sono alcune giovani non vedenti del centro di
Sampran (Thailandia), gestito dalle FMA. Durante la loro permanenza, accanto
alle ore di studio e formazione, le ragazze fanno le massaggiatrici nella
Clinica. Durante le vacanze si sono recate in alcuni villaggi del Nord Est del
paese, presso le comunità di Loei e Chayaporn, per mettersi a disposizione
degli anziani bisognosi di tali cure. «È stato molto bello assicura suor
Imelda Barattino - la gente è stata colpita dalla serenità delle ragazze che,
nonostante il loro handicap, hanno saputo entrare in relazione con tutti, e
portare un po' di sollievo fisico».
13.
ORATORIO S. FILIPPO DI CATANIA
FESTA D'AUTUNNO
Sesta
edizione della festa d'autunno a Catania. Gruppi giovanili, catechisti,
volontari l'hanno organizzata ripescando nel grande magazzino di giochi
salesiani, di giochi attuali e del folklore locale, per passare una mattinata
di fraternità, fare famiglia. La festa d'autunno ha sostituito in alcuni
oratori la salesianissima passeggiata delle castagne, uno dei momenti forti di
svago educativo voluti da Don Bosco, che pur di farla andar bene ci ha fatto su
anche un miracolo& L'Oratorio San Filippo ha distinto le due feste. Quella
delle castagne l'ha celebrata uscendo in gita sull'Etna, dove sono convenuti
anche i ragazzi del progetto portato avanti dall'oratorio e finanziato dalla
legge 285 per il recupero dei minori a rischio.
14.
KOLKATA, INDIA
60 ANNI IN INDIA
Qualche mese fa i giornali parlarono a lungo di Madre Teresa e del Padre Stroscio, un salesiano ottantenne che l'avrebbe esorcizzata in un momento di particolare difficoltà della suora, degente all'ospedale per una operazione chirurgica subita nel 1997, non molto tempo prima di morire. In effetti, l'incontro col padre salesiano è avvenuto, e lui stesso afferma di avere, per ordine del vescovo, recitato una preghiera per la Madre che passava notti un po' agitate, ma dice di non essere affatto un esorcista. E' anche vero che Madre Teresa si calmò. Padre Stroscio è un siciliano&indiano, essendo in quella nazione dal 1942, quest'anno vi celebra "le nozze di diamante!", visto che quella terra l'ha, si può dire, sposata. E' stata proprio la santa suora a evitare che egli venisse espulso dall'India, quando giunse l'ordine per i missionari stranieri di tornare in patria.
15. UN LIBRO...
IL TEMPORALE e altri racconti
Giuseppe Notaro, funzionario presso il provveditorato agli studi, è entrato nella trafila degli scrittori più per vocazione pedagogica che per passione artistica. Scrive cose belle per scopi nobili, con un pizzico di suspense e una prosa limpida, scorrevole, piacevole, sostanziata da una manifesta nostalgia per i valori dimenticati che rivivono nei suoi racconti velati di mistero. È proprio il mistero che aleggia ne "Il temporale". L'uomo non tutto comprende, ma è attirato irresistibilmente dal mistero; perché nel mistero egli può trovare la soluzione ai tanti enigmi che circondano la vita: prima o poi il velo si alzerà. Un po' onirico dunque, ma ricco di insegnamenti non farciti dal solito moralismo che li deprime. Da leggere.
100 anni fa
Nel BS del marzo 1902, illustrata da una foto che per la verità non è pertinente col testo, leggiamo una relazione di don Balzola che permette di rendersi conto dei pericoli e del coraggio necessari per fare il missionario. Come al solito trascriviamo uno stralcio che testimonia la vita da veri eroi di tanti missionari salesiani dei primi anni del XX secolo.
[...]"Animati dalle buone speranze ci imbarcammo (su canoe n.d.r.) nuovamente il 14 giugno, senza non poca trepidazione a causa degli scogli e delle frecce che i selvaggi da un momento all'altro potevano scoccare dalle rive contro di noi. Un'ora dopo, un'altra grande cascata d'acqua venne ad abbattere in parte il nostro coraggio. Per evitare maggiori pericoli gli uomini scesero nell'acqua e alla meglio cercavano di guidare a mano le canoe, quando, giunti nel forte della corrente, una povera barca venne gettata con impeto contro uno scoglio, lanciando a tre metri di distanza il povero uomo che la faceva da pilota. Quasi non bastasse questo grazioso complimento, un secondo, volendo raddrizzare la canoa, si ebbe un tal colpo nel petto che lo fece immantinente sputar sangue, ed un altro marinaio ne riportava gravi ferite alle gambe. Dinnanzi a tale pericoli e difficoltà cominciò a scemare il nostro coraggio, ed era più che naturale in tutti il pensiero di far ritorno a Cujabà, tramandando a miglior occasione l'escursione tra quei disgraziati abitatori della foresta. ma con mia somma meraviglia nessuno osò pronunciare la parola ritorno e così, dopo riparati i danni principali, ci mettemmo nuovamente in viaggio.
NUMISMATICA
a cura di Roberto Saccarello
MONETA D'ARGENTO VATICANA SUL DIALOGO
In periodo di gravi tensioni internazionali, a causa del terrorismo e della guerra, assume un grande significato la moneta d'argento da lire 2000 messa in circolazione dalla Città del Vaticano. L'emissione, infatti, trae spunto dal messaggio di Giovanni Paolo II per la celebrazione della Giornata Mondiale della Pace del 1 gennaio 2002 intitolata "Dialogo tra le culture per una civiltà dell'amore e della pace".
Il Papa ci ricorda che "il dialogo tra le culture emerge come un'esigenza intrinseca alla stessa natura dell'uomo e della cultura. Il dialogo porta a riconoscere la ricchezza della verità e dispone gli animi alla reciproca accettazione, nella prospettiva di una autentica collaborazione rispondente all'originaria vocazione all'unità dell'intera famiglia umana. Come tale il dialogo è strumento eminente per realizzare la civiltà dell'amore e della pace".
L'auspicio del vescovo di Roma deve necessariamente essere accompagnato dall'impegno degli uomini, dalla consapevolezza di una sfida che coinvolge tutti, e alla quale tutti sono chiamati a rispondere con entusiasmo e amore. L'aspirazione alla pace è resa con efficacia dalla immagine sul rovescio della moneta che mostra uomini, donne e bambini sovrastati dalla colomba recnate un ramoscello d'olivo e dalla legenda "PAX". Sul diritto, poi, appare un ritratto del Pontefice in raccoglimento che sostiene al pastorale.
Con questo pezzo (16 gr d'argento 835/1000) si chiude la monetazione papale in lire, risalente a Pio IX.
Per saperne di più: ( 0761.307124