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Signor Mario MIGLINO

Coadiutore salesiano, ingegnere elettronico,

preside del ITI salesiano di Brescia.

eletto come delegato a due Capitoli Generali,

il XXI del 1976 e il XXIII del 1988, il capitolo del centenario di Don Bosco.

Intervistato non lasciava quasi finire la domanda…

 

o       Qual è stata la migliore “stagione” della sua vita, a livello, diciamo professionale?

Le quattro estati passate in Ecuador a tenere corsi di aggiornamento per il personale insegnante di materie elettroniche. Ho scoperto una realtà dove non i soldi, o la nobiltà delle origini, ma il lavoro dà dignità alla persona; ed è grande la dignità del lavoro! E’ stata una magnifica lezione per me.

 

o       Quale esperienza della sua vita di salesiano considera?…

L’esperienza dei Capitoli Generali cui ho partecipato, perché mi hanno fatto sentire e vivere il respiro universale della congregazione e la sua grande forza educativa e pastorale. Ma avrei anche un piccolo appunto… piccolo piccolo, lo dico: mi è sembrato che la figura del coadiutore sia un po’ marginalizzata. pochissimi erano presenti, come fossero forze di seconda scelta… Ma forse non è così.

 

o       Quali rimedi suggerirebbe per?…

Deve venir fuori la specificità dei salesiani laici. E’ una magnifica vocazione. Deve emergere la loro “indispensabilità” per la completezza del carisma. Senza coadiutori non c’è congregazione. Deve essere una convinzione profonda di tutti, compresi ispettori e direttori.

 

o       Quindi, secondo lei va rilanciata la figura…?

No, no! Non parlerei di rilancio del coadiutore, mi sembra riduttivo. Parlerei invece di rilancio a tutto campo della congregazione, così come Don Bosco l’ha sognata, voluta e fondata: comunità forti di fratelli laici e sacerdoti che si vogliono bene e si spendono per il bene, soprattutto dei ragazzi…

 

o       Mi potrebbe fare un esempio di..?

Se in una comunità viene a mancare il prete, ci si dà da fare perché ci sia. Altrettanto deve accadere per la figura del coadiutore. E’ indispensabile come valore carismatico non strumentale: io non voglio essere indispensabile a Brescia perché preside dell’ITI, ma perché coadiutore salesiano. Io non faccio scuola sentendomi ingegnere, ma sentendomi coadiutore salesiano. Questa è la mia vera e insostituibile dignità. Mi capisce?

 

o       Perfettamente. grazie! E che ne dice della sua  vita?

Bella. Lo è stata e lo è, anche se, come saprà, sono alla fine. Bella. Per esperienze, amicizie, lavoro, professione… Per i confratelli, i giovani…  L’amore di Dio non mi ha mai abbandonato e io, nel mio piccolo ho lasciato che il Signore mi amasse!